Nello scrigno di Pessoa

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Spesso si pensa e intimamente si coltiva la speranza di poter essere felici.
So della condizione di ciascuno e....anche del resto.
Tuttavia,per vie imperscrutabili,può giungere a chiunque la carezza di una gioia improvvisa e inaspettata o la luce di un’illuminazione.
Che questo possa avvenire ogni giorno della vita a rendere più lieve la sofferenza!
Per quel che mi riguarda vivo di verità estemporanee.
Nate all’alba,sovente non vedono il tramonto.
La vita me le propone di quando in quando come inciampi lungo il cammino che costringono a fermarsi e riflettere,bagliori
intermittenti che illuminano la notte della ragione,intuizioni del cuore che abbozzano una strada e un senso,spesso mutuate da un arcano pensiero.
Ma più che dalle relazioni e dalle esperienze,talvolta la chiarezza esistenziale sceglie vie banali per manifestarsi e scaturisce da una lettura occasionale.
E proprio nello scrigno di Fernando Pessoa,fra le pagine del“Libro dell’inquietudine“ sempre aperto sul comodino,ho rintracciato un brano che racconta alla perfezione il mio momento...
“La normalità è un focolare,la quotidianità è materna.Dopo una vasta incursione negli spazi della poesia,sulle vette dell’ispirazione sublime,sui picchi della trascendenza e dell’occulto,è confortante,e ha il sapore delle cose che nella vita danno calore,ritornare alla locanda dove felici ridono gli stolti,bere con essi,stolto anch’io,come Dio ci ha fatto,contento dell’universo che ci è stato dato,e lasciare il resto a coloro che scalano montagne per non fare niente sulla vetta...“
Come avrei potuto dirlo meglio?

ROSARIO TISO

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