Chiesa Avventista e ADELINA: su LADYSILVIA: Liberarsi si può, basta un piccolo gesto, chiamando il 112 o il 113.
Parte la campagna “Libera la vita”. Un appello radiofonico per la liberazione delle ragazze costrette a prostituirsi.
Questo lo slogan che ha dato il via alla campagna presentata, presso la sala incontri della Chiesa Avventista di Firenze, durante la conferenza stampa del 31 gennaio scorso. L’iniziativa prevede la diffusione di spot e programmi per l’informazione e la sensibilizzazione radiofonica rivolti alle ragazze costrette a prostituirsi ma anche ai "clienti" per una maggiore consapevolezza del dramma vissuto da tante ragazze straniere sulle nostre strade.
Secondo i dati dell’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) circa 1.000.000 di esseri umani sono trafficati ogni anno nel mondo e 500.00 in Europa. In Italia, per quanto riguarda la tratta per sfruttamento sessuale, pur nella difficoltà di poter avere dati certi sul fenomeno per il suo carattere di clandestinità , si stima una presenza di prostitute straniere che oscilla tra le 19.000 e le 26.000.
Alla conferenza stampa ha partecipato Adelina, un'ex vittima della tratta del racket liberata dagli agenti della questura di Varese, ospite di numerose trasmissioni radiofoniche e televisive ("La vita in diretta" nel pomeriggio del 30 gennaio 2007), e autrice del libro "Libera dal racket della prostituzione" scritto in collaborazione con il giornalista Mauro Cento. Erano presenti Alberto Sbenaglia, vice-questore aggiunto di Firenze e dirigente dell’ufficio prevenzione generale e soccorso al pubblico, e il presidente del Quartiere 5 del Comune di Firenze Stefania Collesei. Ha introdotto Roberto Vacca per Radio Voce della Speranza di Firenze (92,4 Mhz), emittente promotrice insieme a Adelina113 della campagna "Libera la vita". Nel corso della conferenza stampa è stato presentato il materiale audio preparato negli studi di Radio Voce della Speranza. La specificità di questa campagna di sensibilizzazione (che si svolgerà con maggiore intensità nei mesi di febbraio-aprile 2007) è legata al coinvolgimento diretto di Adelina. In questi spot, ideati e letti da Adelina, si assume il punto di vista della vittima, evitando la tradizionale percezione della prostituzione come problema esclusivamente di decoro o di sicurezza. Infine negli spot è costante il riferimento alle forze dell’ordine indicate come una reale possibilità di riscatto morale e sociale per le vittime del racket della prostituzione. Gli spot saranno trasmessi 5-6 volte al giorno oltre che dal circuito radiofonico RVS della Chiesa Avventista anche da 173 emittenti del circuito G.R.I., Gruppo Radiotelevisivo Indipendente, e da altre emittenti italiane.
Adelina nel corso della conferenza stampa ha raccontato di come sia riuscita a ribellarsi al racket della schiavitù, ribadendo il grande impegno della polizia e dei carabinieri di cui ha portato come esempio i carabinieri di Tricarico nel Materano e il loro impegno storico nella lotta al racket sotto il comando del Capitano Mario Tusa, che ha permesso di salvare centinaia di donne. Il capitano Mario Tusa era stato proposto testimonial d’onore per il lancio ufficiale dello spot ma per motivi di lavoro non è potuto essere presente, sostituito dalla stessa Adelina la quale ha raccontato la sua drammatica esperienza di vittima del racket, costretta contro la sua volontà a prostituirsi, e vittima di numerosi abusi morali e fisici. Nel corso della conferenza stampa il vice-questore Sbenaglia ha indicato come le Forze dell’ordine siano da tempo impegnate in un lavoro non solo di tipo repressivo, ma anche di coordinamento con le istituzioni locali al fine di favorire un clima di fiducia tra la polizia e le vittime del racket.
Stefania Collesei ha sottolineato come il quartiere 5 del comune di Firenze sia particolarmente esposto a questo problema, essendo inserito lungo la direttrice delle grandi strade di comunicazione. Ha aggiunto che spesso la gente vive il problema in termini di disagio e insicurezza, non facendo distinzioni tra le vittime del racket e i criminali che le gestiscono. Una sicura responsabilità in questo senso ce l’hanno i media. Una ricerca effettuata nell’ambito del progetto del Q5 sul tema del racket (che sarà presentato ufficialmente il 15 febbraio), mostra come il tono della maggioranza dei servizi realizzati sul tema del racket sia chiaramente ostile verso le ragazze sfruttate dai loro aguzzini.
Tra gli sponsor della campagna "Libera la vita" segnaliamo anche l’otto per mille della Chiesa Avventista e il mensile "Vita e Salute". La campagna è condivisa dagli apparati istituzionali delle forze dell’ordine che si muovono sulle stesse linee strategiche di lotta alla schiavitù e di contrasto alla criminalità .
Per maggiori informazioni: www.firenze.radiovocedellasperanza.it/liberalavita.htm e su www.adelina113.altervista.org
Eliana Canesi
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