LUCHINO VISCONTI E MORENO BONDI: CONNUBIO CINEMA-PITTURA A PALAZZO VECCHIO PER IL CENTENARIO DEL REGISTA MILANESE
Il Centenario di Luchino Visconti si celebra a Palazzo Vecchio-Parte Guelfa (Firenze, inaugurazione ad invito 8 novembre ore 18,30, fino al 16 novembre) con una manifestazione che mette in scena costumi originali, locandine, scenografie, proiezioni, pubblicazioni (relativi all’attività del regista milanese) e la mostra “LA CADUTA DEGLI DEI” dell’artista MORENO BONDI.
Già allestita nei saloni di Villa La Colombaia di Luchino Visconti (Ischia), l’esposizione del pittore e scultore toscano (al quale la prestigiosa rivista ARTE IN ha appena dedicato la sua preziosa copertina), è una delle iniziative per il centenario ideate ed organizzate dall’Associazione Ischia Prospettiva Arte, con il supporto dalla Fondazione Luchino Visconti, della Galleria del Palazzo di Palazzo Coveri (che ospiterà alcuni eventi dal 16 novembre al 30 dicembre 2006) ed il patrocinio della Regione Campania, del Presidente della Provincia di Napoli, del Comune di Firenze.
I corpi potenti dipinti da Moreno Bondi, la definizione della sua pittura ad olio (eseguita in base ad una profonda conoscenza della tecnica di Caravaggio), l’inserimento della scultura in marmo, la cura del particolare e l’attenzione per l’insieme, la capacità di elaborare la memoria in modo nuovo, hanno la medesima forza delle opere viscontiane; toccano uguali corde dell’intimo e sollecitano una profonda riflessione sul senso del mutamento.
Moreno Bondi ripercorre le tracce e le suggestioni di Luchino Visconti. A lui lo accomuna la capacità di guardare con mente attuale al passato, stabilendo una relazione con il presente, nella consapevolezza che la storia non possa essere negato se non al “caro prezzo” dello “sradicamento” e della perdita di identità .
Scrive Antonio Paolucci (Sovrintendente ai Beni artistici della Toscana): “La pittura di Moreno Bondi fa pensare ad uno specchio che riflette le icone dell’arte antica. Solo che lo specchio è rotto. Riflette Michelangelo, Caravaggio e i naturalisti del Seicento in disarticolati frammenti. I quali si sovrappongono e si dilatano per anamorfosi. (”¦) Moreno Bondi ha dedicato anni allo studio delle tecniche pittoriche tradizionali. Conosce come nessuno il mestiere dei maestri dei grandi secoli e sa replicarlo con sapienza mimetica assoluta. Nondimeno è ben consapevole che l’ordine antico (e cioè il sistema di valori che c’è dietro a una pittura di Caravaggio o a una statua di Michelangelo) quello non può trasferirlo nei suoi quadri, perché si tratta di un ordine che non appartiene più al suo e al nostro tempo (”¦) Il mondo antico vive dentro di noi perché noi siamo la nostra storia. (”¦) Però la storia presente, quella che siamo chiamati a vivere, è profondamente altra dalla storia che ha generato quei capolavori. Sistemi simbolici diversi la governano e ci governano. Ecco allora che le opere dell’arte antica, staccate dal sistema che dava loro significato, possono essere percepite solo per frammenti, per assemblaggi, per enigmi. (”¦) La pittura che qui si presenta è evocativa perché fa emergere quello che noi inconsapevolmente siamo (noi siamo gli antichi quadri e le antiche chiese...) (”¦) ed è onirica perché ci offre l’occasione (le infinite occasioni) del sogno. (”¦) Per me, storico dell’arte, la pittura di Moreno Bondi è un approccio all’Antico inedito e affascinante”.
INAUGURAZIONE: su invito, mercoledì 8 novembre ore 18,30
OMAGGIO A LUCHINO VISCONTI, Firenze dal 9 novembre al 30 dicembre 2006
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