Milano " La notizia del suicidio della madre di Isabelle Caro, la modella anoressica morta lo scorso novembre e diventata celebre nel 2007 per aver posato in una foto shock di Oliviero Toscani, ha profondamente colpito l’assessore alla Salute del Comune di Milano Giampaolo Landi di Chiavenna e la fondatrice di ABA (l’Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia) Fabiola De Clercq.
“La madre di Isabelle Caro - dichiarano Landi e De Clercq - sembrava desiderare che la figlia non crescesse, che rimanesse per sempre bambina.
Quando è morta la figlia, la madre non aveva più alcun motivo per vivere.
Tra di loro probabilmente si era instaurata una relazione che impediva a entrambe l’esistenza. Nel 90% dei casi, i disturbi alimentari (anoressia, bulimie e obesità psicogene) sono segnali di un cortocircuito della comunicazione in famiglia. I figli possono sentirsi trascurati o all’opposto soffocati dall’affetto dei genitori. Le figlie spesso dicono ’ho avuto tutto, eccetto l’indispensabile’. I genitori accettino di interrogarsi per il bene di tutta la famiglia. Spesso i figli si fanno portavoce di un disagio familiare che riguarda tutte le generazioni, compresi i nonni”.
E per rispondere efficamente a questo disagio, nel 2011 l’Assessorato alla Salute del Comune, in collaborazione con ABA, aprirà uno sportello d’ascolto personalizzato e organizzerà un ciclo di corsi rivolti ai genitori in tutte le 9 circoscrizioni di Milano.
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