Roma: Con l’approvazione preliminare da parte del Consiglio dei ministri del 4 agosto, è iniziato l’iter del quarto decreto attuativo del federalismo fiscale.
Il provvedimento contiene le norme riguardanti l’autonomia impositiva dei comuni, nel quadro della devoluzione fiscale delineata dalla legge delega n.42/2009.
Il decreto prevede due fasi:
- una prima fase di avvio (di durata triennale:2011-2014) durante la quale i Comuni riceveranno il gettito dei tributi immobiliari, nell’assetto attuale;
- una seconda fase, a partire dal 2014, quando saranno introdotte nell’ordinamento fiscale due nuove forme di tributi propri:
1. un’imposta municipale propria
2. un’imposta municipale secondaria facoltativa.
La prima sostituirà , per la componente immobiliare, l’imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali per i redditi fondiari relativi ai beni non locati, l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale, l’imposta di bollo, l’imposta sulle successioni e donazioni, le tasse ipotecarie, i tributi speciali catastali e l’imposta comunale sugli immobili; essa non si applicherà al possesso dell’abitazione principale.
La seconda, potrà essere introdotta, dall’anno 2014 e con esclusione degli immobili ad uso abitativo, per sostituire una o più delle seguenti forme di prelievo: la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, il canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni, il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari, l’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza.
In sintesi il provvedimento prevede:
- la devoluzione ai Comuni, relativamente agli immobili ubicati nel loro territorio, del gettito derivante da alcune imposte tra cui l’imposta di registro, ipotecaria e catastale, l’IRPEF relativa ai redditi fondiari (escluso il reddito agrario), l’imposta di registro e di bollo sui contratti di locazione relativi ad immobili, i tributi speciali catastali, le tasse ipotecarie, la nuova cedolare secca sugli affitti. Vengono stabilite misure finalizzate a rafforzare la capacità di gestione delle entrate comunali e ad incentivare la partecipazione dei Comuni all’attività di accertamento tributario;
- l’istituzione di una nuova imposta cosiddetta cedolare secca sugli affitti, che il proprietario di immobili locati avrà facoltà di scegliere in alternativa a quello attuale. A decorrere dall’anno 2011 il canone di locazione relativo ai contratti stipulati per immobili ad uso abitativo, e relative pertinenze affittate congiuntamente all’abitazione, potrà essere assoggettato, se il locatore così deciderà , a questa nuova imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali, nonchè dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo sul contratto di locazione. La cedolare secca potrà essere applicata anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l’obbligo di registrazione.
“Con il varo di questo decreto- ha dichiarato il ministro per i Rapporti con le regioni e la coesione territoriale Raffaele Fitto - il Governo pone un altro importante tassello nella costruzione del federalismo fiscale“. L’autonomia impositiva dei comuni - ha aggiunto Fitto - viene assicurata in forme moderne che semplificheranno il rapporto dei cittadini con il fisco e, al contempo, daranno stabilità ai bilanci comunali“.
“Il decreto sul federalismo municipale rimette i Comuni in carreggiata, ponendo le basi per avere un quadro di risorse certo, costante e legato direttamente al territorio. Con questo provvedimento si entra in una fase nuova, fatta di responsabilità e autonomia. Il sistema dei Comuni dovrà fare un salto di qualità anche nelle relazioni interne visto che la differenza di gettito dei tributi legati agli immobili sul territorio sarà colmata dal fondo di riequilibrio che sarà ripartito in Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali“. Questo il commento dell’Associazione dei Comuni italiani all’approvazione, in Consiglio dei Ministri, del decreto sul federalismo municipale.
Lo schema di decreto legislativo verrà trasmesso alla Conferenza unificata per l’acquisizione dell’intesa e, successivamente, alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale ed alle altre Commissioni parlamentari competenti. L’entrata in vigore del provvedimento è prevista per l’inizio del prossimo anno.
Fonte: comunicato Consiglio dei Ministri
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