Il cellulare che fa le foto ''spinge gli asiatici a cattivi comportamenti''

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Che il cellulare potesse influire sulle nostre abitudini non è una sorpresa. Ma il modo in cui i cellulari dotati di dispositivi per scattare foto e girare piccoli filmati hanno mutato il comportamento degli asiatici, comincia a destare qualche preoccupazione. Lo rivela la ricerca di un gruppo di esperti in "cultura del cellulare" (qualunque cosa questo possa significare) dell’Università Keio di Tokyo. Gli asiatici sembrano infatti essersi accorti del fatto che con i nuovi cellulari diventa più facile riuscire in imprese proibite, come scattare fotografie sotto le donne delle signore oppure spiarle nei bagni. Un'altra pratica che sta prendendo piede e che preoccupa gli editori consiste poi nello scattare foto alle pagine dei libri esposti nelle librerie.

Secondo i ricercatori che hanno effettuato lo studio, quello che si sta verificando con questi telefonini rispecchia ciò che avviene ogni volta che viene introdotta una nuova tecnologia :"La società non ha ancora capito dove sta il confine tra l’utilizzo corretto e quello improprio.", spiega uno degli autori della ricerca, Mizuko Ito.
Gli effetti "collaterali" dei telefonini sono però temuti anche dalle stesse ditte che li producono. Nella Corea del Sud, dove i telefonini dotati di telecamera superano i 3 milioni di unità , la Samsung Electronics ha introdotto il divieto di utilizzarli nei laboratori di ricerca, per evitare episodi di spionaggio industriale.

Il fenomeno preoccupa molto anche gli editori giapponesi: per il diritto giapponese scattare foto alle immagini di riviste esposte sugli scaffali, per farne un utilizzo personale, non costituisce una violazione al diritto d'autore.

Wired