È morto Bruno Vasari, un eroe, un testimone della deportazione

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20 luglio 2007. È morto all’età di 96 anni Bruno Vasari. Ci sono mille motivi per ricordarlo con grande ammirazione e vero affetto. Fu un eroe. Sopravvisse a Mauthausen. Scrisse - fra gli altri testi - uno dei libri fondamentali dedicati alla realtà di quel lager: "Mauthausen, bivacco della morte".

Fu tra i fondatori del’ANED e lavorò sempre per la Memoria. Fu un poeta originale e sensibile. Ci sono mille e ancora mille ragioni per ricordare Bruno Vasari. Ecco i versi che Primo Levi scrisse per lui, fra le più alte liriche dedicate alla Memoria della deportazione:

Il superstite

Since then, at an uncertain hour,
Dopo di allora, ad ora incerta,
Quella pena ritorna,
E se non trova chi lo ascolti
Gli brucia in petto il cuore.
Rivede i visi dei suoi compagni
Lividi nella prima luce,
Grigi di polvere di cemento,
Indistinti per nebbia,
Tinti di morte nei sonni inquieti:
Sotto la mora greve dei sogni
Masticando una rapa che non c’è.
"Indietro, via di qui, gente sommersa,
Andate. Non ho soppiantato nessuno,
Non ho usurpato il pane di nessuno,
Nessuno è morto in vece mia. Nessuno.
Ritornate alla vostra nebbia.
Non è colpa mia se vivo e respiro
E mangio e bevo e dormo e vesto panni".

Primo Levi, 4 febbraio 1984