VATICAN CITY, “Continuità , differenza, autenticità : le tre linee di fondo del pensiero di Joseph Ratzinger. Un maestro ed insieme un compagno di cammino”: sotto questo titolo, “L’Osservatore Romano”, quotidiano della Santa Sede, pubblica oggi un articolo a firma di Armando Rigobello che prende le mosse dal clima di studio e di raccoglimento dell’antica e celebre università di Ratisbona (Regensburg), molto legata alla vita e alla formazione di Benedetto XVI. La MISNA ne ha scelto un illuminante passaggio:
“All’annuncio della elevazione al Soglio pontificio del Cardinale Ratzinger, giornalisti, operatori televisivi, commentatori si sono affrettati a delineare un ipotetico programma di pontificato a partire dalle pubblicazioni teologiche del Cardinale Ratzinger e soprattutto dai documenti del Suo ufficio di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Il fatto è spiegabile, il Cardinale era già molto conosciuto, da tanti anni apparteneva alla Curia a capo di una delle Congregazioni, di un dicastero dei più rilevanti per cogliere un orientamento. Tuttavia non si può negare un certo disagio nel vedere posti sullo stesso piano atteggiamenti e parole relativi a due ruoli diversi sia pur svolti dalla stessa persona. Il ministero petrino si svolge in un nuovo contesto, aperto all’azione dello Spirito, anche sul terreno storico introduce originali prospettive. A considerazioni in qualche modo analoghe può condurre un discorso sul rapporto tra il Pontificato di Giovanni Paolo II e quello di Benedetto XVI. Il Cardinale Ratzinger fu tra i più diretti collaboratori di Giovanni Paolo II, potremmo dire il più diretto data la Congregazione che presiedeva. Le diversità di temperamento divenne feconda complementarità , accompagnata da una sincera amicizia. Ogni Papa tuttavia ha una personalità diversa, arricchisce la Chiesa con la sua particolarità , la sua autenticità che, anche in questo caso, è autenticità nella differenza. Ogni Papa reca alla Chiesa una ricchezza nuova, offre la sua esistenza, il suo personale vissuto in un contesto di orizzonti allargati, a partire da origini le più diverse, con esperienze che provengono da ceti sociali differenti.
Benedetto XVI mantiene della sua infanzia ed adolescenza la semplicità , il calore umano, i gusti sobri dell’humus bavarese che, nella interiore disciplina, diventano riserbo aristocratico senza formalismi esteriori, cordialità e responsabilità , slancio e misura. Una nota ci sembra particolarmente sottolineata da lungo tempo nell’esperienza teologica dell’attuale Pontefice: la comunione nella Chiesa, in una Chiesa che ha strutture gerarchiche e che tuttavia vive in un mistero di comunione in cui, in qualche modo, ad una considerazione secolare appaiono intrecciarsi la componente degli antichi Profeti e la saggezza dei giuristi romani.” [CO]
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