CITtà DEL VATICANO (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato una Lettera all’Arcivescovo Julián Barrio Barrio, Metropolita di Santiago de Compostela (Spagna), per la chiusura dell’Anno Santo Compostelano 2010.
Il Papa scrive che quanti si sono recati in pellegrinaggio quest’anno a Santiago “devono far ritorno alle loro case come hanno fatto ritorno a Gerusalemme i discepoli di Emmaus. (...) Non saremmo testimoni credibili di Dio se non fossimo fedeli collaboratori e servitori degli uomini. Questo servizio di comprensione profonda e coraggiosa difesa dell’uomo è una esigenza del Vangelo ed un contributo essenziale alla società della nostra condizione cristiana“.
Rivolgendosi ai giovani “con i quali ci riuniremo il prossimo anno a Madrid per la celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù“, il Papa li ha invitati “a lasciarsi interpellare da Cristo, intavolando con Lui un dialogo sincero e posato, domandandosi anche: ’Conterà il Signore su di me per essere suo apostolo nel mondo, per essere messaggero del suo amore?’ Che non manchi la generosità nella risposta, nè l’audacia che portò Giacomo a seguire il Maestro senza risparmiare sacrifici“.
Successivamente Benedetto XVI ha incoraggiato i seminaristi “ad identificarsi sempre più con Gesù, che li chiama a lavorare nella sua vigna. La vocazione al sacerdozio“ - scrive il Pontefice - “è un dono ammirabile di cui bisogna essere orgogliosi, perché il mondo ha bisogno di persone che si dedichino completamente a far conoscere Gesù Cristo, configurando tutta la propria vita e la missione con Lui, ripetendo quotidianamente con umiltà le sue parole e i suoi gesti, per essere immagine in mezzo al gregge che è stato loro affidato“.
“Conservando nella mia anima il ricordo del mia gradito soggiorno a Compostela, chiedo al Signore“ - conclude il Pontefice - “che il perdono e l’aspirazione alla santità germinati in questo Anno Compostelano, aiutino ad aver più presente, con la guida di Giacomo, la Parola redentrice di Gesù Cristo nella Chiesa particolare e in tutti i popoli della Spagna e che la sua luce si percepisca ugualmente in Europa, quale invito incessante a rafforzare le radici cristiane e potenziare il suo impegno per la solidarietà e la ferma difesa della dignità dell’uomo“.
BXVI-LETTERA/ VIS 20110103 (370)
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