Con il voto dello scorso 22 Dicembre del Senato, diventa legge la manovra finanziaria per il 2010.
l’Aula di Montecitorio aveva approvato il disegno di Legge Finanziaria 2010 con i relativi documenti di bilancio il 17 dicembre scorso. Il provvedimento è poi tornato al Senato per la terza lettura e l’approvazione definitiva che è stata data oggi senza ricorrere al voto di fiducia.
Legge Finanziaria e legge di Bilancio, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, entreranno in vigore il primo gennaio 2010.
Il testo definitivo della Finanziaria 2010 risulta profondamente modificato ed arricchito rispetto al disegno di legge approvato il 13 novembre scorso dal Senato.
Secondo il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il testo modificato "recepisce quello già votato dal Senato raccogliendone le indicazioni politiche". In particolare, le modifiche introdotte in commissione sono motivate dall’entità delle entrate provenienti dal cosiddetto scudo fiscale.
Presentazione
La finanziaria 2010 - con le modifiche introdotte in commissione Bilancio della Camera dei deputati - ammonta a quasi 9 miliardi di euro (8 miliardi 884 milioni di euro). Un giusto mix - l’ha definito l’on. Corsaro, relatore di maggioranza - tra interventi di interesse sociale, azioni per lo sviluppo economico ed interventi per il miglior funzionamento della pubblica amministrazione e per l’uso delle strutture della pubblica amministrazione.
Con 307 Si' e 271 No e 2 astenuti, la Camera dei deputati ha dunque approvato il 16 dicembre 2009 la fiducia che il governo ha posto sull’art.2 del disegno di legge finanziaria.
Dopo la fiducia, il 17 dicembre si è proceduto al voto finale da parte della Camera dei deputati al disegno di legge finanziaria 2010 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, al disegno di legge "Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012".
I provvedimenti passano ora al Senato per la terza lettura. Il voto finale del Senato è previsto per martedì 22 dicembre, per consentire alle leggi di bilancio di entrare in vigore il primo gennaio 2010.
Il testo della Finanziaria 2010 - licenziato il 4 dicembre scorso dalla Commissione Bilancio della Camera dei deputati - è profondamente modificato ed arricchito rispetto al disegno di legge approvato il 13 novembre scorso dal Senato.
Secondo il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il testo modificato "recepisce quello già votato dal Senato raccogliendone le indicazioni politiche". In particolare, le modifiche introdotte in commissione sono motivate dall’entità delle entrate provenienti dal cosiddetto scudo fiscale.
Il nuovo testo, infatti - nel rispetto dei vincoli di bilancio e di invarianza di saldi - recepisce il lavoro fatto in questi ultimi mesi dall’Esecutivo in materia di sanità ed assistenza alla disabilità , ammortizzatori sociali, premi di produttività , ricerca e 5 per mille, libri di testo per la scuola ed università , Banca del Mezzogiorno.
Il Ministro Tremonti - in Commissione bilancio - ha esposto non solo l’entità e la dimensione, in termini quantitativi, dell’intervento aggiuntivo rispetto al testo che era stato varato dal Senato, ma ha anche sostanzialmente evidenziato il quadro di riferimento generale del sistema economico, della collocazione del nostro Paese nella graduatoria rispetto all’andamento economico generale.
Secondo l’on. Marinello, uno dei relatori di maggioranza intervenuto in aula alla Camera "si è proceduto, sostanzialmente, ad un riparto delle maggiori entrate derivanti dallo scudo, mantenendo la promessa fatta a suo tempo dal Ministro Tremonti di procedere sollecitamente alla spesa non appena avesse avuto contezza delle maggiori entrate".
In particolare, per quanto concerne gli effetti sui saldi di finanza pubblica, il disegno di legge finanziaria non comporta effetti correttivi di rilievo in termini di indebitamento netto del conto economico delle amministrazioni pubbliche, la cui incidenza sul PIL rimane pertanto fissata, per il triennio 2010-2012, nei valori indicati dalla Nota di aggiornamento al DPEF. Analogamente, gli interventi introdotti dal disegno di legge incidono marginalmente sul fabbisogno del settore statale mentre variazioni in aumento del triennio 2010-2012 sono previste in termini di saldo netto da finanziare.
Per quanto riguarda, invece, il bilancio dello Stato a seguito delle modifiche approvate nel corso dell’esame al Senato - e considerando gli effetti prodotti sul bilancio - il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato per il 2010, in termini di competenza al netto delle regolazioni contabili e debitorie e dei rimborsi IVA, viene rideterminato in 62.418 milioni di euro al di sotto, pertanto, del limite massimo indicato dal disegno di legge finanziaria.
Il quadro riepilogativo relativo all’esercizio 2010 posto a confronto con il bilancio assestato del 2009 mostra, quindi, un miglioramento del saldo netto da finanziare di circa 8,5 miliardi.
Analizzando la quota delle risorse disponibili per il 2010 per ognuna delle 34 missioni rispetto al totale del bilancio dello Stato, emerge come le percentuali maggiori delle risorse siano destinate ad alcune finalità ben identificate: il 21,7 per cento riguarda le relazioni finanziarie con le autonomie locali; il 14,8 per cento delle risorse sono allocate alla missione 34 (debito pubblico), e servono sostanzialmente per soddisfare gli interessi per il servizio del debito pubblico; il 14,3 per cento delle risorse sono allocate alla missione 25 (politiche previdenziali); l’11,8 per cento della spesa alla missione 29 (politiche finanziarie e di bilancio); mentre all’istruzione scolastica (missione 22) è destinato l’8,2 della spesa. Così a seguire per tutte le altre missioni.
NEGLI ALLEGATI IL PDF
Disegni di legge finanziaria e bilancio licenziati dalla Commissione Bilancio della Camera dei deputati
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