FEDERALSIMO MERIDIONALE: GUIDO DORSO IL PROFETA DELLA POLITICA: NO al SOCIALISMO: Si AD UN PARTITO MERIDIONALE ”¦..
INTRODUZIONE :
Si parla ancora oggi del divario economico e sociale tra il nord della Nazione e il Sud della stessa , divario che realmente esiste anche per quanto riguarda le mentalità e la cultura di base, per sentimenti, per Credo religioso, per mentalità e per molte altre cose ancora. Notavo come le apparizioni di Madonne piangenti e di “miracoli” presunti improvvisi con “configurazioni” del volto del Sacerdote Francescano- siano una prerogativa più del nostro Sud , che del nostro Nord, più della Calabria e della Campania , che della Lombardia , del Trentino Alto Adige " Sud Tirol.-
-
Il FEDERALISMO MERIDIONALE : G SALVEMINI E G DORSO
Ma a partire da dopo la unificazione dell’ Italia, sotto la Guida Sabauda tale differenza tra Sud e Nord, tale divario si allargava ed economisti come Francesco Saverio Nitti, che lo ponevano sul tavolo sulla questione dicendo che si trattava di un prezzo da pagare da parte del Sud alla unificazione della Stato italiano e alla vocazione industriale del Nord stesso.
Molti meridionali illustri come il federalista Gaetano Salvemini ed Ettore Ciccotti parlavano di dominio feudale sui diseredati meridionali, favorito dalla’ Santa Allenza tra ex borbonici e governi post unitari.
Secondo Salvemini l’unica via giusta era quella del Federalismo per porre alla burocrato-crazia un giusto freno e per favorire l’ascesa di partiti del posto, sinceramente meridionali.
Mancava , secondo Gaetano Salvemini , la partecipazione dei contadini meridionali alla vita politica a cui si poteva giungere oltre che con il meridionalismo anche con il suffragio universale.
-
C'era da dire che di fronte all’pur lucide analisi di questi insigni meridionalisti ,per giunta come il federalista Gaetano SALVEMINI che era un vero Federalista , faceva da contrappeso le malvagie e ignoranti credenze da medio evo , da “ Nome della Rosa” di taluni esponenti di marca politica SOCIALISTA , che come il Niceforo Alfredo, sosteneva che in Italia esistevano due razze: la Razza detta “popolo”€œdonna” del sud , inferiore biologicamente e la “ popolo-maschio” di origine europea , superiore : andavano aggiunti quelli di altri due pseudo scienziati di marca stavolta socialista -comunista , come Ferri e Sergi,- i quali parlavano di crani più o meno sviluppati ”¦.(!)
-
l’AIUTO TOSCANO.
Dalla ubertosa Toscana però arrivavano segni di apprezzamento per i popoli meridionali grazie a persone- come- Umberto Zanotti Bianco e Giovanni Malvezzi, che mossi dalle catastrofi del sisma del 1908 quindi anche mossi a compassione dalle disastrose situazioni dei paesi - presepe della Calabria,- misero mano al portafoglio e fondarono l’Associazione Nazionale per il progresso del Mezzogiorno insieme a Villari, Gallareati, Franchetti,- e Fortunato Giustino.
Iniziativa seguita a ruota- dalla nascita , sempre a Firenze, nel 1909, della “Società per promuovere l istruzione popolare nel meridione” ad opera dei benefattori Aleramo, Cena, Dalevimini e Lemaire.
-
Giolitti , dorso e Salvemini :si parla di Italia federale e di meridionalismo ”¦..
-
l governo Giolitti tenendo conto delle intelligenze di Salvemini presentava un progetto di legge che aveva esteso il diritto di voto anche alla grande maggioranza della popolazione italiana compreso gli- analfabeti.
Ma Salvemini tirava innanzi mostrando come la classe politica si faceva appoggiare anche dalla malavita; (la camorra ”¦..)
-
intanto di fronte agli italiani si poneva il mostro della guerra , guerra come vero momento , come la vera speranza che- la stessa portasse- alla rivalsa tanto attesa , per la quale vi sarebbe stata ,- secondo Dorso,- la rivolta della categoria dei contadini e di tutti i rurali contro l’odiata società industriale al fine di iniziare una grande “Riforma delle Istituzioni “;
Ma le categorie rurali sarebbero poi uscite a mal partito , sia nella povertà ancora maggiore, che nel numero dei caduti mentre le industrie si sarebbero ingigantite proprio per produrre macchine belliche- e quindi il ceto industriale si sarebbe andato sempre più rafforzando.
Va ricordata a tale proposito al figura di Tommaso Fiore di Altamura (Bari) che andò in guerra fiero delle sue Idee “ Federaliste “- e stimatore di Gaetano Salvemini.
-
DORSO E MUSSOLINI
A tale proposito si- ebbe una simpatia politica tra Dorso e Mussolini iniziale- ma simpatia che divenne indifferenza , per la mancata pubblicazione di alcuni articoli di Dorso sul- Popolo d’Italia contro Salandra, che Mussolini vedeva come un amico potenziale. In effetto Dorso,- non poteva tenere la palla magica per intravedere i mostri del Nazismo, dello Stalinismo; - Dorso partecipo alla guerra nella quale credeva , come Ufficiale nella fanteria e al suo ritorno inizio la collaborazione ad alcune riviste come il settimanale Irpino “l’Irpinia democratica” di Augusto Guerriero e con il quale settimanale appoggiarono insieme agli On. Rubilli e Cicarelli, nel collegio di Atripalda di Francesco Caputi alle elezioni politiche del 1919 e come pure collaboro al “ Corriere dell’Irpinia”- edito dalla famosa casa tipografica dei Fratelli Pergola di Avellino, e la fama dei suoi articoli arrivo persino a Piero Gobetti il quale invito Dorso a scrivere sulla “Rivoluzione liberale”.
-
DORSO CONTRO GRAMSCI : l AIUTO DI P. GOBETTI LIBERALE VERO...
altro che meridionalista socialista”¦”¦.
-
Su tale Corriere Dorso fu autore di una polemica accesa contro l intervento di Gramsci alla camera , nel numero del 23 maggio del 1925 con un articolo intitolato ”Turlupineide meridionalista”; Dorso contestava la idea di Gramsci che il problema meridionale poteva essere risolto solo dal partito Comunista al potere- mente Dorso era convinto che il partito comunista- una volta conquistato il potere avrebbe riprodotto nel sud l ingiustizia borghese:
il riscatto del Sud , secondo Dorso, poteva avvenire solo attraverso un partito “autonomo” di meridionalisti e contadini,- contro l’egoismo Borghese - Proletario.
-
Tale serie di articoli Anti - Gramsci furono raccolti in un volume edito da Piero Gobetti sotto il titolo di “Rivoluzione meridionale “; le sue parole vennero apprezzate anche da luigi Sturzo e- nell’ “ appello ai meridionalisti” critico’ coloro i quali pur meridionali aspettavano ancora la soluzione dei problemi del meridione , dal Governo.
Solo facendo del meridione la base della Rivoluzione italiana si poteva dissolvere il sottosviluppo del meridione ove esisteva un nucleo di classe dirigente stretto da ferma volontà politica e da chiarezza di idee.
Era convinzione di Guido dorso che l unione politica italiana si era potuta attuare solo attraverso la coalizione di forze moderate , strette attorno ai Savoia, ma solo per tutelare i propri interessi. I fermenti ideali della Unita Italiana si era dissolti in un- esercizio di bassa politica di salvaguardi di Poteri e di Privilegi all’ombra del trasformismo. Grazie a tale pratica si cooptavano nella classe dirigente i dissidenti.
Scriveva Dorso:
-
“...con la sua politica finanziaria, lo Stato non solo non fa nulla per rimuovere ragioni di ordine naturale che formano causa di inferiorità delle nostre terre quanto contribuiscono ad aggravarle addossando al meridione tutte le conseguenze di un- protezionismo ingiusto ed antinazionale ; ..adottando un sistema tributario sperequato , a danno della ricchezza immobiliare del sud e incoraggiando il continuo drenaggio dei Capitali meridionali nelle banche del nord e nel debito pubblico, per finalità che con il Risorgimento del Mezzogiorno non hanno nulla a che vedere- ma sono in antitesi...”
contro il socialismo...
Questa politica conservatrice , secondo dorso , era modulata sulla linea del “ Socialismo di stato”, che aveva uniti in un unico interesse il Capitalismo e le aristocrazie operaie , a danno dei ceti più deboli e cioè i contadini del sud.
Dietro la facciata del Socialismo al sud , si faceva il gioco del clientelismo, dei favori, con l appoggio dei deputati meridionali.
Dorso non solo- non aveva fiducia nei partiti storici ma era convinto che con l’interventismo nella Guerra Mondiale si veniva a creare un “Ereignis” tale- (mutuiamo da Heidegger tale termine) che avrebbe fatto scomparire il clientelismo e avrebbe consentito alle masse contadine di entrare nella consapevolezza della vita sociale- e politica dello Stato.
Il miracolo della unificazione- della Italia tutta era potuto avvenire non attraverso un “Evento “, un “Ereignis, ma grazie alla accordo tra le forze cosiddette moderate che in sintonia con la dinastia Sabauda, avevano lavorato insieme per meglio tutelare i loro interessi.
Era nel mezzogiorno che risiedevano le vere forze rivoluzionarie dell’ Italia.
Con la fine del regime Fascista nel dopo guerra , Dorso venne inviato a candidarsi in più parti e l elezione sarebbe stata sicura ma l avellinese era testardo e credeva nelle sue idee sino all’ ultimo; convinto che il riscatto del sud doveva partire dal Sud stesso, possibilmente guidato da un manipolo di scelti di seri intellettuali non “a la page “, Guido Dorso assunse la direzione del “Foglio” e si lancio nella mischia politica nella quale profuse molte energie.
Occorreva secondo Dorso un partito fatto di autonomie locale (Federalista? Per salvemini si!)- che avesse come progetto la riforma del sistema tributario e delle dogane.
Con i quattro libri scritti per Laterza di Bari attaccò la partitocrazia e il mancato ricambio della classe politica.
Diceva dorso “
...i partiti politici sono associazioni che si organizzano per la lotta politica- avendo come obiettivo la conquista del potere”¦”!.
-
Le sue profezie politiche cercavano di ricavare una visione del futuro e di indicare la strada da percorrere e per i meridionali la strada da percorrere era quella di fidarsi solo di una autonoma compagine politica nata e cresciuta nel mezzogiorno... mentre- il ricambio della classe politica doveva avvenire su indicazione dal basso e non per cooptazione dall’ alto.
Insomma Guido Dorso oggi ne avrebbe ancora da ridire.
A cura di: Duilio Pacifico
Ultimi Articoli
Meteo - Cosa aspettarsi fino a mercoledì – Tregua lunedì, poi il vento che fa paura mercoledì
Milano è Memoria — A Linate inaugurata la mostra su Charlotte Salomon nel segno del Giorno della Memoria
Benvenuti a casa Morandi” al Teatro San Babila: una commedia tra ricordi, musica e risate
JEnerational Mentoring presentato a Mi prendo il Mondo – Dialogo tra generazioni a Parma
Treno di cioccolato record a Palazzo Lombardia – Aperto il 39° piano
Strage Crans-Montana – Dimessi due giovani da Niguarda dopo l'incendio
Strapazzami di coccole Topo Gigio il Musical: una fiaba che parla al cuore
Goldoni al Teatro San Babila di Milano con La Locandiera
Ceresio in Giallo chiude con 637 opere: giallo, thriller e noir dall'Italia all'estero