Un francobollo in memoria del Commissario Luigi Calabresi

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PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL FRANCOBOLLO COMMEMORATIVO DEL COMMISSARIO LUIGI CALABRESI

Intervento del Ministro dell’Interno On. Giuseppe PISANU

Cara Signora Gemma, Colleghi di Governo, Autorità , Signore e Signori, cari giovani che partecipate a questa bella manifestazione. Come ha detto or ora Gianni Letta, lo scorso anno il Presidente della Repubblica ha voluto onorare la memoria del Commissario Luigi Calabresi conferendogli, su mia proposta, la medaglia d’oro. Con lo stesso riconoscimento sono stati ricordati altri sedici uomini della Polizia che, come Lui, caddero sotto i colpi del terrorismo nel decennio terribile degli anni Settanta. Per questo voglio ringraziare ancora una volta di tutto cuore il Presidente Ciampi, a nome mio e delle donne e degli uomini delle Forze dell’Ordine.

In quella tragica stagione molti, troppi, servitori dello Stato vennero chiamati all’estremo sacrificio. L’aggressione del terrorismo segnò l’ora più difficile per la Repubblica e per le sue istituzioni, infliggendo a tanti innocenti ingiusto dolore, lasciando tracce indelebili nella vita di tutti noi: cittadini, pubblici funzionari, studiosi, politici.

Fu un’aggressione barbara e vile, che nella primavera del 1972 fece di Luigi Calabresi una delle sue prime vittime. Gli spararono alle spalle, mentre andava al lavoro. Il suo martirio era però iniziato ancor prima, con l’odiosa e ben organizzata campagna denigratoria che per due anni riempì molte pagine di infamie e il suo cuore di amarezza.

L’eredità ideale, l’esempio di Luigi Calabresi consiste in questo: nella dignità con cui seppe affrontare quel doloroso cammino, confortato dalla fede religiosa, dall’affetto della sua famiglia e dalla stima dei suoi colleghi.

Sono passati più di trent’anni ma il ricordo di quella tragica vicenda non si cancella e quell’esempio rimane un riferimento sicuro e alto per quanti hanno scelto di servire, nella Polizia di Stato e nelle Forze dell’Ordine, la democrazia e la sicurezza dei cittadini. Le Istituzioni democratiche sono oggi ben salde e la Repubblica non dimentica i propri morti: anche perché sappiamo che molta di questa saldezza è dovuta al loro sacrificio.

C’è dunque un debito di riconoscenza che va onorato tutti i giorni ugualmente da chi è impegnato a ridurre lo spazio del terrorismo e della violenza politica sino a farli uscire completamente dalla nostra vita civile. Perciò i risultati che su questa via abbiamo finora ottenuto dobbiamo dedicarli innanzitutto a loro, ai caduti e ai feriti delle Forze dell’ordine, alle vittime civili e ai familiari di tutti loro. Quel sangue innocente versato per la democrazia chiede ancora giustizia, impegnando il Governo a perseguirla nei confronti dei terroristi e degli eversori, vecchi e nuovi.

Anche questo vuol dire non dimenticare!- A distanza di trent’anni la memoria è un dovere che si compie anche con gesti simbolici, semplici ma profondamente sentiti, tardivi, ma fortemente voluti. Il nuovo francobollo dedicato al Commissario Calabresi è uno di questi gesti. Da oggi, saranno moltissimi gli italiani che, rivedendo il suo volto sereno, potranno leggervi una lezione di impegno civile e rendere omaggio alla Sua eroica esperienza di servitore dello Stato, di un uomo che non dobbiamo dimenticare.