CITtà DEL VATICANO (VIS). Alle ore 12:00 della mattina del 6 Febbraio, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
“Nel Vangelo di questa domenica il Signore Gesù dice ai suoi discepoli: ’Voi siete il sale della terra ... Voi siete la luce del mondo’ (Mt 5,13.14). Mediante queste immagini ricche di significato“ - ha spiegato il Papa - “Egli vuole trasmettere ad essi il senso della loro missione e della loro testimonianza. Il sale, nella cultura mediorientale, evoca diversi valori quali l’alleanza, la solidarietà , la vita e la sapienza. La luce è la prima opera di Dio Creatore ed è fonte della vita; la stessa Parola di Dio è paragonata alla luce“.
“La sapienza“ - ha proseguito il Pontefice - “riassume in sè gli effetti benefici del sale e della luce: infatti, i discepoli del Signore sono chiamati a donare nuovo ’sapore’ al mondo, e a preservarlo dalla corruzione, con la sapienza di Dio, che risplende pienamente sul volto del Figlio, perché Egli è la ’luce vera che illumina ogni uomo’ (Gv 1,9). Uniti a Lui, i cristiani possono diffondere in mezzo alle tenebre dell’indifferenza e dell’egoismo la luce dell’amore di Dio, vera sapienza che dona significato all’esistenza e all’agire degli uomini“.
“Il prossimo 11 febbraio, memoria della Beata Vergine di Lourdes, celebreremo la Giornata Mondiale del Malato“ - ha ricordato il Santo Padre - “Essa è occasione propizia per riflettere, per pregare e per accrescere la sensibilità delle comunità ecclesiali e della società civile verso i fratelli e le sorelle malati. Nel Messaggio per questa Giornata, ispirato ad una espressione della Prima Lettera di Pietro: ’Dalle sue piaghe siete stati guariti’ (2,24), invito tutti a contemplare Gesù, il Figlio di Dio, il quale ha sofferto, è morto, ma è risorto. Dio si oppone radicalmente alla prepotenza del male. Il Signore si prende cura dell’uomo in ogni situazione, condivide la sofferenza e apre il cuore alla speranza. Esorto, pertanto tutti gli operatori sanitari a riconoscere nell’ammalato non solo un corpo segnato dalla fragilità , ma prima di tutto una persona, alla quale donare tutta la solidarietà e offrire risposte adeguate e competenti“.
“In questo contesto ricordo, inoltre“ - ha detto ancora il Papa - “che oggi ricorre in Italia la ’Giornata per la vità. Auspico che tutti si impegnino per far crescere la cultura della vita, per mettere al centro, in ogni circostanza, il valore dell’essere umano. Secondo la fede e la ragione la dignità della persona è irriducibile alle sue facoltà o alle capacità che può manifestare, e pertanto non viene meno quando la persona stessa è debole, invalida e bisognosa di aiuto“.
Dopo la recita dell’Angelus, Benedetto XVI ha detto: “In questi giorni, seguo con attenzione la delicata situazione della cara Nazione egiziana. Chiedo a Dio che quella Terra, benedetta dalla presenza della Santa Famiglia, ritrovi la tranquillità e la pacifica convivenza, nell’impegno condiviso per il bene comune“. ANG/ VIS 20110207 (510)
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