Bergamo - (Arcigay) “Un atteggiamento intollerante nei confronti delle persone omosessuali’’. Così Luca Pandini, presidente di Arcigay Bergamo, ha commentato la decisione della giunta comunale di non concedere l’autorizzazione alla mostra fotografica Baci rubati per l’allestimento dell’esposizione al Quadriportico del Sentierone, in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia, in programma il 17 maggio. La mostra si farà comunque, ma non all’aperto, il 16 e 17 maggio nei locali del Mutuo Soccorso di Bergamo e all’Auditorium di Piazza della Libertà , dove sono in programma altre iniziative.
“Il nostro obiettivo è quello di dimostrare che certe immagini di affetto e relazione d’amore sono del tutto legittime” " spiega Pandini " “La giunta, che già aveva concesso il patrocinio per un dibattito e l’autorizzazione a uno spettacolo, sempre nell’’ambito dell’iniziativa contro l’’omofobia si è irrigidita sulle fotografie.”
“È un episodio tristissimo: un’amministrazione comunale che sente il bisogno di offendere la tenerezza e l’affetto di un gesto semplice e naturale - come un bacio tra due persone, di qualsiasi orientamento sessuale - fa torto alla civiltà e alla cultura della stessa città che rappresenta.” " aggiunge Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay " “Il Sindaco di Bergamo faccia un passo indietro: si renda conto che censurare un bacio equivale a criminalizzarlo e di conseguenza a discriminare e violare quegli affetti e relazioni omosessuali a cui la Consulta ha da poco riconosciuto dignità costituzionale. Il gesto quindi è molto grave e ci aspettiamo che l’Amministrazione voglia porvi subito rimedio.”
“La bella mostra, composta da foto inviate dalle persone, racconta tutti gli amori, che purtroppo nel nostro Paese non hanno ancora pari dignità ” " conclude Patanè - “Arcigay prosegue nel suo lavoro di lotta all’omofobia attraverso la promozione degli amori e per il 17 maggio sta preparando una campagna nazionale e iniziative in decine di città per combattere questa malattia sociale che crea isolamento, dolore e vittime, come è accaduto anche a Roma”.
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