Lavoro: Due milioni per il reinserimento

Politiche sociali: La cifra stanziata servirà ad aiutare gli adulti in difficoltà seguiti dai servizi sociali o che si sono rivolti alla sede del Celav che vivono a Milano

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Milano: La Giunta ha stanziato oltre 2 milioni di euro per offrire unopportunità di reinserimento lavorativo agli adulti in difficoltà che vivono a Milano. Limporto si riferisce al secondo semestre del 2009.

"Attraverso il nostro Ufficio Adulti e il Celav (Centro di Mediazione al Lavoro del Comune) ogni anno riusciamo a erogare sussidi e costruire percorsi personalizzati per oltre 4.000 persone, tra giovani in stato di emarginazione, disabili, ex detenuti, ma anche adulti tra i 40 e i 50 anni che, licenziati, faticano a rientrare nel circuito lavorativo”, ha spiegato lassessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali Mariolina Moioli.

Gli adulti seguiti dai servizi sociali o che si sono rivolti spontaneamente allo sportello di via Scaldasole (sede del CELAV) vengono accompagnati lungo percorsi che puntano a far raggiungere un certo grado di autonomia, attraverso lerogazione di sussidi o buoni economici che variano a seconda della situazione personale (da un minimo di 200 a un massimo di 400 euro): "per alcuni – ha specificato Moioli - pensiamo allinserimento transitorio in appartamenti o comunità alloggio, mentre nella maggior parte dei casi avviamo queste persone al lavoro attraverso borse lavoro e tirocini in collaborazione con aziende del territorio”.

Dal 2007 a oggi gli adulti che hanno usufruito del servizio sono aumentati notevolmente (vedi schema allegato).

"Il nostro obiettivo è cogliere i bisogni inespressi della città, cercando di interpretare i cambiamenti della società. Studiare percorsi personalizzati significa agire con politiche attive dinclusione sociale – ha concluso lassessore – . Nel prossimo semestre, con questo programma il Comune ripenserà complessivamente lorganizzazione dei servizi per gli adulti, per fare in modo che tutte le azioni messe in campo contribuiscano a realizzare percorsi non standardizzati ma costruiti direttamente con la persona”.