l’iniziativa “Il mese del chip“ è stata organizzata dal Comune assieme all’ASL Milano e all’Ordine Provinciale dei Medici Veterinari ed è patrocinata dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dalla Regione Lombardia, dai 6 comuni dell’area nord di Milano interessati dal 2009 al processo di aggregazione nell’ASL Milano (Bresso, Cormano, Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Cologno Monzese e Sesto S.Giovanni), da società scientifiche e associazioni protezionistiche.
“Sicurezza e responsabilità: sono questi gli obiettivi che vogliamo ottenere con la campagna di sensibilizzazione - ha detto l’assessore all’Arredo, Decoro urbano e Verde Maurizio Cadeo -. Ancora molti milanesi non hanno applicato il chip al proprio animale, dimenticandosi che il cane ha una probabilità su 150 di perdersi, ma se si perde e non è stato registrato, ha meno di 6 probabilità su 100 di essere ritrovato. Con il chip invece le probabilità che venga riconsegnato salgono al 94%“.
“Sebbene il fenomeno del randagismo sia in calo, non si può lasciare al caso il riconoscimento dei cani, sia che vengano smarriti e debbano essere ricondotti alla loro famiglia, sia che vengano abbandonati e si debbano individuare le responsabilità di chi si libera del proprio cane - spiega Gianluca Comazzi, Garante per la Tutela degli animali del Comune -. Il mese del chip fa leva proprio sulla responsabilità dei proprietari di cani che hanno il diritto-dovere di registrare il proprio animale all’anagrafe canina pubblica. Il chip, ovvero il microtrasponditore identificativo, potrà essere applicato sia presso i veterinari liberi professionisti, sia nelle strutture del Dipartimento Veterinario dell’ASL. Combattere con ogni strumento l’abbandono degli animali è un segno di civiltà che una città come Milano non può e non deve trascurare. Da questa iniziativa ci aspettiamo molto, ma soprattutto ci auguriamo una risposta concreta dei cittadini che ancora troppo numerosi tengono cani in famiglia senza registrarli“.
Introduzione
Il progetto CANENDARIOTM dell’ASL Milano da 8 anni promuove messaggi formativi, per accrescere nella popolazione la consapevolezza che vivere con un animale comporta l’assunzione di grandi responsabilità, sia nei confronti dello stesso che della società.
Uno degli aspetti salienti di questo rapporto responsabile è la sua continuità. Anche recenti pronunce giurisprudenziali hanno assimilato le cure che si devono prestare agli animali, a quelle che si dedicano ai minori. Infatti, anche gli animali non sono in grado di affrontare in autonomia il mondo che li circonda e devono di conseguenza essere costantemente sotto il vigile controllo di un umano responsabile. Il legame che li tiene uniti a noi può essere fisico, come ad esempio un guinzaglio od un recinto, o psicologico, come una seria ed efficace educazione. Ma sempre può esserci il rischio che il caso fortuito rompa questo legame, nonostante le nostre attenzioni. Un incidente, uno spavento improvviso od un richiamo istintuale imperativo possono far perdere al nostro beniamino i consueti riferimenti e portarlo a vagare in territori a lui sconosciuti, smarrendosi.
Le nostre città sono piene di pericoli a cui l’animale reagisce in modo imprevedibile, con grave rischio per l’incolumità sua, degli altri animali e dell’uomo.
Spesso il proprietario del cane smarrito non conosce o non riesce a mettere in atto tutte le strategie utili per cercarlo, oppure talvolta altri cittadini, pensando di “salvare“ l’animale che credono abbandonato, lo tengono presso di se o cercano di trovargli una nuova destinazione, rendendo così impossibile il già difficile ricongiungimento.
Il dramma dello smarrimento ha effetti devastanti sull’animale ma anche sulla sua famiglia. La perdita di un affetto, senza la conoscenza diretta del suo esito, è più angosciante di un lutto, perché impedisce, o rimanda indefinitamente, una qualsivoglia rielaborazione.
Non si può di conseguenza lasciare al caso fortuito la ricongiunzione del legame rotto, ma bisogna prevederne responsabilmente a priori i presupposti. Il metodo per tenere legato per sempre un cane alla sua famiglia è l’identificazione e l’iscrizione nell’anagrafe canina pubblica. Solo così si ha la certezza che se il cane smarrito verrà sottoposto ad un controllo veterinario o entrerà in un canile, immediatamente il filo verrà riannodato ovunque si trovi, in Italia e ormai anche in numerosissimi altri paesi del mondo, permettendo così la ricongiunzione con la sua famiglia.
Analisi della situazione
Dal 1986 ad oggi presso il Canile Sanitario dell’ASL Milano sono stati ricoverati quasi 19.000 cani, con un andamento annuale relativamente costante e in media di 837 soggetti. Di questi, solo 270 all’anno sono stati resi al legittimo proprietario. Nel 2007 sono inoltre pervenute al Dipartimento veterinario 210 segnalazioni di cani smarriti in città, di cui solo 99 (47%) si sono concluse favorevolmente col ritrovamento del cane. Nel medesimo anno, solo il 37% dei cani entrati in canile erano già iscritti in anagrafe.
Infatti, pur essendo l’identificazione e l’iscrizione all’Anagrafe Canina Regionale (ACR) obbligatoria in Lombardia fin dal 1987, a Milano solo 55.000 cani risultano iscritti, 25.000 col tatuaggio e 30.641 con il microchip.
E poiché non tutti i proprietari ricordano di segnalare all’anagrafe il decesso del proprio cane, c'è il fondato motivo di credere che una significativa quota di cani, in particolare di quelli tatuati da più tempo, in realtà non sia più presente.
Le stime riportano che nella nostra città dovrebbero esserci circa 120.000 cani e di conseguenza meno della metà risulterebbe identificato.
Generalmente i proprietari dimenticano di iscrivere in anagrafe gli animali non per scelta consapevole, ma perché le attuali frenetiche condizioni di vita, inducono a rimandare gli impegni che si ritengono meno urgenti. Poiché tutti sono convinti di avere sempre sotto controllo il proprio animale, in molti rimandano l’iscrizione ad una occasione futura. Dimenticando però che invece il caso fortuito è sempre in agguato ed il nostro cane ha una probabilità su 150 di perdersi, ma se si perde e non è identificato, meno di 6 su 100 di essere ritrovato. Vale a dire che se si smarrisce, il nostro ed il suo dramma hanno la quasi certezza di divenire definitivi piuttosto che di risolversi. Invece se è identificato, c'è il 94% di probabilità che ci venga riconsegnato.
Nella nostra città non esistono cani che nascono e vivono in libertà, cioè che si possano considerare effettivamente randagi. Ne consegue che quasi tutti i cani di Milano hanno un proprietario che li accudisce e li controlla, più o meno accuratamente. Da questa constatazione si ha la conferma che il cane che vaga è effettivamente smarrito, o quantomeno non attentamente custodito e potrebbe essere il nostro.
Il progetto
Il progetto prevede la realizzazione del “mese del cip“, cioè di una iniziativa volta a stimolare l’applicazione ai cani di Milano del microtrasponditore identificativo e della contestuale iscrizione in anagrafe.
Dal 1° ottobre, e per tutto il mese, sarà possibile “cippare“ ed iscrivere il proprio cane all’Anagrafe Canina Regionale prenotandosi presso le strutture del Dipartimento Veterinario dell’ASL o recandosi presso i Veterinari Libero Professionisti accreditati, che aderiscono applicando una tariffa riferita al minimo dell’Ordine, controllando gratuitamente la leggibilità di un vecchio tatuaggio o di un microchip già impiantato e distribuendo materiale promozionale.
Per chi non avesse fatto in tempo prima, ci sarà l’occasione di cippare ed iscrivere il proprio cane anche domenica 26 ottobre in occasione del cippaparty: una manifestazione organizzata in un parco cittadino, durante la quale sarà anche offerto un ricco buffet di prelibatezze ... canine.
Obiettivo
Le iniziative hanno l’obiettivo di responsabilizzare i bravi proprietari, coinvolgendoli nella scelta consapevole di iscrivere i propri animali nell’anagrafe canina.
Destinatari
Quindi il progetto non si rivolge all’opinione pubblica in generale, con il consueto messaggio tendente a non far abbandonare gli animali, ma ai singoli bravi proprietari, per convincerli dell’importanza di rendere identificabile il cane, nel proprio e nel suo interesse.
Attori
Promuovono l’iniziativa l’ASL Milano, il Comune di Milano e l’Ordine Provinciale dei Medici Veterinari.
l’evento è patrocinato dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dalla Regione Lombardia, dai 6 comuni dell’area polo nord Milano, coinvolti nel prossimo 2009 nel processo di aggregazione nell’ASL Milano (Bresso, Cormano, Cinisello Balsamo,Cusano Milanino, Cologno Monzese e Sesto S. Giovanni), da società scientifiche ed associazioni protezionistiche.
Alcuni sponsor hanno contribuito alla concreta realizzazione dell’iniziativa.
Piano di comunicazione
Le basi teoriche del nostro piano prendono spunto da ricerche sulla comunicazione nella sanità. In particolare si sono analizzati i seguenti assunti:“- Le aspettative negative o le predizioni esposte sotto forma di “allarmi iniziali“ possono costituire una spinta ad agire da parte dei singoli cittadini e dei governi - Le aspettative, per raggiungere il loro obiettivo, devono indurre all’azione -“
Dall’analisi è scaturita la determinazione che è necessario creare un segnale simbolico della “perdita“ del proprio cane/affetto, per dare ai media “un punto di appoggio“ sul quale trasmettere il messaggio alla popolazione.
Il piano di comunicazione prevede 3 passaggi, incentrati su altrettante metafore:
creo allarme: gli esperti denunciano che ogni anno a Milano si smarriscono 1000 cani: potrebbe essere il tuo. (metafora: un legame che si spezza)
pavento una prospettiva futura di dolorosa ansia: se il tuo cane si perde, sparisce nel nulla (metafora: il disperso in guerra, nell’alluvione ecc., il figlio rapito, più angosciante di un lutto certo)
indico la soluzione: “cippalo“ e lo salvi (metafora: il legame che si riannoda - legalo per sempre alla tua famiglia)
Il primo evento di comunicazione previsto consiste in una conferenza stampa/convegno nel corso del quale vengono presentati i dati allarmanti legati alla mancanza della identificazione degli animali, i relativi costi diretti, indiretti, sociali e psicologici e la sofferenza degli animali dovuti allo smarrimento. Viene quindi indicata l’opportunità offerta dall’identificazione, con il lancio della campagna. I media, così interessati e sensibilizzati, costituiranno la cassa di risonanza del messaggio e lo amplificheranno con le metafore più opportune.
Con una strategia di rilancio, concordata e stimolata con i media, si cercherà di mantenere alto il livello di interesse per tutto il mese. Gli studi veterinari, nel corso dell’attività quotidiana d'informazione e formazione dei propri clienti, avranno un ruolo importante per mantenere alta tale tensione. Anche le Associazioni Protezionistiche contribuiranno a diffondere il messaggio con iniziative proprie. l’evento-raduno di massa (cippaparty), rilancerà mediaticamente l’iniziativa.
La Legge Regionale n° 30 del 08-09-1987 prevede l’obbligo del tatuaggio, sostituito dal microchip con Circolare 56/2002 e poi con Legge Regionale n° 16 del 20-07-2006
Detto tatuaggio elettronico o “cippatura“, neologismo sempre più diffuso insieme al termine “cip“
Sociology of health & illness - Brigitte Nerlich e Christopher Halliday 2007 - vol.29 pp. 46/47 - trad. C.Nassuato IZSBS OEVR
Vedere al termine la scaletta degli interventi
ASL Città di Milano - Dipartimento Veterinario