Firenze - Il consultorio di informazione e assistenza “Aduc-immigrazione” ci dà occasione per venire a conoscenza di alcune storie incredibili e decisamente poco consone a quello che dovrebbe essere uno Stato di diritti, dove questi ultimi dovrebbero essere garantiti a chiunque, soprattutto ai soggetti piu’ deboli. Vediamo cosa è successo lo scorso 12 agosto.
Da anni ormai Prato è la meta scelta da parte di numerosi cittadini cinesi che decidono di trasferirsi in Italia. Corre voce che qui, gli immigrati di detta nazione città , siano così numerosi che, in caso di penuria di alloggi, approfittino persino delle stesse aziende per alloggiare. Tutto ciò, voci o meno che siano, non piace alla Questura di Prato, che è impegnata a scovare accomodamenti, residenze, domicili veri e fittizi di ogni lavoratore extracomunitario.
Ma come fa la Questura di Prato a controllare i domicili dichiarati dai cinesi soggiornanti a Prato? Fa dei sopralluoghi a tappeto? Si limita a verificare solo i casi di sospette false dichiarazioni? No. Innanzitutto blocca i rinnovi dei permessi di soggiorno.
Ecco quello che è accaduto. Il Sig. X chiede il 1 maggio il rinnovo del suo permesso di soggiorno, dichiarando il solito domicilio dello scorso anno (con il quale aveva ottenuto senza problemi il suo primo permesso di soggiorno). Dopo due mesi si reca in Questura, credendo di poterlo ritirare e invece niente, non è ancora pronto.
Infatti, al disperato aspirante viene recapitata una comunicazione scritta del responsabile del Procedimento dell’ufficio immigrazione, comunicazione che è datata maggio, ossia subito dopo la presentazione dell’istanza di rinnovo. In tale comunicazione si intima il richiedente a “rendersi disponibile” per accertamento sulla veridicità ’ ed effettiva residenza nel domicilio dichiarato; che i controlli si “svilupperanno nell’arco di 45 giorni” e, ad esito negativo, daranno luogo a rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno.
Da maggio a luglio nessun sopralluogo, da luglio ad agosto, nonostante le sollecitazioni di un legale, nessun sopralluogo. E, ovviamente il Sig. X non ha ancora il suo permesso di soggiorno! Non solo. Il poverino è rimasto tutte le sere e tutti i fine settimana a casa terrorizzato dall’idea che la polizia non lo trovasse al proprio domicilio! Infatti, la Questura si è ben guardata dallo specificare, come accade per gli aspiranti residenti nei comuni italiani, fasce orarie e/o giorni per il possibile sopralluogo, anzi! Al contrario, ha ben specificato che, nell’arco di 45 giorni, se non dovesse esser trovato a casa, sarebbe incorso in un rifiuto del permesso di soggiorno.
Mah?”¦le suddette verifiche degli alloggi, non saranno mica facili giustificazioni ai ritardi dei rinnovi dei permessi? E poi, è davvero necessario effettuare la sospensione del rinnovo in attesa delle verifiche, se è vero come è vero che la Questura può in ogni momento revocare un permesso già concesso?
Tutto ciò che accade sotto minaccia di mancato rinnovo di un permesso di soggiorno non può non avere il sapore di una”¦ lenta tortura.
Claudia Moretti, avvocato
responsabile servizio “Aduc-immigrazione” " http://immigrazione.aduc.it
(tutti i martedì ore 17-20. Tel. 055 282168)
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