La cooperazione bilaterale e multilaterale è cruciale per combattere e gestire gli incendi boschivi, che nell’emisfero occidentale stanno aumentando ad un ritmo impressionante, ha dichiarato oggi la FAO.
Per la prima volta nella storia, i capi di tutte le agenzie forestali nazionali nel Nord, Centro e Sud del continente americano e nei Caraibi si incontrano a San Josè, in Costa Rica, il 23 ottobre in occasione della Conferenza Panamericana sugli incendi forestali. Essi faranno il punto sugli incendi boschivi nelle Americhe e creeranno 4 reti di collegamento regionali per combatterli. Questi networks " per il Sud America, l’America Centrale, i Caraibi ed il Nord America - saranno insediati sotto gli auspici della Strategia internazionale per la riduzione delle calamità (ISDR) delle Nazioni Unite.
“Una collaborazione ad hoc negli ambiti della formazione, della condivisione di informazioni e dell’aiuto di emergenza non è più sufficiente”, ha detto Mike Jurvelius, un esperto nella gestione degli incendi boschivi della FAO. “Per affrontare opportunamente il problema degli incendi nei boschi abbiamo bisogno di costituire dei networks, per sviluppare strategie e facilitare lo scambio di personale ed attrezzature nella regione”.
Danni e costi immensi
L’area dei boschi bruciati dal fuoco nella regione è significativa ed i costi per domarli sono alti.
Nel 2002, gli Stati Uniti hanno registrato la più vasta area di boschi bruciati da incendi forestali dal 1960, 2,8 milioni di ettari, con un costo per i contribuenti americani di 1,7 miliardi di dollari solo per domarli. Ciò non include il danno al patrimonio e per le vite perse. Tale tendenza sta continuando e quest’anno è già scoppiato un esteso incendio in Alaska.
Negli anni ’90, circa un milione di ettari sono andati bruciati in media ogni anno sia in Argentina che in Bolivia e l’equivalente di 1,5 milioni di ettari in media sono stati consumati dal fuoco ogni anno in Brasile.
Nel 2003 sono state dichiarate emergenze nazionali dovute alle fiamme sia in Guatemala che in Nicaragua. Quest’anno vasti incendi sono scoppiati nella regione del Mato Grosso, in Brasile.
In Canada, una media di 2,5 milioni di ettari l’anno sta andando perduta a causa di incendi ed il costo per domarli si colloca tra i 300 milioni ed i 500 milioni di dollari l’anno.
Cambiamento climatico e strumento della povertà
Il cambiamento climatico può portare ad un aumento degli incendi boschivi. Il fenomeno El Niño, che è una variazione climatica naturale, e gli uragani stanno causando grandi incendi, ed i venti variabili stanno rendendo più difficile domarli, come sperimentato nei Caraibi lo scorso settembre. Modelli scientifici indicano un incremento degli incendi boschivi in molte regioni in seguito al previsto cambiamento climatico causato da emissioni di gas serra.
“Il 95% degli incendi boschivi incontrollati sono appiccati dall’uomo. Il resto dai fulmini”, ha affermato Mike Jurvelius. “Gli incendi causati dall’uomo includono sia quelli volontari che sfuggono al controllo, sia quelli appiccati accidentalmente o da piromani”, ha spiegato.
La capacità di controllare gli incendi dipende dal livello di sviluppo economico, dalla sensibilità e dall’impiego di tecnologia nel Paese o nella comunità locale.
In America Latina, la maggior parte degli incendi si verificano in povere aree rurali, dove i piccoli proprietari non hanno la tecnologia per controllarli e per i quali il fuoco è il solo strumento disponibile, facile ed economico per continuare il loro tradizionale utilizzo della terra. Gli incendi sono usati per disboscare il terreno per l’agricoltura, per insediamenti umani oppure per migliorare i pascoli per il bestiame. Vengono utilizzati anche per disboscare aree per la caccia.
Nella regione caraibica, la maggior parte degli incendi boschivi si associa alle foreste secche e ad una maggiore densità di popolazione.
Networks regionali per rafforzare la collaborazione
Per affrontare il problema degli incendi boschivi nelle Americhe, la FAO appoggia la costituzione di quattro networks regionali che coinvolgano tutti i ministeri responsabili, non solo quelli dell’ambiente o delle foreste, cui spetta generalmente la pertinenza, ma anche quelli dell’agricoltura. Queste reti di collegamento rafforzeranno la collaborazione all’interno della regione, favoriranno accordi sugli incendi boschivi e faciliteranno lo scambio di risorse tecniche ed umane.
“I networks sono necessari per promuovere la formazione pratica del personale, predisporre basi di dati sugli incendi boschivi e per scambiare informazioni tra i Paesi sulle conoscenze acquisite nella prevenzione e nella lotta ad essi; tutto ciò faciliterà un’efficace gestione di tali incendi sia al livello nazionale che regionale”, ha dichiarato Jurvelius.
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DI DUNDAR KESAPLI-
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