Foggia: Da dove cominciare? Il punto di partenza consiste nell’accettarsi per quello che si è. Pregi e difetti, limiti e potenzialità , bene e male, voi siete quello che siete.
E allora da dove cominciamo?... Dal dissolvere l’ombra nella luce. Chi dice bello, crea al tempo stesso il non bello. Chi dice buono, crea al tempo stesso il non buono.
Essere determina non essere. Complessità determina semplicità , alto determina basso, sonoro determina insonoro, determinato determina indeterminato, presente determina passato. Così l’illuminato opera senza agire, insegna senza parlare.
Egli porta ogni cosa in se rivolta all’unità . Genera e non si appropria di nulla, compie la sua vita senza esigere successo. Poichè nulla esige, nulla perde. Lao-Tse Nella luce non c’è ombra, altrimenti non sarebbe luce, quando diciamo è bello, noi escludiamo. Dicendo "non è bene" poniamo dei limiti, Tutto ciò che viene escluso crea un’ombra, non è che accantonandola la facciamo sparire, poichè nulla scompare.
Tutto ciò che viene escluso, lo si porta in sè come un ombra. E ci si identifica, solo ed esclusivamente , con ciò che si accetta.
Si pesa e si soppesa, ci si ritiene giusti, si afferma che una cosa è giusta e l’altra no.. Noi chiamiamo ombra tutte le possibilità della realtà che rifiutiamo, che non vogliamo accogliere in noi, che non vogliamo vedere e di cui siamo perciò incoscienti. L’ombra costituisce per l’uomo un grande pericolo, perché se la porta dentro senza conoscerla e senza sospettare l’esistenza. Egli proietta sul mondo esterno come un male anonimo. Tutto ciò che, inconsciamente, nasconde in questa ombra, temendo soprattutto di attirare questo male su di sè” . (Th. Dethlefsen, R. Dahlke. “Malattia r destino” , ed. Mediterranee). E tutto ciò che impensierisce che non si vuole vedere.
Lo si proietta fuori di se, e rinviandolo fuori di sè, si crea l’illusione di sbarazzarsene. Tuttavia, l’ombra di per sè non esiste.
E’ collegata alla realtà della luce, e per poter scomparire deve tornare alla luce. Quindi chi cerca, dovrà far dono della sua ombra alla luce, dovrà accogliere ciò che rifiuta, ciò che esclude. Se rimane in noi, anche la più piccola traccia d’ombra, non saremo mai nella luce. E se rimane anche la più piccola traccia d’ombra, si continuerà a combattere negli altri la propria ombra. Chi crede in maniera conscia di nutrire il bene, in maniera inconscia nutre il male. Qua non parliamo dell’unico bene che unisce, ma del bene che esclude, suscitando conflitti. Questo non può essere il bene. Il male è forza mal riposta.. nel tempo.. nello spazio.. nelle proporzioni. Il male è separare.
Il male è vedere bene e male separati. Il bene l’unico bene è unità Il bene che esclude e che generà conflitti non è bene. Nella dualità si è tutti peccatori, quando si separa il bene dal male, se non si fugge il male si è colpevoli. Al cercatore di luce non sono richieste grandi prove, o chissà quali sacrifici, gli è richiesto soltanto di guardare. quello che si è sempre rifiutato di guardare. Sembra semplice ma non lo è.
Il cercatore per arrivare all’unità , deve abbandonare la dualità , prima in sè , poi verso gli altri e infine di fronte al mondo . Un cercatore di luce cerca la verità , niente altro che la verità .
Fine prima parte.
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