L’ELIMINAZIONE DELLA POVERTÙ È UN OBBLIGO MORALE

CITTÀ DEL VATICANO. Ieri è stato pubblicato l’intervento dell’Arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e delle Istituzioni Internazionali a Ginevra, durante la Sessione di Fondo 2007 del Consiglio Economico Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC).

Nel suo intervento, pronunciato lo scorso 4 luglio, l’Arcivescovo Tomasi ha affermato che "se la comunità internazionale vuole ottenere una crescita umana integrale, deve sforzarsi di risolvere la situazione delle persone che si trovano in stato di povertà , trovando nuovi modi e mezzi per liberarli dalle sue conseguenze distruttive".

"l’eliminazione della povertà - ha continuato - richiede un'integrazione tra i meccanismi che producono ricchezza e i meccanismi per la distribuzione dei loro benefici a livello internazionale, regionale e nazionale".

l’Osservatore Permanente ha detto anche che "i progetti delle istituzioni multilaterali ed i paesi sviluppati per ridurre la ricchezza e favorire la crescita delle regioni povere (...) hanno fatto qualche progresso, seppur limitato".

Di seguito, dopo aver evidenziato che "l’eliminazione della povertà è un obbligo morale", l’Arcivescovo ha concluso affermando che "le differenti religioni e culture considerano questo come l’obiettivo più importante capace di liberare le persone da tanta sofferenza ed emarginazione, che li aiuti a vivere tutti insieme in pace e che provveda a procurare agli individui ed alle comunità la libertà per proteggere la sua dignità , contribuendo attivamente al bene comune".
DELSS/POVERTA'/TOMASI:GINEVRA