SU SECONDLIFE IL VIRTUAL LIVE DI LUCA NESTI

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SU SECONDLIFE IL VIRTUAL LIVE DI LUCA NESTI

"Luca e Andrea, siamo in onda". E’ la voce di Bruno Cerboni, l’organizzatore del concerto, accompagnata da un fischio.- 

Piazza Navona dei Parioli, venue "virtuale" e"concettuale" dentro Secondlife, il nuovo mondo che conta due milioni di utenti, va riempiendosi di spettatori.

Gli avatar, dentro a un pc, vengono raffigurati come persone e vivono in uno spazio virtuale con un proprio nome e un cognome predefinito: c’è Steve Rey, c’è Radio DeeJay che ha intervistato Luca Nesti, ci sono giornalisti, qualche scrittore e tanti appassionati di musica e di internet, tutti in attesa del concerto di Luca Neher, lo pseudonimo virtuale di Luca Nesti.

Si vede il palco vuoto. Luca Nesti da casa sua con tutta la sua attrezzatura e il suo pc manda il segnale a un server su una "gride" di 4 mila computer che stanno a San Francisco. Da lì il segnale viene mandato in tutto il mondo, e tutte le persone collegate a Secondlife possono ascoltare dal vivo il concerto di Luca Nesti.

Il primo concerto virtuale su Second Life è stato quello di Suzanne Vega. Il secondo è proprio quello di Luca Nesti, "l’artigiano".

Intanto Luca sta gestendo lo streaming e può parlare. Si sente già un fischio. A proposito di fischi, oggi così di moda...

Sul palco c’è una bella signorina e la custodia della chitarra è già aperta.

Lì intorno c’è già parecchia gente assiepata, molti con la maglietta dell’evento legato a Taxi Channel sul canale satellitare. Il presentatore inizia a chattare con Luca, che ha ancora dei problemi con l’audio.

Julia Simons dice che stiamo per iniziare. Sta tutto a posto allora. Invece l’audio va giù, ma è tenace il popolo della rete. Tenace e variegato. c’è Georgette, una ragazza di Matera che si occupa di spettacolo. c’è una ragazza olandese che viene in vacanza in Umbria e ha il fidanzato in Nord America. Un giornalista, Marco Marrei, net reporter. c’è Vittorio, architetto friulano.

Aspettiamo il segnale da Second Life. Luca inizia il soundcheck virtuale.

Alle 11 e 15 arriva l’audio: "Sta per iniziare il concerto di Luca Neher"

Ci siamo? Ci siamo. Luca Nesti è apparso sul palco virtuale.

È partito l’audio, ma è musica classica. Che sarà ? Intanto qualcuno ha scritto che si sente la chitarra. Qualcun altro chiede se c’è un bar dove bere per dimenticare!

Momenti di imbarazzo. L’audio non và . Gli organizzatori valutano la possibilità di annullare il concerto e rimandare la gente a casa. Il presentatore sale sul palco per annullare tutto, ma finalmente, provvindenziale parte la musica: quello sporco e vero mix tra rock e musica d'autore di Luca Nesti, che rompe le barriere virtuali e irrompe all’improvviso: bravissimo.

Il presentatore si dilegua, il concerto è partito. Dopo il primo pezzo, veramente notevole, la performance si interrompe, ancora problemi tecnici.

Passano altri istanti di imbarazzo, non molto virtuale.

"Ci dovremmo essere, tutto risolto in qualche modo - dice finalmente Luca - fate un cenno e poi parto"

"Ci hai salvato dai pomodori", dice Bruno Cerboni e finalmente alle 11 e 40 si riparte.

Una cosa grande, più grande di noi. Mondiale, straordinaria.

”Un vecchio amico mi ha fatto entrare in questo metamondo - dice Luca - qui dove parte tutto da zero". Entriamo anche noi, partendo da zero, nel mondo musicale di Luca Nesti, con un occhio al monitor del pc e l’altro sul canale satellitare di Taxi Channel che trasmette tutto in diretta.

Parte il primo pezzo, con quella voce sporca, roca e vissuta che invita a "suonare, suonare" e ci avvicina subito al mondo di Luca. Sanguigno, toscano, echi duri e vissuti che si sentono subito alla prima nota.-  "Per tornare a girare là dove c’è musica" prosegue l’avatar Luca Neher, alias Luca Nesti.

Anche se siamo su Secondlife la chitarra si scorda e bisogna riaccordarla. Parte così il secondo brano. Una ballata romantica, unica, di quelle che solo Luca Nesti sa fare, nuovo Ivano Fossati, sporco come il primo Ligabue, che ricorda quando si faceva "sega" a scuola, un po’ come il sabato pomeriggio di Claudio Baglioni.

Dal sito arrivano immagini del palco dall’alto veramente uniche e originali.

Una sapiente miscela tra tecnologia del terzo millennio e canzoni da falò, tra anima e bit, tra cuore e pc, tra innovazione e impegno.

Parte il terzo pezzo e i conduttori si perdono a renderizzare, così dicono, il mondo di Secondlife, che è anche un mondo di arte e cultura legato alle nuove tecnologie e ci allontana dal concerto per poi ritornarci con un bel volo.

"Dalla fine del mondo" grida Luca Nesti con quell’intensità che solo a lui appartiene, al termine del suo terzo brano, per poi passare ai pacchi della televisione con lo sfogo de "Il conduttore", canzone di denuncia, bella, forte e nuova: "Chi ti radiocomanda mentre fai la manomorta, tu che plagi i ragazzi e urli da re?”.

Tosta, da meritare l’airplay televisivo e radiofonico che non- avrà mai. Per forza, qui ci sono nomi e cognomi in grande- anticipo sulla Vallettopoli e sulla Lelemoropoli che hanno colpito l’immaginario degli italiani. c’è scritto tutto. Profetico e vero. Meriterebbe di essere scritta in un box a fianco degli articoli che ci raccontano solo una parte dello sporco della televisione berlusconiana presente su tutti i canali.

Parte subito dopo un'altra canzone. Lieve e greve insieme, dolce e violenta, lenta e rock, come sanno essere le canzoni tratte dai cd di Luca, "l’artigiano", dal titolo umile ma di grande qualità e "Ho cambiato idea" che con "Il politico perfetto" l’ha portato all’attenzione delle classifiche indipendenti arrivando tra i primi posti della Indie Music Like, l’indice di gradimento realizzato dai nuovi media musicali promossi dal MEI.

Prosegue così il viaggio tecnologico, meraviglioso, virtuale ma reale, che ci porta nella nuova canzone d'autore italiana, quella che ha una schiera di giovani artisti emergenti che insieme a Luca Nesti, come purtroppo accade in tanti altri settori della nostra società , non riesce a scalzare la ormai vecchia guardia del cantautorato nazionale, che ancora imperversa non mollando neanche un centimetro di palco a nuove proposte belle come- questa.

Ma il passaggio generazionale prima o poi arriverà . E Luca Nesti, senza cercare il successo facile e il consenso commerciale, potrà avere quella ribalta che si merita. Per la sua sincerità , per la sua creatività e per la sua capacità di rinnovare quella musica d'autore doc del nostro paese che ha trai suoi maestri, insieme, la scuola genovese con una spruzzata di tanti altri echi, ma che ha un grande bisogno di nuovi e giovani cantori.

"Mastica e sputa" sussurra Luca per poi alzare, come nella sua abitudine, il registro dell’invettiva con la voce e la chitarra sempre più forti.
Arriva verso la fine del concerto la confessione che sono "i soliti accordi" come hanno detto in tanti,'sti soliti accordi con cui, però,- lui ci ha fatto canzoni bellissime per artiste come Mina e- Anna Oxa, colonne sonore per film come Mediterraneo e che ci ripropone in una short version per poi tornare ai suoi brani.

"Sono-  un-  trafficante d'amore seduto su un pianoforte a trafficare le note". Poesia nuda e cruda, che parla di libertà e "angoli di vita con una via d'uscita" bellissimi, carichi di echi emozionanti.

Il fratello maggiore Ivano Fossati si sente.

"Io voglio per te la fine di un dolore e un santo guaritore che ti lascia andare felice anche senza me", non c’è frase più bella per chiudere il concerto su Secondlife, quest’evento mediatico che ha mescolato internet, tv satellitare, informazione e musica, la musica di Luca Nesti.

Un evento veramente strabiliante che un giorno forse proveremo tutti insieme e che vivremo in modo normale. "Lo voglio per te" conclude in un impeto d'amore altruistico e sincero l’esibizione di Luca Nesti in questo metamondo in cui siamo partiti insieme da zero per uscirne molto più ricchi. Da zero a mille. Minimo.

Giordano Sangiorgi