Osservatorio Permanente della Società dell’Informazione

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie

Federcomin e Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie

Roma, 15 novembre 2004 - L’Osservatorio Permanente della Società dell’Informazione, realizzato dal Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie e Federcomin con la collaborazione di due istituti di ricerca (IDC e Nielsen Media Research), si propone di diventare il punto di riferimento dello stato di sviluppo della Società dell’Informazione in Italia.

L’Osservatorio, che ha periodicità semestrale, intende analizzare la domanda nei segmenti delle imprese, cittadini ed istituzioni, aggregando i dati intorno a due focus principali: l’utilizzo dell’ICT, come misura della competitività del Paese, e lo sviluppo dei servizi innovativi. Osservando globalmente tutti gli indicatori che sono stati esaminati nella ricerca, il quadro che ne deriva riflette zone di luce e zone di ombra: se, da un lato, i servizi internet di base presentano tassi di adozione in netta crescita (come ad esempio la banda larga), l’utilizzo di applicazioni più sofisticate, quali e-Procurement, e-Commerce, e-Learning, è ancora molto contenuto.

Qual è, a giugno 2004, la situazione in Italia?

Ecco una sintesi dei dati più significativi appena emersi dall’Osservatorio:

Il settore ICT in Italia

Il numero totale delle imprese italiane del comparto ICT è pari a circa 100.000 unità : 77.300 sono le imprese attive senza situazione di criticità , 32.000 quelle strutturate (con addetti, dipendenti o indipendenti) e organizzate con la finalità di svolgere attività di impresa, 28.700 sono le forme societarie aventi dipendenti.

Gli addetti occupati nei settori IT e TLC ammontano, in Italia, a 4,4% dell’occupazione totale. Nel confronto con gli altri Paesi, l’Italia rimane ancora sotto la media europea.

L’uso di Internet nelle imprese

La quasi totalità delle aziende medio-grandi accede ormai a Internet e una quota significativa di esse ha sviluppato una o più piattaforme "a valore aggiunto" basate su Internet, attraverso le quali collegarsi ai propri dipendenti, ai clienti e fornitori, o alla pubblica amministrazione. Qualche ritardo emerge nella fascia dimensionale più bassa delle imprese (classe 1-9 addetti), in cui il ricorso a Internet rimane ancora di poco superiore al 43%. Il 45,3% delle imprese ha un collegamento a banda larga. Ma tale valore aumenta con la dimensione delle imprese, fino a quasi il 95% per le imprese con più di 250 addetti.

L’uso di Internet nelle famiglie

Quasi 27 milioni (pari al 47% della popolazione) hanno accesso a Internet da casa. Il 56% delle famiglie italiane dispone di un PC domestico, valore in linea con quelli di altri Paesi dell’Europa centrale, ma abbastanza lontano dal grado di penetrazione del PC nelle famiglie del nord Europa (ad esempio la Svezia ha una penetrazione di PC nelle famiglie pari al 72%). Di tutti i PC domestici, l’81% è collegato a Internet, mentre le famiglie con accesso a Internet, sul totale delle famiglie italiane, è pari a circa 42%, con un incremento del 10% negli ultimi dodici mesi. Quello italiano è il secondo tasso di crescita in Europa, dopo il 13% della Germania. L’Italia si pone dopo la Svezia (circa 64%), UK (45%) e Germania (44%), con un potenziale di sviluppo ancora ampio. Le famiglie con collegamento ad Internet, per il 33% sono collegate in banda larga.

La sicurezza on line

Nelle aziende sopra i 50 dipendenti (ovvero quelle più connesse in rete) la quasi totalità delle imprese ha già adottato più di un sistema di sicurezza informatica. Più scoperte sembrano essere le realtà di piccole dimensioni, che solo nel 22% dei casi dispongono di almeno due sistemi di sicurezza informatica

La maggior parte degli utilizzatori Internet da casa (64%) si è dotato di misure di sicurezza per proteggere il computer e di questi il 48% lo ha fatto da più di un anno.

e-Government

Circa un terzo (33,6%) delle imprese italiane utilizza regolarmente lo strumento Internet per contattare la Pubblica amministrazione. Questa soglia accomuna in particolare le imprese con meno di 50 addetti; il contatto con la PA risulta in crescita nella classe di aziende che hanno un numero di addetti compreso tra 50 e 250 (47%), mentre nelle imprese di dimensioni maggiori la comunicazione con gli enti pubblici appare molto diffusa (85%).

I siti della PA sono stati consultati, nel secondo trimestre del 2004, da oltre 10 milioni di cittadini: il 17% in più rispetto allo stesso periodo del 2003. Gli italiani ricorrono all’e-Government soprattutto per ricercare informazioni (così dichiara il 77,3% degli utilizzatori di questi siti); solo il 38,3% per scaricare moduli, e si dichiarano soddisfatti dell’offerta attuale (così si esprime il 62.6% degli utilizzatori di questi siti).

La scuola

Secondo uno studio del Ministero dell’Istruzione, per un totale di 5,8 milioni di studenti distribuiti nei tre livelli delle scuole dell’obbligo, sono disponibili oltre 500 mila computer: uno ogni 10,9 studenti. Circa 456 mila di questi computer sono anche connessi. Nelle scuole italiane pertanto c’è un computer collegato alla rete ogni 12,8 studenti.

e-Business

Il valore totale della spesa e-Commerce nel 2003 è stata pari a quasi 43.000 milioni di euro, con un aumento rispetto al 2002 del 43,3%. Per il 2004 si prevede un andamento ancora più positivo, con un trend di crescita rispetto al 2003 intorno al 70%. Si stima pari a 3,2% il peso dell’e-Commerce sul fatturato delle imprese in Italia.

L’utilizzo di Internet da parte dei cittadini a finalità di e-Commerce è ancora a uno stadio semi-iniziale: solo il 6,8% del navigatori attivi utilizza il web con questa finalità . Una delle barriere maggiori alla diffusione dell’e-Commerce riguarda sicurezza e privacy: la scarsa fiducia verso i pagamenti on-line e la scarsa propensione a lasciare i propri dati sensibili.

e-Health

Solo il 4,4%. di ospedali consentono di prenotare on line una visita. Nelle strutture sanitarie il 65% dei medici generici ha accesso a Internet.

Il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, ha così commentato la nascita dell’Osservatorio permanente della Società dell’Informazione: “L’analisi della domanda di tecnologie da parte del mondo imprenditoriale è utile per capire il grado di penetrazione di queste e il relativo grado di sensibilità tecnologica presente in azienda (propensione agli investimenti, cultura web): vedere le tecnologie non più come costo ma come leva per la crescita, per colmare il divario digitale che differenzia ancora le piccole-medie imprese dalle grandi e per utilizzarle come supporto alla sempre più necessaria internazionalizzazione. Parallelamente, il grado di preparazione tecnologica dei cittadini e la consapevolezza nell’uso delle ICT sono utili per prevedere gli sviluppi della domanda di servizi tecnologici richiesti dalle famiglie”.

Alberto Tripi, Presidente Federcomin, ha dichiarato: ”ll quadro che emerge nell’Osservatorio Permanente Federcomin-Dit, contiene luci e ombre. È l’immagine contrastata e “transitoria” di un settore - quello dell’ICT - dove i segnali di ottimismo che provengono dallo sviluppo delle telecomunicazioni mobili e dalla diffusione dei servizi di base nelle famiglie e nelle PA si contrappongono alla modestia degli investimenti IT nelle imprese (soprattutto nelle PMI) e all’insufficiente utilizzo di tecnologie a scopi educativi e commerciali. Ma dall’insieme dei dati, correttamente raccolti e aggregati dall’Osservatorio Permanente, è possibile prendere le mosse per costruire una strategia d’impresa e una politica di intervento, che consentono di ridare slancio e contenuto al riscatto competitivo del Sistema-Italia”.

Al sito http://www.federcomin.it è disponibile un Summary e il testo integrale dell’Osservatorio.