Italia del diritto svegliati!

L’origine fa la differenza e il sonno della ragione genera i mostri. Schiavitù ieri. E oggi?

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Difendere il diritto è di sinistra? È di destra? Il diritto è di tutti, non ha colore, la Giustizia è di tutti e quindi è giusto che i monarchici difendano le proprie posizioni storiche e giuridiche, con coerenza e con forza, ricordandosi però che chi passa alla violenza e al sopruso, passa dalla parte del torto. Gli argomenti scottanti sono molti: l’articolo 139 della Costituzione, il diritto alla difesa della storia, l’esistenza del Regno d’Italia “delle tre Province” e la nascita stessa della Repubblica Italiana, infine il diritto a una immigrazione controllata. L’articolo 139 è antidemocratico e la sola sua esistenza dovrebbe far vergognare tutti i repubblicani italiani, purtroppo quei tali che li rappresentano dimostrano al mondo intero di che pasta sono fatti, quindi non colpevolizziamo l’ideologia repubblicana ma i suoi effetti parlano da soli.

L’articolo 139 della costituzione dimostra che l’Italia repubblicana non è solo uno stato di polizia per i suoi metodi di ipercontrollo sui cittadini ma è anche, istituzionalmente parlando, una vera e propria dittatura. Il diritto alla difesa della storia, significa che noi dobbiamo continuare a contestare la falsificazione sistematica della storia, operata dalle forze culturali prevalenti nel regime repubblicano. Tutti ricordano i libri di storia, carichi di menzogne al punto tale da riportare, nelle immagini, solo bandiere italiane prive dello scudo sabaudo, spesso immagini contraffatte!

Il diritto alla difesa della storia impone ai monarchici di non difendere solo le posizioni più blande come il fatto che la Repubblica Italiana è nata dai brogli del referendum istituzionale del 1946 ma chiarire che la Repubblica è nata solo per volontà di un pungo di persone che effettuò un vero e proprio colpo di Stato! Lo dicono gli eventi storici, non c’è comunista o repubblicano che tenga, la storia parla da sola, non attesero il verdetto della Corte di Cassazione e la proclamarono, con un atto unilaterale. Il Regno d’Italia non è mai giuridicamente cessato su tutto il territorio nazionale ma nelle Province di Bolzano, Gorizia e Trieste, la repubblica non può neppure avanzare la menzogna referendaria, perché quelle Province non hanno partecipato al referendum istituzionale! Quindi sono a tutti gli effetti Regno d’Italia. Oggi i Savoia non sono più in esilio, quindi possiamo dichiararlo apertamente, senza che ciò divenga un’ulteriore mezzo di ricatto nei loro confronti, al fine di mantenerli lontani dalla Patria, contro tutte le leggi nazionali e internazionali, come è stato lungamente.

Il Regno d’Italia “delle tre Province” non esclude nulla al fatto che i monarchici hanno tutto il diritto di rivendicare la legalità democratica e sotto tutti i punti di vista, di un nuovo referendum istituzionale su tutto il territorio italiano, una cosa non esclude l’altra! Il sonno della ragione genera i mostri... e mostruosa è la Repubblica Italiana che con la sua pessima classe politica, trascina l’Italia nell’ignoranza, nel decadimento morale, spirituale ed economico... le origini... le origini della repubblica, la truffa, l’inganno, la minaccia, l’omicidio, l’uso della forza... le origini... lo dice anche, in questi giorni, una fabbrica di salami: “L’origine fa la differenza”.

Salami! Concludo con un tema scottante: l’immigrazione e devo dire che una immigrazione del genere la nostra Penisola l’ha già vista: la schiavitù al tempo di Roma imperiale e le invasioni barbariche ma c’è una differenza di fondo: quando gli schiavi spezzavano le catene, quando erano liberi, loro stessi e la loro discendenza avevano la possibilità di integrarsi, gli immigrati di oggi non sono ufficialmente schiavi e non hanno catene da spezzare ma, contrariamente a quanto accadeva al tempo dell’Impero Romano, non sono solo di etnia diversa ma sono spesso di razza diversa, quindi, a chi comprende bene quello che è accaduto in Paesi dove l’immigrazione è stata multirazziale, ci troveremo con una moltitudine di persone che non si integreranno mai completamente nella società per il colore della pelle e più aumentano, più saranno discriminati. Persone di buon cuore ci sono sempre state, così come ci sono sempre stati i razzisti e sempre ci saranno.

Dunque è necessario, per la serenità del futuro della nostra società , che si dia prevalenza a una immigrazione controllata e compatibile: il diritto non ha colore e anche gli italiani hanno i loro diritti. Le catene si spezzano ma il colore della pelle no.

Matteo Cornelius Sullivan