Il peccato contro lo spirito Santo

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Francesco Zenzale: Intanto che persona divina, lo Spirito Santo, possiamo rattristarlo (Ef 4:30); contrastarlo o opporci (At 7:51); disprezzarlo (Eb 10:29); spegnerlo, nel senso di allontanarlo: «Non spegnete lo Spirito» (1Tss 5:19).

Ma il peccato più grave che possiamo commettere contro di Lui è la bestemmia: «Perciò io vi dico: ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. A chiunque parli contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato nè in questo mondo nè in quello futuro» (Mt 12: 31-32).
L’apostolo Giovanni scriveva: «Se qualcuno vede suo fratello commettere un peccato che non conduca a morte, preghi, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono un peccato che non conduca a morte. Vi è un peccato che conduce a morte; non è per quello che dico di pregare. Ogni iniquità è peccato; ma c’è un peccato che non conduce a morte» (1 Gv 5: 16-17).

Il peccato che non conduce alla morte è quello confessato e rimosso dalla nostra vita grazie al sangue prezioso di Gesù Cristo (1 Gv 1:9).

«Dio opera nei cuori attraverso lo Spirito Santo, e quando gli uomini volontariamente respingono lo Spirito Santo, attribuiscono la sua opera a Satana, e interrompono l’unico mezzo attraverso il quale Dio può comunicare con loro. Quando alla fine lo Spirito è completamente respinto, Dio non può fare più nulla per quella persona» (E. G. White, La Speranza dell’uomo, ed. AdV, Impruneta (Fi), p. 225)
Nella Parola di Dio troviamo diversi esempi relativi al peccato contro lo Spirito Santo. Gli antidiluviani (Genesi 1: 3, 5, 11-12); i sodomiti (Genesi 18: 20 - 21; Luca. 17: 28-29); Saul (1Samuele 13: 10-14; 15: 22-23, 35; 16: 1); Anania e Saffira (At 5: 1-10).

Il peccato contro lo Spirito Santo si consuma nel silenzio del cuore dell’uomo, conseguentemente, solo Dio, Colui che investiga i cuori (Salmo 139), è in grado di stabilire quando un essere umano è perduto per l’eternità . Pertanto, ogni giudizio in cui si esprime condanna deve essere lasciato al Signore!

«Ogni pensiero impuro contamina l’anima, indebolisce il senso morale, cancella l’azione dello Spirito Santo, offusca la visione spirituale e impedisce così di contemplare Dio...Colui che vuole discernere le verità spirituali deve allontanare da sè ogni impurità di pensiero e di linguaggio» (Idem. p. 210