Adn/Ann su Ladysilvia; Ogni psicologo affermerà che una mente aperta al dialogo è fondamentale per il mutuo rispetto e comprensione. Questo principio vale anche per i credenti, affermano i responsabili della chiesa della TED (Trans European Division), territorio ove risiede il 65% di musulmani.
Gli avventisti di questi territori hanno recentemente formulato una dichiarazione di intenti sull’islam per promuovere una relazione costruttiva fra cristiani e musulmani. Questa dichiarazione recita: “Siccome l’avventismo continua a crescere nel mondo, noi cerchiamo di avere buone relazioni con l’islam, una religione che crede nella chiamata divina ed è abbracciata da un quinto della popolazione mondiale”.
La dichiarazione enuncia le convergenze fra l’islam e il cristianesimo, come ad esempio la sottomissione al Dio creatore e la comune eredità in Abramo. Approva anche i contributi scientifici, letterari e filosofici dei musulmani nel corso della storia, riconoscendo nel profeta dell’islam, Maometto, un riformatore spirituale e sociale in un epoca di ignoranza e confusione.
“Noi crediamo - prosegue la dichiarazione - che in ogni credo, Dio abbia avuto persone che possedevano una fede autentica e sono rimaste fedeli in mezzo all’apostasia, alla persecuzione e alla repressione. Noi crediamo che nell’islam vi siano simili individui. Dentro a questi gruppi di sinceri credenti possiamo trovare gruppi di sinceri credenti e potenziali membri che cerchino di approfondire le nostre credenze nell’unico vero Dio”.
La dichiarazione termina invitando gli avventisti a promuovere “l’onestà , l’imparzialità e il rispetto nel descrivere la fede islamica” e lo stesso devono fare gli islamici.
Il riconoscimento delle differenze dottrinali quali " la credenza in Cristo nostro Salvatore e Figlio di Dio " non dovrebbero essere punti controversi o formatori di atteggiamenti di superiorità , ma piuttosto punti che possano creare opportunità di dialogo e rispetto, riconoscendo che alla fine Dio produrrà la convinzione nel cuore”.
Bertil Wiklander, presidente della Chiesa Avventista della regione Trans-europea, ha detto: “Noi dobbiamo dimostrare ai musulmani che possono avere fiducia in noi, come avventisti.. Noi non dovremmo sottovalutare le sfide, e credo che i tempi cambiano e possiamo guardare al futuro sperando in un dialogo, e prego per un opera efficace fra i musulmani”.
I responsabili delle chiese della TED, hanno inviato questa dichiarazione di intenti alla direzione mondiale della Chiesa Avventista a Silver Spring, Maryland, e i responsabili giudicheranno in che misura questa dichiarazione “potrà essere utile alla missione mondiale della chiesa”, ha dichiarato il pastore Michael L. Ryan, vice presidente della Chiesa Avventista mondiale.
Michael L. Ryan ha aggiunto: “Le dichiarazioni hanno meno importanza del comportamento interattivo dei membri verso appartenenti ad altre fedi. Il mandato evangelico affida alla chiesa il compito di far conoscere Gesù Cristo. Questa dichiarazione offrirà un mezzo per aiutare gli avventisti a meglio comprendere le persone che contattano. Le persone devono essere considerate degne di grande rispetto a prescindere dal credo che professano. Questa dichiarazione contribuisce a diffondere questo principio”.
La redazione
Ladysilvia National Netwrok
Adn/Ann
www.avventisti.it
Ultimi Articoli
La mortalità per cancro cala in Europa – tassi in diminuzione nel 2026, ma persistono disparità
Carofiglio porta — Elogio dell'ignoranza e dell'errore — al Teatro Manzoni
Teatro per tutta la famiglia: “Inside and Out of Me 2” tra ironia e interazione
Dogliani celebra quindici anni di Festival della TV con “Dialoghi Coraggiosi”
Sesto San Giovanni — 180 milioni dalla Regione per l’ospedale che rafforza la Città della Salute
Triennale Milano — Una settimana di libri, musica, danza e arti sonore dal 20 al 25 gennaio
A febbraio la corsa alle iscrizioni nidi – Milano apre il portale per 2026/2027
Hackathon 2025 — a Palazzo Lombardia gli studenti sfidano il cyberbullismo
Firmato il nuovo Protocollo per il Punto Unico di Accesso tra Municipio Roma III e ASL Roma 1