Padova - Subito dopo la nascita, i neonati entrano in contatto con un mondo esterno, affollato di nuovi stimoli che li bombardano da diverse posizioni. Una delle prime sfide che i neonati devono affrontare è quella di imparare a riconoscere e integrare quelle informazioni che, attraverso canali sensoriali diversi, comunicano loro la presenza di oggetti in movimento nello spazio che li circonda. Percepire correttamente dunque degli oggetti che si muovono in direzione del proprio corpo, così, come in allontanamento è un aspetto di fondamentale importanza per l’adattamento all’ambiente. Ma qual è il processo di sviluppo di questa abilità così necessaria alla sopravvivenza?
Nello studio del team internazionale di ricerca della Professoressa Teresa Farroni è stato coinvolto un gruppo di neonati a cui sono stati presentati contemporaneamente due video: in questi ultimi si vedevano degli oggetti che si avvicinavano o si allontanavano visivamente. Contemporaneamente, il neonato sentiva dei suoni che potevano simulare l’avvicinamento o l’allontanamento dell’oggetto stesso attraverso la variazione di intensità sonora. Dei due video, tuttavia, solo in uno di essi il suono simulava la direzione congruente a uno dei due stimoli visivi. Sono stati misurati i tempi di fissazione per ognuno dei due stimoli visivi ed è stato dimostrato che i tempi di fissazione visiva alla nascita sono modulati dalla congruenza multisensoriale di informazioni visive e uditive che specificano il movimento degli oggetti li circondano. L’esistenza di questa precoce competenza multisensoriale suggerisce quindi che i neonati con poche ore di vita non siano completamente naïve rispetto al contesto audiovisivo che li circonda e sottolinea inoltre che i neonati sono attivi fin da subito nell’elaborare gli stimoli ambientali.
«Le ricerche che stiamo svolgendo nel nostro laboratorio - spiega Teresa Farroni - dimostrano non solo che a partire dalle prime ore di vita i neonati siano in grado di integrare le informazioni sensoriali, ma che addirittura hanno delle “aspettative” su come gli oggetti si muovano intorno a loro. I neonati quindi sono da subito dei sofisticati elaboratori del mondo complesso e dinamico che li circonda.”
Autori: Giulia Orioli (Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova e School of Psychology, University of Birmingham), Andrew J. Bremner (School of Psychology, University of Birmingham) e Teresa Farroni (Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova e School of Psychology, University of Birmingham).
Figure 1. Experimental procedure and results.

(A) Description of the intersensory matching task. The experiment comprised two different sound conditions (sounds were always presented centrally), each including two trials. One condition presented a sound increasing in intensity, simulating a looming sound source, and the other presented a sound decreasing in intensity, simulating a receding sound source. During those auditory presentations, the newborns saw, side by side, looming and receding visual displays. The audiovisual stimuli were repeated eight times in each trial, with a 1-second interval between two subsequent stimuli and 4 s of blank screen before the first one, for an overall trial duration of 44 s. The positions of the two visual displays were counterbalanced across trials. The order of presentation of the two sound conditions and the two trials within each condition was counterbalanced across participants. (B) Looking durations (ms) towards the congruent and incongruent visual displays in each sound condition. Error bars indicate the standard error of the mean. Significant comparisons are indicated (∗∗ = p < 0.01). When the newborns were presented with a sound that increased in intensity (specifying an approaching sound source), they showed a visual preference for the congruent (looming) visual display. No visual preference was observed when the sound decreased in intensity. We measured the looking durations to each visual display in both sound conditions. A 2 x 2 repeated measures ANOVA (Congruency: Congruent/Incongruent; Sound condition: Increasing intensity/Decreasing intensity) revealed a significant effect of the Interaction, F(1,19) = 6.652, p = 0.018, η2 = 0.133. No significant main effects of Congruency, F(1,19) = 3.916, p = 0.063, η2 = 0.055, or Sound condition, F(1,19) = 0.809, p = 0.380, η2 = 0.008, were observed. The absence of a significant main effect of Sound indicates that the sounds did not affect differently newborns’ alertness and attentiveness. The newborns looked longer at the congruent visual display in the Increasing intensity condition, t(19) = 3.562, p = 0.002, dz = 0.796, but not in the Decreasing intensity condition, t(19) = -0.653, p = 0.521, dz = 0.146.
Experimental Procedures, One Table and One Figure
Video S1
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