Stop alle cartelle esattoriali “pazze”

l’intervento del Difensore Civico

Milano: Un caso emblematico del 2007: multa pagata dal cittadino ma Equitalia reclama ancora il saldo della sanzione per la medesima infrazione.

Come qualche cittadino ha potuto sperimentare non è insolito ricevere una cartella esattoriale per una multa che è già stata pagata. Alcune volte ciò accade perché c'è un errore sul modulo di versamento, altre volte perché il tagliando di pagamento non è mai arrivato a destinazione.

In tutti questi casi due sono le situazioni che si possono presentare al malcapitato: se ha conservato la ricevuta di pagamento la risoluzione della controversia è possibile, in caso contrario il multato è costretto - suo malgrado - a dover ripagare la sanzione.
È quanto accaduto ad un cittadino residente a Milano che nel 2007 ha ricevuto un verbale di accertamento per violazione del Codice della Strada. Pagata la sanzione entro i 60 giorni seguenti il cittadino, previdente, archivia la ricevuta che attesta l’avvenuto pagamento della contravvenzione.

Circa due anni dopo la sorpresa: Equitalia, l’ente incaricato alla riscossione dei tributi, torna nuovamente a far visita al malcapitato, reclamando il pagamento della medesima sanzione. Certo di non essere tenuto al pagamento della multa e soprattutto, potendo dimostrarlo, il cittadino si rivolge fiducioso agli uffici della Polizia Locale per ottenere il discarico della pratica. Non ricevendo riscontro dall’Amministrazione, il multato chiama in causa il Difensore civico.

l’Ufficio del Difensore civico non può procedere direttamente all’annullamento della cartella esattoriale ma, qualora rilevi che la richiesta in essa contenuta è illegittima, può intervenire presso gli organi competenti.
Nel caso di specie il Difensore civico, verificata la documentazione fornita dal cittadino, contatta l’Ufficio Ruoli e Regolamenti presentando il caso e allegando tutta la documentazione utile al discarico della cartella. Pochi giorni dopo la Polizia Locale accoglie il suggerimento dell’ombudsman, ponendo così fine alla piccola odissea del cittadino. Ora, finalmente, l’automobilista potrà dormire sonni tranquilli.