Roma: Quindici milioni di risorse ministeriali e quasi 5 milioni di fondi regionali per potenziare in un biennio (2008-2009) la rete telematica a banda larga Lepida anche nelle zone a digital divide, mettendone a disposizione una parte anche per i cittadini e le imprese.
L’accordo di programma firmato il 7 Dic 2007 fra il Presidente della Regione Vasco Errani e il Ministro delle telecomunicazioni Paolo Gentiloni nasce in applicazione delle “Linee Guida per la Banda Larga” elaborate dal Ministero delle Comunicazioni e approvate il 20 settembre scorso dalla Conferenza permanente Stato-Regioni. L’accordo è anche l’ultimo tassello di un processo avviato con i due piani telematici regionali (2002-2005 e 2007-2009) e consentirà di attivare servizi a banda larga anche nelle aree fino ad oggi più svantaggiate del territorio regionale. L’obiettivo è di ridurre il divario digitale per le comunità e i cittadini e favorire le opportunità di sviluppo delle aree montane e rurali.
Progettando e realizzando interventi “a complemento” della rete Lepida, Regione e Ministero intendono promuovere lo sviluppo della pubblica amministrazione e la presenza degli operatori privati di telecomunicazioni in tutte quelle aree che vivono con difficoltà la distanza geografica dai centri principali.
Attualmente 120 Comuni del territorio regionale, in cui risiedono circa 2.260.000 abitanti, hanno una copertura dei servizi a banda larga per oltre il 95% del territorio, mentre circa settanta Comuni presentano una distribuzione di servizi a banda larga con una copertura geografica inferiore al 40%, tali da essere considerati in situazione di “totale digital divide”: circa 180.000 abitanti e 14.000 imprese. A queste aree comunali totalmente scoperte, se ne aggiungono altre parzialmente coperte. Si tratta di altri 150 comuni in cui la copertura di servizi a banda larga è compresa tra il 40 e il 95%. Si stima pertanto che siano interessati dal problema circa altri 300.000 abitanti e 25.000 imprese. La popolazione complessiva non servita nei 221 comuni in situazione di totale o parziale digital divide è pertanto stimata in circa 480.000 abitanti e circa 39.000 imprese.
Il progetto tecnico oggetto dell’accordo di programma prevede un intervento realizzato in cooperazione istituzionale e progettualità congiunta dalla Regione e dal Ministero delle Comunicazioni, attraverso Lepida spa (la società titolare della rete telematica regionale a banda larga) e Infratel Italia (soggetto attuatore del Programma banda larga in tutte le aree sottoutilizzate del Paese). Le infrastrutture di telecomunicazioni realizzate da Infratel in attuazione dell’accordo odierno, saranno messe a disposizione della Regione Emilia-Romagna in comodato d’uso per la durata di 20 anni in cambio della manutenzione dell’intera rete.
L’obiettivo è di estendere geograficamente le infrastrutture esistenti di Lepida, aumentando in quantità e numero le grandi dorsali di trasporto, e strutturando la presenza terminale della rete sui diversi territori comunali con soluzioni tecniche che consentano a qualunque operatore di telecomunicazioni pari opportunità e modalità operative di intervento. Per il processo d’attuazione, ispirato a criteri di neutralità tecnologica, verranno infatti utilizzate differenti tecnologie: fibra ottica, collegamenti radio (WiFi e WiMax) e satellite.
Il progetto mira a costruire in parallelo due diversi interventi: il primo, a favore delle pubbliche amministrazioni, che persegue l’obiettivo di migliorare tecnologicamente la qualità dei servizi di connettività offerti da Lepida per le pubbliche amministrazioni; il secondo, a favore dei cittadini e delle imprese, che persegue l’obiettivo di erogare servizi a banda larga e prevede interventi volti ad evolvere tecnologicamente la capacità di servizio delle centrali di commutazione Telecom Italia, affinchè queste siano abilitate ad erogare servizi di tipo adsl ai cittadini e alle imprese del territorio, o a realizzare infrastrutture con tecnologie wireless.
Ministero delle Comunicazioni, Infratel e Telecom Italia hanno siglato il 18 Dic 2007 " alla presenza del Ministro Paolo Gentiloni e dell’Amministratore Delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè - un accordo finalizzato a ridurre, ed in prospettiva eliminare, il digital divide (divario digitale) favorendo lo sviluppo d’infrastrutture in larga banda su tutto il territorio nazionale. Telecom Italia è la prima impresa di TLC a raggiungere un accordo del genere con Infratel.
L’intesa prevede l’avvio di un’attività congiunta per la definizione di un piano finalizzato alla sensibile riduzione del numero delle aree non abilitate alla larga banda, sia del Sud, (laddove già operava Infratel) sia del Centro Nord, in base agli accordi che il Ministero ha concluso e sta raggiungendo con le Regioni (v. ad esempio quello con la Regione Emilia Romagna del 7 novembre scorso).
L’obiettivo è realizzare infrastrutture in grado di abilitare all’accesso alla rete TLC “Broadband” che consentano di erogare servizi di telecomunicazioni di nuova generazione a cittadini, imprese e comunità attualmente non servite dalla banda larga.
L’accordo prevede quanto segue:
condividere le informazioni circa la pianificazione degli interventi nelle aree in digital divide tenendo conto dei programmi di infrastrutturazione assunti dal Ministero in accordo con le Regioni e dei programmi di investimento dell’azienda;
ottimizzare i tempi di abilitazione delle infrastrutture realizzate rispetto agli interventi necessari di adeguamento delle proprie centrali da parte dell’Azienda;
definire i requisiti tecnico-economici per l’acquisizione da parte di Telecom delle infrastrutture di telecomunicazioni (fibra ottica e infrastrutture di posa);
individuare le forme eventualmente perseguibili di sinergia sul territorio, in correlazione alle rispettive missioni ed obiettivi, per creare un’infrastruttura evoluta ed integrata abilitante alla banda larga strumentale all’erogazione di servizi evoluti ed innovativi a servizio delle aree oggetto d’intervento;
valutare l’impiego di tecnologie innovative in grado di abbattere i costi e i tempi di realizzazione delle infrastrutture.
Per monitorare l’attuazione dei contenuti dell’accordo verrà costituito un apposito tavolo di coordinamento tra i diversi soggetti firmatari.
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