CITTà DEL VATICANO. Giovedì a New York, l’Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto al Primo Comitato della 61° Sessione dell’Assemblea Generale dedicata al dibattito sul programma di disarmo totale e la sicurezza internazionale.
"La Santa Sede coglie l’occasione" - ha affermato l’Arcivescovo - "per lanciare un nuovo appello alla comunità internazionale affinchè fissi una procedura legale obbligatoria che regoli il commercio di tutti i tipi di armi convenzionali e le conoscenze e tecnologie necessarie alla loro produzione".
Relativamente alle armi nucleari, il Nunzio Apostolico ha ribadito l’importanza del dialogo ed ha detto che si possono percorrere due strade, una che conduce alla limitazione della proliferazione delle armi nucleari mediante il dialogo e il negoziato e l’altra che conduce ad "un mondo nel quale un crescente numero di stati si sente obbligato a dotarsi di armi nucleari aumentando così la minaccia del terrore nucleare. La mia Delegazione concorda sul fatto che la comunità internazionale sembra percorrere la seconda strada per forza d'inerzia, non per scelta consapevole, ma piuttosto per valutazioni errate, dibattiti sterili e paralisi dei meccanismi multiculturali volti all’edificazione della fiducia ed alla risoluzione dei conflitti".
l’Arcivescovo Migliore ha rilevato che la Santa Sede "ha domandato ai governi che apertamente o segretamente posseggono armi nucleari, o che progettano di munirsene, di accettare di cambiare rotta con decisioni chiare e ferme, per adoperarsi in favore di un progressivo e concertato disarmo nucleare. Le politiche di deterrenza nucleare, caratteristiche della guerra fredda, possono e devono essere sostituite da misure concrete di disarmo fondate sul dialogo e sui negoziati multilaterali".
DELSS/ARMI/ONU:MIGLIORE
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