Milano, 5 settembre 2011 - Onorevole Presidente Silvio Berlusconi ciò che mi spinge a scriverle è l’attuale situazione del nostro paese. Dal 1990 Mediawatch " Osservatorio Giornalistico si occupa di ricerca e di studio, attraverso i media e il mondo della comunicazione, dei temi di attualità e contribuisce con i propri dati all’analisi delle progettualità soprattutto dal punto di vista dell’opinione pubblica. Personalmente sono un giornalista esperto di comunicazione media con una specializzazione sulle inversioni di mercato. In questi anni spesso sono state pubblicate sui principali media le nostre ricerche; dati che poi sono stati puntualmente confermati anche da referendum o sondaggi e sono state un valido aiuto e spunto di riflessione per alcuni politici fino ad arrivare ad essere interpellanze parlamentari.
E’ nostra opinione che i suoi governi abbiano, in molte occasioni, avuto buona volontà e interessanti innovazioni anche molto importanti per la crescita del Paese. E’ anche indubbia la sua grande predisposizione imprenditoriale e manageriale, tuttavia non si evince dal suo operato la stessa attenzione e “pathos” che ha dedicato alle sue aziende. Con ogni buona probabilità se avesse davvero sentito sua la missione “Stato” non avrebbe consentito molte delle cose che si sono verificate. E’ nostra opinione che lei non abbia considerato il Consiglio dei Ministri come un Consiglio di Amministrazione, la Camera ed il Senato come Revisori dei conti e Sindaci. Così facendo non ha colto l’opportunità di creare un opera compiuta. Non ha colto l’opportunità di essere un head hunting trovando nuovi talenti e valorizzando una nuova classe dirigente, nonostante lei stesso si sia reso conto che i migliori risultati sono stati realizzati dai componenti più giovani e i più intraprendenti dei suoi governi.
Alcune analisi dei suoi governi sono state addirittura contraddette dagli eventi successivi mi riferisco, in particolare, alle dichiarazioni del Ministro Giulio Tremonti che, nell’aprile 2009 a Panorama Economy, dichiarava:”In America nessuno più pensa a un fallimento globale, perché sono intervenuti i governi, e lo stesso accade nell’Est Europa e nell’Est asiatico. La paura di un crollo di borse e della finanza mi sembra finita e la gente ha tirato un sospiro di sollievo, perché è finito l’incubo degli incubi”.
In alcuni casi si è dovuto procedere ad un ravvedimento: mi riferisco, in particolare alle dichiarazioni del Ministro Paolo Romani che, in marzo 2011, perorava la necessità di investimenti in energia nucleare salvo poi ritornare sui suoi passi (in quel periodo proprio una nostra ricerca sul volere degli italiani in materia è stata interpellanza parlamentare).
Questa mia lettera non vuole, però, essere un’accusa sterile alle cose che sarebbero potute andare diversamente perché è nello spirito di Mediawatch, e mio, essere propositivi e concreti.
Le scrivo perché è necessario che lei si prenda cura e si occupi del nostro Paese come un buon padre di famiglia che, accorgendosi che è necessario fare dei cambiamenti importanti, se ne prenda oneri e onori. Oggi gli italiani le chiedono di prendere delle posizioni chiare e precise. Non c’è più spazio, tempo o voglia di bipolarismo, partitismo o guerre sociali. Il nostro Paese, la nostra cultura e la grande considerazione del Made in Italy nel mondo chiedono solamente di poter avere gli strumenti per poter continuare l’opera dei nostri padri e dei padri dei nostri padri, nulla di più e nulla di meno.
La storia ci insegna che grandi politici del passato hanno dovuto prendere delle decisioni impopolari sapendo che gli unici che sarebbero stati attaccati sarebbero stati loro fino, addirittura, a sacrificare la loro vita per il nostro Paese.
Lei, al contrario, ha la grande possibilità di entrare nella storia prendendo decisioni molto popolari e che aumenterebbero sia la sua notorietà positiva, sia il suo consenso personale, sia la fiducia nello Stato e nelle Istituzioni.
Gli italiani le stanno chiedendo a gran voce una nuova legge elettorale di vera scelta democratica, il dimezzamento di Onorevoli e Senatori, l’abolizione retroattiva del vitalizio, la soppressione delle Provincie e una fiscalizzazione della prostituzione.
Sebbene i numeri siano insufficienti per coprire la necessità della richiesta sono senza dubbio ciò che gli italiani considerano necessario per accogliere con entusiasmo anche altri sacrifici per il Paese. Da imprenditore sa benissimo che non potrebbe esistere un’azienda che ogni anno chiede ai propri investitori di coprire i buchi e rinvestire.
Lei ha una maggioranza che le consente di fare proprie queste richieste e farle approvare e se ciò non bastasse difficilmente qualcuno potrebbe motivare concretamente un’opposizione a tali provvedimenti senza diventare impopolare.
Demagogia e teatrino della politica (come definito dai media) devono lasciare la stanza dei bottoni; sono consentite solo in campagna elettorale. Una volta eletti il 100% dei nostri rappresentanti ha la responsabilità diretta e personale dell’andamento del Paese. Non esistono azioni di destra, di centro o di sinistra ma solo ed esclusivamente di buon senso.
Questo è quello che gli italiani stanno chiedendo a lei, al governo e a tutte le forze politiche.
Mediawatch " Osservatorio Giornalistico è da sempre un’associazione apolitica ed apartitica e questa mia lettera ha l’importante compito di dare un motivo di riflessione e un punto di vista che non vuole essere strumentalizzato o politicizzato ma è quello della gente comune che spesso non sa come poter esprimere la propria opinione.
L’occasione mi è gradita per porgerle cordiali saluti
CarloVittorio Giovannelli
Presidente Mediawatch ”€œOsservatorio Giornalistico
in allegato la lettera in formato PDF
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