La filiera del pesce è attualmente influenzata in maniera negativa dagli anelli successivi a quello iniziale costituito dai produttori, cioè dai pescatori, singoli o organizzati, come per lo più avviene, in cooperative.
Tale situazione influisce negativamente, è stato fatto rilevare nel corso di un incontro tenutosi al Teatro della Città del Gusto a Roma, sede prestigiosa del Gambero Rosso, dagli aderenti alla AGCI Agrital, Associazione Generale delle Cooperative Italiane, Settore Agro Ittico Alimentare, tanto che la domanda interna deve essere necessariamente soddisfatta attraverso integrazioni provenienti da importazioni che incidono in maniera fortemente negativa sui meccanismi di formazione del prezzo di vendita al consumo.
In tale situazione, il progetto “ Concentrazione del prodotto ittico proveniente dalle Cooperative aderenti e tendente a valorizzare la qualità del prodotto italiano al fine di migliorarne la commercializzazione“, finanziato dal MIPAAF e parte integrante di tutta una serie di iniziative intraprese da AGCI in materia di valorizzazione del pescato nazionale vede come obbiettivo la valorizzazione del nostro pescato che, non dimentichiamolo, è un prodotto di qualità assolutamente migliore di tanti altri che invadono, alterandone il prezzo, il mercato nazionale il quale meriterebbe invece di veder premiato il suo interesse per il prezioso alimento marino attraverso l’attribuzione di un vero e proprio marchio che ne distingua la qualità, quale ad esempio quello di “Solo Pesce Italiano“.
L’accorciamento della filiera che va dal momento del pescaggio al consumo è il traguardo che l’Associazione di Cooperative persegue attraverso l’utilizzo dei canali più svariati, anche attraverso la diretta commercializzazione del pescato in punti vendita di proprietà o ad essa associati.
In tal modo, si spera, le cooperative aderenti potranno recuperare valore aggiunto, diversificare le loro attività e mirare ad un futuro migliore che appare ora sempre più minacciato dalla progressiva perdita di redditività dell’attività di pesca, stretta tra aumenti dei costi ed assoluta stagnazione dei prezzi alla prima vendita ( quella cioè che avviene al momento dell’arrivo in porto del pescato ); l’attribuzione di un vero e proprio marchio di qualità al pesce italiano, perseguita anche attraverso la istituzione di una Agenzia Ittica titolare di alcune pescherie e collegata al sistema cooperativistico, può costituire il meritato premio alle cooperative medesime e far si che esse possano disincastrasi dalla situazione di pericolo in cui attualmente versano.
I risultati, cha appaiono al momento ottimistici, del progetto e delle speranze dei pescatori aderenti al sistema AGCI Agrital sono stati presentati a Roma dal Presidente nazionale Giampaolo Buonfiglio nel corso di un incontro al quale sono state abbinate delicate degustazioni di prodotti ittici, dimostrazioni attraverso le quali si è inteso anche dimostrare quanto versatile sia l’utilizzo del prodotto e quanto relativamente poco incida sulla sua degustazione l’utilizzo di sofisticate applicazioni di alta cucina, dimostrando altresì che quanto più semplice sia il modo di cucinare il pesce quanto maggiore è il risultato ottenuto in termini di risultati gustativi. Prova ne è stata il semplice e raffinato menù servito ai convenuti nel quale ha brillato una grigliata di scampi appena sfiorati alla griglia e che è servito a dimostrare il valore ed il gusto nonché la qualità del pescato proveniente dal mare nostrum.
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