Il Coordinamento Monarchico Italiano a Napoli e Parigi celebrerà il 30' anniversario della morte ricorda la figura della cantante lirica MARIA CALLAS.
A Napoli farà celebrare da Padre George, in rito greco-ortodosso, una S. Messa in suffragio di Maria Callas domenica 16 settembre, alle ore 9, presso la Chiesa Ortodossa-Greca, in Via S.Tommaso d'Acqino.
Parigi 16 settembre 1977 intorno alle 13.30, morì la cantante lirica più famosa del XX secolo. Maria Callas. Nonostante sia stato varie volte ripetuto, è assai improbabile che abbia commesso suicidio; le sue condizioni fisiche erano da tempo estremamente compromesse. Il referto medico indicò l’arresto cardiaco come causa del decesso. Oltre a vari disturbi, negli ultimi anni si era aggiunta anche l’insonnia cronica; la Callas aveva cominciato ad assumere dosi sempre più massicce di metadone. Nata a New York il 2 dicembre 1923 di famiglia greca, statunitense di nascita, cittadina italiana dal 1949 per il matrimonio con l’industriale Giovan Battista Meneghini, e naturalizzata cittadina greca nel 1966. Dopo il funerale in rito greco-ortodosso, Cecilia Sophia Anna Maria Callas, la più celebre cantante-attrice della storia dell’opera, fu cremata e le sue ceneri furono disperse nel Mar Egeo.
Eugenio Armando Dondero
Portavoce
Coordinamento Monarchico Italiano
Ultimi Articoli
Milano: George Foreman, la sua storia arriva in libreria con DIO AL MIO ANGOLO
Arisa torna con Foto Mosse — il nuovo album esce il 17 aprile
GENTE DI FACILI COSTUMI al Teatro Manzoni di Milano
“È intelligente… ma non studia!”: ridere, ricordare, crescere
Italia–Giappone: Vincenza Palmieri porta lo Specialista della Famiglia al Paese del Sol Levante — la rete dei Diritti Umani si allarga
Bruno Mars accende Las Vegas — The Romantic Tour debutta con sold-out e la città gli intitola una strada
Gerry Scotti apre il Festival della TV di Dogliani — quindicesima edizione dal 29 al 31 maggio 2026
Triennale Milano — una settimana di performance, laboratori e incontri dal 13 al 19 aprile
NIST legge Project Hail Mary con l’occhio del laboratorio