Premio Videoclip Italiano / intervista esclusiva a Nesmith

Nesmith (pionieri dei clip)

Musicista, cineasta, pioniere dell’audiovisivo musicale, produttore di clip, attore, creatore di format e autore tv: come è nato questo tuo eclettismo? Perchè lo hai coltivato?

Non mi sembra eclettico per me, mi sembra che si parli sempre delle stesse cose, forse questo è il segreto, non so. Sembra eclettico alle altre persone ma non lo è per me. Si tratta sempre della stessa roba, è così che funziona!


Come e quando ti è venuta l’intuizione di puntare così tanto sulla videomusica?

Ci sono arrivato in maniera molto più artistica rispetto ad una decisione commerciale, ad una strategia. E’ successo che mi è stato chiesto dalla mia casa discografica di fare un promotional video e io ho pensato a qualcosa che avesse un minimo di stile, di sapore e una volta che mi ci sono trovato dentro mi sono reso conto che c’era molto di più di quanto io credessi. E’ stata più una sorpresa, una scoperta, che una decisione.

Ci racconti com'era il tuo programma Popclips e qual era il suo obiettivo?

Dopo aver fatto il primo video, che era “Real”, la gente ha incominciato a vederlo e a chiedermi “a cosa serve? Perchè nella tv americana non abbiamo alcun posto dove metterlo, non abbiamo programmazioni adatte”. L’ho fatto vedere a persone che avevano stazioni tv e studios e mi chiedevano “che cosa è? Cosa ci facciamo? Non c’è posto per questo tipo di programma! Come lo chiami?”. Al tempo l’ho chiamato music video ma non sapevo come chiamarlo in altro modo. Ecco perché l’ho chiamato così ma ancora non avevo neanche un modo in cui chiamarlo quando mi è arrivata l’idea.
Allora ho detto a me stesso che forse quello che avevo bisogno di fare era creare una sorta di programma che potesse ospitare questo tipo di materiale: ecco come mi è venuta l’idea di Popclips.
Così come i dischi vengono passati alla radio, così come c’è una relazione simbiotica tra dischi e radio, allora forse può esserci una relazione simbiotica anche tra video e televisione. Bisognava fare una sorta di show televisivo o programma che potesse creare questa relazione. Ecco come mi è arrivata l’idea di Popclips.
Ovviamente il problema era che non c’erano abbastanza video musicali, ce ne erano forse cinque di gente che faceva cose diverse, quindi era molto difficile trovarli, ma li ho trovati! E questo è stato una sorta di inizio di tutto quanto. Da allora, il percorso ha cominciato a diventare sempre più ampio e finalmente è diventata MTV.

Ci racconti nei particolari come è andata davvero la vicenda della nascita di Mtv? È vero che hai avuto tu l’idea?

Sì, io ho avuto l’idea. Ho mostrato questo programma per un bel po’ alla fine degli anni Settanta a tante persone, ricevendo generalmente risposte negative. Poi ne ho parlato e l’ho fatto vedere a un mio amico dell’industria discografica, Jack Holtzman, che era uno degli executive producer della Warner Records, e lui mi ha detto “lo sai, noi abbiamo appena finito di andare in onda su un satellite per un esperimento che stiamo facendo e non abbiamo nulla da metterci dentro, quindi vai a New York e parla con questo tizio che sta gestendo questo canale satellitare perché è vuoto, pensano di metterci della musica o film, forse se lo vede puoi trarne qualcosa”.
Allora sono volato a New York. Il nome di quel tizio era Jack Lack, che lavorava per la Wasec di Jack Schneider, una compagnia americana di express della Warner Brothers. Stavano lavorando insieme su questa tv via cavo e pensavano di metterci dentro dei film, poi gli ho fatto vedere Popclips e la Reel e gli ho chiesto “perché non provate a metterci la musica, a fare una tv musicale?”. Ne parlarono e mi dissero che erano interessati a testare l’idea, così andammo in onda su Nickelodeon che era un programma per bambini, anche se per bambini intendo dai 14-15 anni fino ai 9-10 anni.
Andammo in onda e il people meter scoppiò: le persone erano entusiaste, i bambini erano entusiasti a guardarla, la gente di Nickelodeon era entusiasta a mandarlo in onda.
Allora John, il ragazzo della tv via cavo, è venuto e mi ha detto:”OK, Facciamolo! Facciamo MTV! Torniamo qui, lo facciamo funzionare e la mettiamo in onda” e io gli ho risposto: ”Lo sai, in realtà io non voglio far funzionare una televisione musicale. Semplicemente, pagami per quello che ho fatto qui. E voi la fate funzionare!” Non so se questa è stata l’idea più intelligente o più stupida che abbia mai avuto, ma so che non avrei mai portato avanti una tv satellitare, quindi forse è stata una buona idea.
Comunque questa è stata la nascita di MTV, loro sono partiti da questo ed era il 1980 penso. Investitori e produttori sono arrivati e ci hanno messo milioni sopra e nel giro di tre o quattro anni MTV è diventata un fenomeno.

È vero che ti hanno offerto di diventare il primo direttore della storia di Mtv? Perchè hai rifiutato?

Se noi intendiamo direttore nel senso europeo del termine, come un manager di una compagnia, sì, ma se intendiamo come direttore nella sua accezione cinematografica (ndr. Regista), no, poichè non c’erano dei veri e propri registi. Ma penso che voi intendiate manager dell’azienda. Io non mi sono mai sentito a mio agio nel business, ok l’ho fatto ma c’è gente che lo fa molto meglio, ci sono delle cose che fare mi rende molto più felice, ecco perché ho detto di no.

È vero che Mtv voleva creare una tv meramente commerciale che agganciasse i giovani al solo fine di vendere loro prodotti?

Sì, questo è quello che è successo automaticamente. Avevo pensato che il video musicale potesse essere una forma artistica, che le persone potessero comprare i music video nello stesso modo in cui comprano i dischi; che andassero al negozio, comprassero il video, che lo mettessero e lo guardassero, prima con le cassette e poi dopo con i dvd. Questo, però, non sembrava essere nei piani di chi voleva programmarli.
Ciò che volevano fare era agganciare le etichette discografiche, vendere alle etichette una vetrina del disco, nello stesso modo in cui le radio la offrono ai dischi. Era una sorta di mezzo per pubblicizzare le canzoni, i video erano pensati per essere degli spot delle canzoni. Hanno calcolato ci fosse un pubblico al quale vendere spot per automobili e facce da schermo. Questo è quello che hanno dichiarato di fare. E’ perfettamente ovvio che era un piano televisivo. Penso che ci fosse del divertimento nell’essere in testa ma probabilmente hanno fatto più soldi di quanto”¦eh sì, penso proprio che hanno fatto un sacco di soldi!

È vero che a Mtv volevano uniformare il linguaggio della pubblicità a quello del videoclip, in modo da ingannare i giovani e farli diventare tutti consumatori?

Mah, guarda non lo so, a quel tempo ero già andato via. Non lo so, me ne sono andato, bhè sì, sapete quando me ne sono andato, quando gli ho lasciato il primo programma. Io non ho idea di quali fossero i loro obiettivi, ma presumo che sia stato per far soldi ed è quello di cui si occupa il loro business. Come hanno deciso di farlo io non posso dirlo.

Ci parli delle tue straordinarie opere Elephant parts e Television parts? Perchè e come ti sei inventato il video-album?

Non mi rendevo conto che stavo inventando qualcosa, ho semplicemente fatto quello che sentivo naturale fare. Se qualcuno chiedesse di comportarsi in maniera naturale farebbe lo stesso. Programmare di inventare qualcosa sedersi e dire:”mmmm..immagino come questa cosa possa funzionare. Forse adesso faccio questo, forse adesso mi può venire questa idea”. Io non faccio questo. Io scrivo ora, nel processo creativo del video, scrivo ora nel processo di creazione di videoranch che 蔦bè si lo vedete”¦è videoranch. Questo sfondo croma-k è il mondo 3D di video ranch. Quello che noi facciamo è riportare il 2D in 3D che è una nuova condizione ambientale per il web, per internet. Ecco, io non ho inventato questo. Per me è solo una specie di cosa divertente da fare, questo è quello che sto cercando di fare ed è andata allo stesso modo per la parte televisiva, per Elephant parts.

Con Elephant parts ero da poco nel campo dei music video, volevo capire se c’era una scienza del mestiere. In altre parole: potevo moltiplicare questi sforzi artistici? Avrebbero potuto mai significare qualcosa? L’ho fatto. Così ho fatto Crousing, dopo ho fatto Rio, cercando di riproporre la stessa grammatica filmica, lo stesso linguaggio che io ho imparato nei primi video, per vedere se c’era una coerenza, se c’era veramente un linguaggio. Alla fine c’era. Poi ne ho fatti ancora tre o quattro, per provare ma anche per sgranchirmi le gambe.

A quel tempo avevo cinque videoclip e ho pensato: “ma se faccio un po’ di cose a metà e le faccio girare e la gente si trova bene, ridendo e guardando i videoclip, cosa c’è di sbagliato? Anche se è un canale televisivo musicale o un qualsiasi programma televisivo o un film? E’ così che è nato Elephant parts”. Ancora una volta avevo qualcosa che non potevo vendere, non poteva andare in un canale televisivo, non poteva essere un film e non poteva andare realmente da nessuna parte, semplicemente sarebbe andato”¦chissà dove sarebbe andato!
E’ stato prima che io pensassi di metterlo in videocassetta. Dopo che ho cominciato a metterlo in videocassetta la gente ha cominciato a vederlo, passava nei video festivals, nei festival televisivi, nessuno sapeva esattamente cosa fosse, ma credo di non saperlo neanche io. Io lo intendo come un album. Come un mio progresso. Ma poi quando un ragazzo dei Grammy ha cominciato a pensare:”mmm lo sa, noi stiamo guardando questi video perché somigliano molto a dei dischi e i Grammy dovrebbero includerli, comprenderli” ed è il motivo per il quale mi hanno dato il primo Grammy. E Television parts è venuta dopo Elephant parts perché mi hanno chiamato dal programma della NBC, uno dei più grandi network in america, e mi hanno detto:”pensi che possiamo fare qualcosa con Elephant parts in televisione?”, quindi ho risposto:”Bè, proviamoci!” ed è stato divertente”¦ma alla fine c’era molta più tv che musica o qualsiasi altra cosa fosse in Elephant parts. Non era proprio una forma libera. Però vi devo dire che la copia casalinga di Television parts, che ancora vendo in video, è qualcosa che penso sia divertente come Elephant parts. In ogni caso anche adesso con Videoranch io non penso mai di tirar fuori un’idea o inventarmi qualcosa. Cerco sempre di lasciarmi andare alla logica degli eventi, di vedere cosa succede dopo, di fare quello che mi attrae artisticamente, di mantenere un alto livello di creazione.
Viene davvero tutto dall’ambito dell’arte e della passione e dai sentimenti del cuore, non cerco mai di vincere una battaglia commerciale, una battaglia tecnologica. Nonostante questo probabilmente devi risolverlo lungo la strada.

Perchè la tua figura non è celebrata come meriterebbe? Insomma, secondo te, perché non si parla di più della tua importanza nei libri del settore audiovisivo? Credi che il tuo essere un idealista, un artista puro, uno che ha rifiutato il potere, ti renda un personaggio scomodo?

Potrebbe essere questo”¦ ma anche io tendo a essere eremita. Non faccio interviste non avrei mai pensato neanche di fare questo. Io stavo seduto nel mio studio e voi mi avete mandato le domande via email. Victoria, mia moglie, mi legge le mail e io rispondo, lei tiene i contatti e poi abbiamo fatto questo piccolo croma-k. Io sono completamente nel mio habitat e tendo a lasciare le cose in questo modo, sono molto riservato. Non mi importa più di tanto di guadagnare il riconoscimento degli altri o del fatto che ho inventato qualcosa, non mi interessa, non significa molto per me. Voglio solo rispettare i miei pari e voglio che loro mi amino quanto io amo loro. Ma questa è una cosa diversa, non ha niente a che vedere con il fatto che il pubblico sappia cosa faccio oppure no, non è mai stato importante per me, non mi sono mai curato di risolvere questa cosa e non lo faccio adesso. Quando le persone bussano alla mia porta tendo a mandarle via, non penso che ci sia nessuna legge universale che dice che l’inventore di qualcosa non riceva il giusto merito per quello che fa.

Oggi che giudizio dai sulla videomusica moderna e sulla Mtv attuale?

Ho iniziato a guardare la televisione cinque anni fa o forse un po’ di più, forse sette. Alla fine del secolo scorso ho smesso, non c’erano tanti programmi in tv che mi interessavano, MTV non mi interessava, anche i video musicali non mi interessavano, hanno iniziato a sembrare..mmm”¦ non so la parola...non erano molto profondi, non ero elettrizzato. Ho iniziato a interessarmi alla rete, al computer, rimodellare ambienti, tecnologia moderna, minidv, quindi mi sono completamente allontanato dall’intero settore della tv, di MTV e non ne so nulla.

Cosa si potrebbe ancora inventare in questo settore?

C’è sempre spazio per una buona idea, per una mente creativa, per qualcuno che arriva dicendo “hei, provo questo”, finchè viene dal cuore, fino a quando sei onesto, finchè tu non cambi a seconda che sei davanti o dietro la camera, finchè è tutto reale e nel momento in cui tu lo sperimenti e vedi che è proprio lì.
La rete è terreno fertile per idee nuove e molto interessanti e si può fare qualsiasi cosa. Penso che ci siano grandi romanzi che devono ancora essere scritti, guarda quanto è vecchia la tecnologia.
Nei video musicali c’è un sacco che può essere ancora fatto.
Una cosa che penso di avere imparato con i videoclip è cominciare dalla musica, avere una bella musica”¦questo è così soggettivo che non puoi dire che questa è una buona musica per gli standard di tutti ma deve essere bella per i tuoi standard, deve essere qualcosa che veramente ami anche se gli altri pensano che sia banale. Questo è un ottimo punto di partenza. Se parti da lì puoi arrivare a qualsiasi tipo di idea innovativa e interessante specialmente se sei fuori dai canali commerciali, dai canali conservatori, fuori dai cliche di quello che altre persone fanno. Resta sui tuoi binari!

Spero che tu venga su videoranch, non so dove l’hai trovato, certamente so che puoi trovarlo su internet, hai bisogno di una banda larga, di una connessione ad alta velocità e se ci vieni a trovare puoi vedere musica, performances live, ogni sorta di intrattenimento che c’è da queste parti. Vieni a visitare videoranch, è dove sono io in questi giorni.
Grazie molto per avermi posto queste domande e per avermi concesso il tempo di parlare con voi.
Spero che questa cosa sia stata di vostro gradimento, devo andare via ora!