Convenzione monarchica tenutasi a Roma, possibili strascichi legali, su Ladysilvia; Illustre dottore, sono l’avv. Adolfo Miani, legale e amico del Dottor Davide Pozzi di S. Sofia, membro del partito della Alternativa Monarchica. Al mio amico e cliente è stato riferito che in data odierna i Signori Mallucci e Vittucci avrebbero diffamato il mio assistito in occasione della convenzione monarchica di Roma.
I suddetti signori avrebbero proferito parole che configurano a loro carico il reato di diffamazione del mio amico e cliente. So bene che lei e la Real Casa in tali eventi non c'entrate alcunchè, ma è mio dovere chiarire la verità perché il Dott. Pozzi di S. Sofia si adopera da anni, senza averne tratto alcun beneficio, nè onorificenza, a diffondere gli ideali di fedeltà a Casa Savoia. Sindaco di Badia Pavese (Pv) dal 1995 al 2000 ricollocò solennemente in municipio il ritratto di S.M. il Re Vittorio Emanuele II Padre della Patria, restaurò a sue spese il monumento ai caduti nella guerra '15-'18, tenne conferenze di carattere storico e patriottico e gira ancor oggi la Lombardia ed il piacentino a difendere l’immagine della Real Casa con volantini e conferenze. Ma forse Mallucci e Vittucci lo attaccano perché difende la verità e la legittimità di S.A.R. Vittorio Emanuele contro le pazzie dei seguaci del Duca d'Aosta. Il mio assistito si riserva di querelare i due figuri, anche se probabilmente non lo farà , non perché li tema,ma perché alla fine il battage mediatico farebbe fare pessima figura a tutti i monarchici. Ma cosa hanno detto i due signori? Hanno accusato il mio amico di vendere titoli nobiliari e di essere un uomo di malaffare e qui è necessaria una premessa: A - Il mio assistito è de jure Principe di S. Sofia. Ora, se da un lato la repubblica non riconosce tutela giuridica ed efficacia ai titoli nobiliari, è però vero che se un titolo esibito è storicamente valido, chi lo definisca fasullo commette il reato di diffamazione perché travisa la realtà e mette in ridicolo, asserendo il falso, la onorabilità ed il decoro dell’investito. La Suprema Corte di Cassazione si è ripetutamente pronunciata in proposito. Orbene: la autenticità del titolo del mio assistito deriva dall’Atto di abdicazione-devoluzione a Suo favore di Alessandro d’Epiro, atto la cui validità giuridica e l’esattezza sono state attestate dal Tribunale di Torino. Protocollo 11950 10-09-2001. Alessandro è nipote della Regina Geraldina di Albania, moglie di Re Zog ed è riconosciuto come capo della minoranza greca d'Albania. Da un lato è ovvio che il titolo del mio assistito non risponde alle norme araldiche dell’ex Regno di Italia e come tale non potrebbe essere registrato presso il CNI, ciò non toglie che la devoluzione sia prevista nei diritti araldici balcanici che la rendono legittima ed inattaccabile. E comunque, quando si muove da monarchico italiano, mai si qualifica con quel titolo nobiliare. B- La esistenza storica dello Stato del Nord Epiro su cui si esercitarono i diritti di Alessandro d’Epiro ed oggi si esercitano i diritti successori del mio assistito per l’atto in epigrafe è sancita dal protocollo di Corfù, anno 1914, trattato internazionale riportato nel volume 23° di Trattati e Convenzioni fra il Regno d’Italia e gli altri stati, testo edito dal Ministero degli Esteri italiano! Il trattato fu firmato dagli allora Regno d’Italia, Impero austro-ungarico, Impero russo, Impero germanico, Repubblica francese ed Impero inglese. Se poi vi sono elementi talmente ignoranti da non conoscere la storia balcanica, ciò non li esime dal reato di diffamazione. C- Il trattato di cui sopra al punto 9 prevede espressamente il diritto di chi regga l’Epiro a conferire distinzioni onorifiche, leggasi cavalierati e titoli nobiliari. D- L’Università degli Studi di Messina, facoltà di Scienze politiche, ha pubblicato nell’anno 2003 la tesi di laurea L’ Epiro diviso e la minoranza greca d’Albania, dott. Olga Nassis, sotto la supervisione del Chiarissimo Prof. Saja, esperto di questioni balcaniche, tesi in cui si sono pubblicati vari documenti storici che dimostrano la fondatezza dei diritti del mio assistito. La tesi è di pubblica consultazione. E- Il mio assistito, tuttavia, non ha mai fatto commercio di distinzioni onorifiche o di titoli nobiliari e vive col suo stipendio di docente di lettere e col provento di suoi terreni di famiglia. F- In passato, 4 anni fa, il nome del mio assistito venne coinvolto indebitamente in una vicenda relativa a un presunto “commercio” di onorificenze cavalleresche pontificie, si disse che il P.pe di S.Sofia aveva venduto onorificenze pontificie, in seguito la Magistratura ha archiviato le accuse a carico del Principe di S. Sofia, per non aver commesso il fatto. Cosa era successo? Era successo che tale tenente Federico Pirola, che aveva chiesto al P.pe di poter collaborare con lui a questioni balcaniche perché era stato colà (Kosovo) operativo in una missione di pace , aveva usato indebitamente il nome del mio caro amico per , pare, vendere cose pro domo sua che col mio amico nulla c'entravano e di cui il mio amico nulla sapeva. Chi insistesse a proporre accuse che si sono dimostrate in sede giudiziale infondate commette il reato di diffamazione. Prova di quanto dico è che il mio amico non è mai stato in carcere, non è mai stato processato, non è mai stato condannato ed ha la fedina penale immacolata. Inoltre tutto è stato archiviato prima ancora di andare a processo perché il fatto non sussiste!!! Lei sa meglio di me come agiscano le malelingue: pensiamo alle falsità che di recente hanno detto contro S.A.R. il P.pe Vittorio Emanuele. G- A prescindere dal titolo di Principe di S. Sofia il mio assistito non è borghese, la di lui famiglia è censita ai fini araldici italiani come nobile nel testo Albo Nazionale Famiglie Nobili, Associazione Historiae Fides, anno 1965, Milano, autore il Nob. Don Vittorio Urbano Crivelli Visconti, che donò la prima copia a S.M. il Re Umberto II nell’esilio di Cascais. Inoltre è Fidalgo del Portogallo perché Comm. dell’ Ordine di Nostra Signora di Villa Vicosa di Dom Duarte ed è in ottimi rapporti con S.A.I. Philip Makonnen Selassiè che lo ha cooptato nella Casa Imperiale in segno di amicizia e gode della stima della famiglia Napoleon. Posso mandarle i documenti. F- Il nome del mio assistito è stato indebitamente associato ad altri personaggi di cui il mio assistito ha avuto la ventura di fare in passato la conoscenza, ma è evidente che conoscere una persona non rende responsabili delle azioni di tali persone. Le scrivo perché sarebbe giusto che lei riferisse questi fatti a S.A.R. perché non è giusto che si sparli di un innocente e lo si diffami. Avv. Adolfo Miani
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