A seguito di un dibattito sul nostalgismo provocato da un recente articolo pubblicato da "il Giornale" sulla figura politica di Benito Mussolini, in cui, con un paragone a mio avviso inappropriato, si fa presente che se per il duce esiste ancora oggi un forte nostalgismo, così non è per Re Vittorio Emanuele III, vorrei fare alcune puntualizzazioni:
- i nostalgici di Mussolini, sono appunto nostalgici di un’idea politica, il fascismo, che si incentrava sul culto di una persona che oggi non è più tra noi, conseguentemente non possono che essere nostalgici.
- i nostalgici di Vittorio Emanuele III, sono inevitabilmente pochi, non per questioni di popolarità o storiche ma per il semplice fatto che i monarchici sono in minima parte tali per questioni di nostalgismo, lo sono invece in quanto sostengono un’idea politico istituzionale, appunto la Monarchia.
- chi tenta periodicamente di screditare l’istituzione monarchica, ponendo giudizi su questioni storiche che appartengono a periodi temporali inevitabilmente passati, fa solo della retorica e della retrologia e questo, nel caso particolare di Vittorio Emanuele III, lo sostengo a prescindere dal fatto che molti non vogliono vedere i fatti per quelli che furono ma semplicemente proseguono la propaganda che fu della R.S.I. prima e dei comunisti dopo.
- un altro grave errore in cui molti incampano nel valutare la particolare storia italiana della prima metà del Ventesimo secolo è di voler associare l’istituzione monarchica al fascismo non solo per una questione di fatti politici ma anche da un punto di vista ideologico; ma così non è perché la Monarchia sabauda, nel periodo del Regno d’Italia, ha concesso molti diritti fondamentali e la prima costituzione, mentre il fascismo si è basato sulla revoca e la limitazione dei diritti ed è quindi sempre stato in antitesi ideologica col monarchismo italiano, questo nonostante i fatti storici noti e nonostante ci fossero e ci sia una minima parte di monarchici che sono anche nostalgici del fascismo.
- sul nostalgismo, si può anche semplicemente sostenere che, sebbene questo coesista in senso "buono" nelle file dei monarchici, non è su questo che ci basiamo, noi guardiamo avanti, non indietro. Ideologicamente la monarchia ha sempre un nuovo potenziale Sovrano pronto a succedere al precedente, la dittatura no e tantomeno la repubblica, che deve periodicamente scadere negli interessi di parte per una elezione. E se una dittatura avesse un sistema di successione, sarebbe una monarchia assoluta come di fatto lo è la Corea del Nord, che è una Monarchia assoluta non coronata che per tradizione preferisce definirsi repubblica popolare democratica.
- tutto questo dovrebbe far capire anche ai più gnucchi che un paragone tra monarchia e fascismo, non ha assolutamente senso, specialmente quando lo si vorrebbe porre su questioni di peso numerico del nostalgismo.
- si nota inoltre una macroscopica incongruenza tra molti sostenitori della forma istituzionale repubblicana, i quali sono contrari all’ereditarietà ma sono sempre pronti a giudicare le Monarchie secondo quel principio; cioè, per esempio, loro spesso sostengono che una determinata monarchia non va bene per le azioni di un Re del passato e che questo pregiudica la successione o il proseguimento dell’esistenza di quella monarchia, quindi applicano un metro di giudizio che utilizza un concetto al quale sono contrari (l’ereditarietà) per sostenere le proprie idee.
- chi sostiene l’istituzione monarchica in tempi di repubblica, sebbene in genere sia conscio dell’importanza che la storia ha per la comprensione del processo evolutivo della società, non basa i propri principi sulla difesa della storia ma sulla superiorità dell’istituto monarchico rispetto a quello repubblicano e per comprendere questo fatto, basta analizzare le società contemporanee e paragonarle in base alla forma istituzionale.
- sebbene alle persone semplici il concetto di ereditarietà per la carica istituzionale possa apparire una cosa del passato, anche nella società contemporanea offre il vantaggio di fornire a una Nazione un Capo di Stato, Re, Regina o Principe che sia, svincolato dalla politica partitica e quindi incline a fare gl’interessi del Popolo, invece che quelli del proprio partito politico o fazione. Un Re mantiene la sua posizione facendo il bene del proprio popolo, mentre un Presidente, essendo transitorio e rappresentando la verticalizzazione della politica partitica fino alla carica istituzionale, tende a sostenere un interesse immediato, spicciolo e di parte che, porta in genere a divisioni ideologiche maggiori di quelle presenti nelle Monarchie.
Matteo Cornelius Sullivan
Reggente del Partito della Alternativa Monarchica
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