CITTA' DEL VATICANO (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto la mattina del 2 OTT. i vescovi e gli ordinari del Kazakhstan e dell’Asia Centrale al termine della loro “visita ad Limina”.
Il Papa ha invitato i prelati a rendere grazie a Dio che “nonostante le dure pressioni esercitate durante gli anni del regime ateo e comunista, grazie all’abnegazione di zelanti sacerdoti, religiosi e laici, la fiamma della fede è rimasta accesa nel cuore dei credenti”.
Inoltre, esortando i vescovi a non scoraggiarsi ed a pensare la comunità cattolica come un “un piccolo gregge”, Benedetto XVI ha detto loro di lasciarsi guidare dallo Spirito Santo e di mantenere viva nel popolo cristiano la fiamma della fede: “conservate e valorizzate le valide esperienze pastorali ed apostoliche del passato; continuate a educare tutti all’ascolto della Parola di Dio, suscitate specialmente nei giovani l’amore verso l’Eucaristia e la devozione mariana, diffondete nelle famiglie la pratica del Rosario. Ricercate, inoltre, con pazienza e coraggio, nuove forme e metodi di apostolato, preoccupandovi di attualizzarli secondo le odierne esigenze, tenendo conto della lingua e della cultura dei fedeli a voi affidati”.
Il Santo Padre ha affermato che “questo impegno risulterà senza dubbio più incisivo ed efficace” se verranno coinvolti i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i laici. Nello stesso tempo, ha invitato i sacerdoti a sostenerli “nei momenti di difficoltà ” e “nella solitudine umana e spirituale”. “Alla base di tutto - ha detto - ci sia il ricorso costante a Dio nella preghiera e la continua ricerca dell’unità tra voi, come anche in ciascuna della vostre rispettive e diversificate comunità ”.
Riferendosi alla “piaga della violenza e del terrorismo, al diffondersi dell’estremismo e del fondamentalismo” nel mondo, il Papa ha segnalato che è necessario contrastare tali flagelli con interventi legislativi. Mai però la forza del diritto - ha insistito - può trasformarsi essa stessa in iniquità , nè può essere limitato il libero esercizio delle religioni, poichè professare la propria fede liberamente è uno dei diritti umani fondamentali e universalmente riconosciuti”.
Benedetto XVI ha anche ribadito “che la Chiesa non impone, ma propone liberamente la fede cattolica, ben sapendo che la conversione è il frutto misterioso dell’azione dello Spirito Santo. La fede è dono ed opera di Dio. Proprio per questo è proibita ogni forma di proselitismo che costringa o induca e attiri qualcuno con opportuni raggiri ad abbracciare la fede. Una persona può aprirsi alla fede dopo matura e responsabile riflessione e deve poter realizzare liberamente questa intima ispirazione. Ciò va a vantaggio non solo dell’individuo, bensì dell’intera società , poichè la fedele osservanza dei precetti divini aiuta a costruire una convivenza più giusta e solidale”.
Il Papa ha terminato ringraziando i sacerdoti e i religiosi che lavorano nelle diverse circoscrizioni ecclesiastiche: Almaty, Kirguizistan, Uzbekistan, Tadjikistan e Turkmenistan.
AL/.../KAZAKISTAN:ASIA CENTRALE
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