Dom Rosario, pretendente alla Corona di Portogallo

Monza: Intervista di Matteo Cornelius Sullivan - Dom Rosario Poidimani nasce nel 1941 a Siracusa da una famiglia nobile siciliana e, dal 1987, è l’erede dinastico, a seguito di abdicazione, di Maria Pia di Sassonia Coburgo, figlia illegittima ma riconosciuta, di Re Carlo I del Portogallo. Da quel ormai lontano 1987, Rosario Poidimani, ora noto come Sua Altezza Reale Dom Rosario di Sassonia Coburgo Gotha di Bragança, ventiduesimo Duca di Bragança, divenne il pretendente italiano alla Corona del Portogallo. Negli anni la stampa si è occupata di questo Principe più che altro per alcune diatribe dinastiche ma del Dom Rosario uomo sappiamo poco, quindi gli ho posto qualche domanda:

Dom Rosario
, lei ha frequenti contatti col Portogallo?

I miei contatti con il Portogallo sono, come può immaginare, quotidiani. Difficile immaginare qualcosa di diverso. Lei sa che il Portogallo è uno degli Stati a maggior rischio di stabilità economica assieme alla Grecia, all’Irlanda e alla Spagna. La situazione è molto complicata ed io mi tengo al corrente sia sulla situazione interna che sugli sviluppi di quelle scelte di natura politica ed economica che l’attuale Governo non sembra in grado di affrontare.

A che livelli sono i suoi contatti?

Come ho detto poco fa, i contatti sono a più livelli. Sia con il mondo dell’informazione sia con i settori produttivi. Purtroppo tutte le analisi macroeconomiche sembrano orientate ad un tempo tendente al brutto. Le scelte politiche sono state miopi. Chi ne fa le spese sono i portoghesi. Lisbona sembra vivere in un stato di stupefazione. La nave rischia di affondare ma i governanti si occupano di sopravvivere a se stessi. Cerco di essere vicino ai portoghesi con l’unica cosa che mi è concessa. Facendo conoscere il mio pensiero mediante messaggi rivolti al popolo.

Esistono associazioni che supportino le sue pretensioni al trono del Portogallo?

Come spesso ripeto, preferisco parlare di pretesa alla corona. L’idea del trono è troppo spesso associata all’idea dell’esercizio del governo. E da un secolo circa il Portogallo è una Repubblica. Premesso che un diritto, anche se non supportato, non cesserebbe di essere tale, credo che molti resterebbero stupefatti dal sapere quanti sono i sostenitori della linea costituzionale della Real Casa. Nonostante la grancassa agitata da chi ha interesse a che le cose non cambino. E non dimentichi che chi è abituato a vivere nella falsità non ha idea di cosa sia l’onestà, anche intellettuale, che alberga nelle gente. Ma c’è tanta, tanta gente che non sopporta più l’immobilismo di troppi di fronte alla falsità storica. Dei passi in avanti se ne vedono, anche se ancora troppo pochi rispetto alle reali necessità della storia. Tenga però conto di cosa sono riuscite a fare a mio danno certe camarille diplomatico-nobiliari portoghesi.

E queste associazioni di cos’altro si occupano?

Se sono associazioni filo-monarchiche si occupano di politica. Se sono associazioni storiche si occupano di riposizionare la realtà storica all’interno del comune sentire. Se sono associazioni a carattere umanitario si occupano di interventi umanitari.

Sono associazioni rappresentate anche in Italia?

Dipende. Ad esempio i Cavalieri della Croce Azzurra, che è una associazione senza scopo di lucro che si occupa di solidarietà, è presente anche in Italia.

A che suo antenato risale la sua parentela con la Principessa del Portogallo che le ha lasciato in “eredità“ il trono del Portogallo? Veda, dobbiamo capire di cosa stiamo parlando. S.A.R. donna Maria Pia era la XXI duchessa di Bragança, quale immediato successore di suo fratello, il re Dom Manuel II morto a Londra nel 1932 senza figli, ha trascorso la vita intera a reclamare i suoi diritti, appoggiando i moti di libertà di Humberto Delgado invece di stare sotto la protezione mortifera di Salazar come hanno preferito fare gli eredi di D. Miguel, bandito in perpetuo dal Portogallo, esclusi per sempre dalla successione alla corona come previsto anche nella legge costituzionale. Ma non dimentichiamo che chi è abituato a vivere nelle menzogna è anche rotto ad ogni compromesso. Pensi che chi rivendica falsamente per sé il titolo di duca di Bragança, e mi riferisco a Duarte Pio, signor di Santar, ha dichiarato fino a pochissimo tempo fa di essere nato nell’Ambasciata portoghese di Ginevra. è una balla. Lui non è nato in suolo portoghese perché era ancora in vigore la legge sull’esilio e, se i suoi genitori avessero messo piede in Ambasciata avrebbero potuto venire persino arrestati. Nessun ufficiale di stato civile avrebbe pertanto mai registrato un atto che avrebbe attribuito una cittadinanza ’contra legem’. Questo per dirle di che pasta sono fatti. Ebbene, la Principessa Maria Pia, arrivata ad una età che la obbligava a fare delle scelte per quanto riguarda il suo successore, aveva delle strade possibili da percorrere. La prima, e la più immediata, era quella di cedere il suo diritto alla figlia. Questa strada non è stata percorsa per una serie di ragioni che entrano nella sfera personale della Duchessa di Bragança. La seconda era quella di cedere la pretensione a Simeone di Bulgaria, anche lui un Sassonia Coburgo. Scelta esclusa in quanto il principe era, ovviamente, ortodosso. La stretta vicinanza mantenuta con la principessa per oltre 10 anni, dal 1984 al 1995, anno della sua morte, la condivisione della battaglia per il ripristino della legalità storica, talune vicende storiche, anche queste di stretta natura familiare, hanno portato donna Maria Pia alla abdicazione in mio favore. Un grande onere che spero di portare avanti con dignità e con la stessa fermezza della principessa.

Capisco, anche nelle questioni dinastiche portoghesi esistono diatribe... Lei svolge una professione?

La mi attività è stata quella della consulenza finanziaria internazionale. Attività ora un po’ rallentata per motivi in parte intuibili.

Come è la vita di un pretendente al Trono?

Come ho detto, preferisco parlare di corona piuttosto che di trono. Credo che chi si assume un impegno abbia come primo compito, quello di fare di tutto per portarlo a termine. Attorno a questo gira la mia vita, che non trascura però la famiglia, le cose di ogni giorno. Vivo in questo mondo e sono soverchiato, come tutti, dal parossismo di ogni giorno. Un pretendente alla corona non ha tre braccia o le pinne. è come ogni altra persona. Con i propri limiti e con le proprie virtù. Diciamo un po’ ed un po’.

Quali sono le sue passioni, i suoi interessi e i suoi ideali?

Purtroppo devo pensare al passato e confessare che qualche ’passione’ l’ho avuta per davvero. Non pensi male. Mi riferisco alle automobili. Ne ho collezionate davvero molte. Tutte macchine veloci. Le migliori marche. Non me ne sono fatto mancare nessuna. Per quanto riguarda poi gli interessi, credo di avervi fatto cenno poco sopra. Adesso le mie ore siano assorbite da mia figlia, la piccola Krystal, dalla lettura, da qualche buon film, dal lavoro, la corrispondenza. Niente di così strano. Per quanto riguarda invece gli ideali, mi chiedo sempre se non si rischi di usarli a volte come bandiera e a volte come scudi. Guardi, preferirei parlare di idee. E le mie idee sono in armonia con il vivere civile, il rispetto della tradizione ed il senso di responsabilità verso il popolo portoghese.

Cosa farebbe per il Portogallo se avesse la possibilità di restaurare il Trono?

Escludiamo che io possa restaurare il trono, come dice Lei. Questo comporterebbe una avventura diciamo così poco democratica. Solo il popolo potrebbe invocare, legalmente, il ritorno della monarchia. Se così fosse, non esistono regole magiche per affrontare la gestione della cosa pubblica. Sarebbe una monarchia liberale, assolutamente liberale, come avrebbe voluto donna Maria Pia, tesa a rappresentare la storia ed il divenire del popolo lusitano. Ma sa, le monarchie al giorno d’oggi sono rappresentative, non sono di governo. E forse è meglio così. Le persone hanno più necessità di simboli che di sergenti maggiori che esercitano il potere quotidianamente. Si guardi attorno. C’è da restare stupiti da quanti pochi statisti si vedono in giro. Un buon monarca è un buon padre, un buon fratello. Al quale rivolgersi con simpatia, con affetto, con speranza, non con timore. La monarchia portoghese sarebbe una monarchia liberale all’interno di uno stato snello, con un limite che mi piacerebbe venisse condiviso. Arrivati a 45 anni, i politici devono andare a casa. Tutti senza eccezioni. Ma si sa che un sovrano non è un politico...