La salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio dei nomi di luogo del nostro paese rappresentano una sorta di corsa contro il tempo. Si tratta di mettere in salvo una risorsa della cultura orale che se da un lato poteva fino a qualche decennio fa essere considerata pane quotidiano, dall’altro subisce in questi anni un deciso e repentino degrado. Le nuove tendenze omogeneizzanti legate allo strapotere culturale, sociale e linguistico dei centri hanno contribuito a intaccare, in molti casi anche in modo ormai irreversibile, una vera e propria forma mentis nell’attribuzione e nell’uso dei nomi di luogo, che probabilmente andrà , nell’uso, irrimediabilmente persa.
Incidere in questo processo di declino per preservare e in questo modo tramandare ciò che è ancora recuperabile e registrabile è il compito principale dell’Archivio dei nomi di luogo che vede qui la luce nelle sue tre prime tappe. Il Repertorio toponomastico ticinese è già conosciuto dalla comunità ticinese per la sua serie di volumi sui nomi di luogo dei comuni ticinesi, inaugurata nell’ormai lontano 1982 con la monografia dedicata a Faido, e che ha ormai toccato gran parte delle regioni del Cantone.
Nella presente collana gli intenti sono diversi: alla sede del ragionamento e dell’approfondimento sul materiale della collana ’maggiore’, l’Archivio di Stato del Cantone Ticino affianca qui una sede con esigenze e frequenze diverse. Se là si tratta di esercitare la ricerca ragionando su un materiale raccolto di portata circoscritta, qui la volontà è quella di ottimizzare i tempi e i modi di una raccolta che diventa una sorta di grande inventario d’emergenza.
Il Repertorio toponomastico ticinese consolida quindi una sua vocazione pronunciatamente archivistica, del resto già accennata nel recente passato. Nella prospettiva di salvaguardia di un universo in nettissimo degrado sopra delineata tale vocazione si rende in pratica necessaria o addirittura imprescindibile.
Viviamo periodi in cui, per usare una metafora del mondo rurale, incombe la necessità di portare il nostro fieno al riparo della cascina, prima che i fenomeni della modernità sociale e culturale ce lo portino via tutto. E in questo senso il progetto di questo Archivio è un’ottima idea. Altre realtà comunali seguiranno i tre villaggi della valle Riviera; nella speranza che si giunga presto a una copertura adeguata del territorio cantonale e alla consapevolezza di aver reso un favore alle generazioni di ieri, che ci consegnano questo ricco patrimonio, e a quelle di domani, cui sarà procurato un pezzo di passato che altrimenti avrebbero perso per sempre.
Gabriele Gendotti
Direttore del Dipartimento dell’istruzione e della cultura del Cantone Ticino.
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