Europa: liberalizzazione nella raccolta dei diritti online

167.1K visualizzazioni

Rivoluzione in vista nel webcasting radio-televisivo del vecchio continente: il commissario europeo alla Concorrenza, l’italiano Mario Monti, ha appena rilasciato un piano che prevede la liberalizzazione dei diritti di trasmissione delle opere tutelate da diritto d’autore in Rete. In sostanza, quando il piano sarà operativo, ogni stazione radio o TV potrà scegliere di versare le royalty all’autorità che applica le tariffe più vantaggiose, tra quelle presenti nei 22 paesi del Mercato Comune. Le Web radio italiane, quindi, non saranno più costrette a pagare la SIAE, ma potranno scegliere di versare i diritti d’autore alla corrispondente autorità spagnola piuttosto che a quella tedesca o norvegese.

Attualmente, una radio o una TV via etere che vogliano trasmettere anche in Rete devono pagare una tariffa extra. In alcuni paesi europei il prezzo è talmente alto che molte emittenti rinunciano all’impresa. A giugno, il Copyright Office statunitense si era trovato ad affrontare la stessa materia e alla fine aveva stabilito che le radio statunitensi avrebbero dovuto versare agli autori e agli editori dei brani trasmessi 70 centesimi di dollaro ogni mille ascolti. Gli operatori statunitensi avevano dichiarato che la decisione del Copyright Office avrebbe costretto molti di loro a chiudere.

Il piano di Monti prevede che ogni società per la raccolta dei diritti abbia la possibilità di estendere la propria autorità a tutta l’area del Mercato Comune. Secondo gli esponenti della Commissione Europea si tratta soltanto del primo passo verso l’introduzione della libera concorrenza nella raccolta dei diritti d’autore.

Bisogna specificare che i tempi per l’attuazione del piano non si annunciano brevissimi: le singole società nazionali avranno tempo fino alla fine dell’anno prossimo per adempiere ai propri doveri nei confronti della Commissione. Entro quella data, la SIAE e le altre dovranno dividere le proprie tariffe in due parti, una da destinare ai costi amministrativi, l’altra ai diritti veri e propri. Solo allora i webcaster europei avranno la possibilità di confrontare le varie offerte.

Alessio