Magdi Cristiano Allam, giornalista di origine musulmana ed ora convertito al cattolicesimo, nella sua personale ed appassionata prefazione all?opera di un figlio che non può ? e non deve - dimenticare il padre amatissimo, descrive come Claudio Giorlandino sia riuscito a fondere il sentimento di infinito amore per il genitore che non c?è più con i suoi personali sentimenti, un inno alla vita sgorgato dal profondo del cuore di un attuale affermato figlio che intende con la sua opera immortalare tanto l?amore per il genitore che per la storia, in parallelo, di una pagina tragica e sfortunata della storia italiana non più recente, finita in una tragedia che si sarebbe anche potuta evitare se sentimenti di assoluta ed inutile demagogia non avessero avuto il sopravvento sulla ragione .
Un vero e proprio inno alla vita che si affaccia sulla odierna società italiana che trascura le negative esperienze di ieri e che, però, intende trasmetterci una lezione di vita basata sul sentimento e sull?amore per la famiglia, amore che ai nostri giorni sembra sempre più allontanarsi dalla nostra realtà quotidiana.
Ed è per questo che durante la serata di presentazione del libro edito per i tipi di Tullio Pironti, Claudio fa intervenire sul palcoscenico i suoi figli, a rappresentare la proiezione in avanti della vita che il padre gli ha trasmesso facendo in modo di essere profondamente amato.
La descrizione del racconto, che è la vita di Pino Giorlandino, arrivato in Libia da emigrante contadino e finito arruolato nelle camice nere appena all?età di venti anni, ci trasmette emozioni grandi, profonde e che toccano il cuore, con quelle precise descrizioni di eventi che evidenziano come la grande demagogia del fascismo abbia trovato il suo fallimento tentando di nascondere a chi ha vissuto quell?epoca la pochezza delle possibilità, la insufficienza tecnica e strategica di chi ha voluto inutilmente tentare di rendere famosa un?Italia che delle inventate caratteristiche nulla possedeva e che proprio per la mancanza delle principali caratteristiche di un popolo guerriero nulla ha saputo ottenere salvo la tragica sorte di migliaia di connazionali allo sbaraglio in un territorio per noi incolonizzabile ed a loro ostile per principio, falsandone le speranze di una vita migliore ed allontanandoli in tal modo dalla realtà del loro paese originario.
Bellissima e piena di afflato patetico è la descrizione dell?arrivo dei contadini italiani in Libia, la loro illusione di successo, la loro tragica fine, pienamente resa nell?atmosfera creata da un Ricky Tognazzi voce narrante nel corso della presentazione del romanzo di Claudio nella stupenda cornice dell?Ara Pacis a Roma, non scelta a caso quasi a confermare, nel nuovo edificio che ingloba il celebre monumento romano nella nuova sua veste, il motivo per il quale sia stato distrutto l?antico contorno di opera mussoliniana.
Meraviglioso e dolce l?intervento degli amici medici di Claudio Giorlandino che ne hanno narrato la personalità docile e fattiva di ginecologo dedito ad opere umanitarie, amico di sempre, instancabile autore di iniziative benefiche e di opere di bene a favore natalità e della vita neonatle da lui affrontate in tema di medicina neonatale, di diagnosi della sterilità di coppia, di poliabortività e, in genere , di endocrinologia ginecologica.
La conoscenza del libro è consigliabile a tutti coloro i quali ancora credono nel rispetto dei valori e dei sentimenti umani trasmessi dai genitori ai figli ed al rispetto sempiterno che questi ultimi non tendono più, ai giorni nostri, a tramandare a loro volta.
Paola Di Pietro
338 3555651
paoladipietro_1@libero.it
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