ROMA - Giovanni Paolo II si è affacciato attorno alle 20.05, alla finestra del suo appartamento per vedere i fuochi d' artificio organizzati per i 25 anni del suo pontificato.
Nel momento in cui, tra lo stupore generale, il Papa si è affacciato, è scoppiato fragoroso e spontaneo un applauso dalla piazza.
Nel palazzo apostolico solo la finestra alla quale è affacciato il Papa è illuminata. Lo spettacolo pirotecnico che si svolge dalla parte del Gianicolo è accompagnato da un concerto di musica classica.
Sono migliaia le persone che in piazza San Pietro si sono fermate per vedere le luminarie che ricordano gli antichi spettacoli pirotecnici della Roma papalina. Giovanni Paolo II ha assistito per tutto il tempo seduto davanti alla sua finestra del suo studio.
'Mi è piaciuto molto lo spettacolo dei fuochi d'artificio''. È quanto ha detto il Papa improvvisando un breve discorso di ringraziamento al termine dello spettacolo pirotecnico organizzato questa sera per i suoi 25 anni di pontificato. Con voce ferma il Papa ha ringraziato il sindaco di Roma e ''l’amata citta' '' per questa sorpresa. ''Buona nottè', ha quindi salutato augurando a tutti una ''buona serata''.
Un lungo e caloroso applauso ha saluto il Papa che, dopo la fine dello spettacolo pirotecnico che Roma gli ha offerto per i suoi 25 anni di pontificato, è rimasto ancora alla finestra. All’improvviso Giovanni Paolo II ha iniziato a parlare: ''Mi è piaciuto molto lo spettacolo dei fuochi d'artificio, ringrazio il sindaco di Roma per questa iniziativa, vi ringrazio''. Giovanni Paolo II ha poi aggiunto un ringraziamento alla sua ''amata citta' di Roma, per l’affetto che anche in questo modo ha voluto inviarmi. Per questo benedico tutti gli abitanti e che Cristo vi benedica a tutti'', ha detto sommerso da un applauso caloroso. Alla gente che continuava a rimanere sotto alla sua finestra il Papa ha dato ''un augurio di una bella serata. Buona nottè', ha detto infine il Papa di fronte ad un tripudio di saluti, fazzoletti e mani alzate. In totale Giovanni Paolo II è rimasto affacciato alla sua finestra poco meno di mezz'ora.
IL PAPA BEATIFICA MADRE TERESA DI CALCUTTA - Davanti a una folla immensa, multietnica e multireligiosa, colorata negli abiti e nella pelle, il Papa ha proclamato beata Madre Teresa di Calcutta, che ha sempre considerato una santa. Ha letto la formula di beatificazione, che impegna la sua autorita' di pontefice, ma non è riuscito a pronunciare neppure poche parole dell’omelia.
Ma, nonostante tutto, stanco e senza parole, ha presieduto la beatificazione di madre Teresa, nata albanese, fattasi indiana per amore dei più poveri della terra, premio Nobel per la pace nel 1979 e fondatrice di un piccolo esercito di circa 4.500 suore che in 133 paesi del mondo vivono il suo stesso stile di vita.
Per rendere onore alla ''matita di Dio'' sono giunti in piazza san Pietro delegazioni ufficiali da 27 paesi, presidenti, primi ministri, personalita' della politica e della aristocrazia, delegazioni ortodosse e musulmane, missionarie e poveri, per tremila di questi sono stati riservati i posti nelle prime file, a sinistra dell’altare. E una folla di gente comune, più di duecentomila persone. Davanti a loro, con grande fatica, il Papa ha letto la formula in latino che la proclama beata, cioè ne autorizza il culto locale, e ha stabilito come sua festa il 5 settembre, giorno della morte. Mentre Giovanni Paolo II pronunciava la formula, è stato scoperto l’arazzo con il viso avvizzito e sorridente di madre Teresa, appeso come è tradizione sulla facciata della basilica.
Molto solenne il rito, con la lettura della biografia della beata, la processione delle reliquie all’altare, le letture bibliche e le preghiere pronunciate in tantissime lingue del mondo, tra cui l’arabo e il russo. Il Papa lo ha seguito, pronunciando la consacrazione, ma rinunciando all’omelia. È toccato cosi' al sostituto alla segreteria di Stato, mons. Leonardo Sandri e all’arcivescovo di Bombay Ivan Dias, leggere il testo. Peccato non abbia potuto pronunciarlo personalmente, perché il testo è una interessante sintesi del rapporto tra papa Wojtyla e la madre dei poveri che,''ogni tanto - racconta il Papa - veniva a parlarmi delle sue esperienze a servizio dei valori evangelici''.
Le parole scelte dal Papa per tratteggiare la figura di madre Teresa, ascoltate dalla folla immensa in religioso silenzio, ne esaltano ''il modo di essere donna'', il fatto di non fermarsi mai ''nemmeno di fronte alle guerrè' quando si trattava di amare i poveri, verso i quali aveva scelto ''non di essere giusta, ma di servirli''. ''La sua vita è un vivere radicale e uno sfacciato proclamare il Vangelo'' è la considerazione del Papa che spiega forse meglio il fatto che oggi egli sia ''personalmente grato a questa donna coraggiosa, che - spiega - ho sempre sentito accanto a mè'.
La lunga liturgia, la prima per la quale il Papa comunicatore non sia abbia pronunciato personalmente l’omelia, ha avuto momenti di grande suggestione, nei canti e nelle processioni, in particolare quando all’offertorio una danza di donne in abiti tradizionali indiani ha portato all’altare petali di fiori, mentre il profumo penetrante dell’incenso si diffondeva tra i fedeli, coprendo quello dei tulipani rossi e gialli che adornavano il sagrato.
E la festa per madre Teresa, celebrata nel giorno in cui la Chiesa vive anche la Giornata missionaria mondiale, ha onorato i cristiani che nel mondo vanno incontro ai più deboli e agli ultimi. Senza dubbio è stata una festa anche per il Papa missionario che pur a fatica continua a voler proclamare cio' in cui crede.
Alla fine bagno di folla per lui che anche se stanco e provato da due ore e mezza di celebrazione, ha fatto il giro di tutta piazza San Pietro sulla papamobile scoperta, prima di rientrare in Vaticano dall’Arco delle Campane. Il papa ha salutato e benedetto con la mano destra la folla che lo ha applaudito, ha sventolato le bandiere multicolori e i fazzoletti bianchi e azzurri della beatificazione di Madre Teresa. Visibile la commozione sul volto dei fedeli, molti dei quali piangevano battendo le mani.
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