Milano: Davide Pozzi di S. Sofia - Prima delle elezioni i politici di entrambi gli schieramenti hanno avanzato una serie di proposte per ridurre, dopo la vittoria, la spesa pubblica, ma non hanno pensato ad alcune cose che potrebbero essere ovvie e facilissime da realizzare.
1) Si potrebbe abolire l’indennità di carica per i sindaci dei comuni con meno di mille abitanti. Faccio un esempio locale: io vivo a Badia Pavese, comune in provincia di Pavia, abitanti, oggi, 396. Il sindaco in carica percepisce 1.800,00 euro di stipendio mensile. E’ vero che la legge dice: “ i sindaci dei comuni fino a 15 mila abitanti possono percepire fino a 1800,00 euro mensili” , possono, non è obbligatorio, ma poichè l’ occasione fa l’uomo ladro, molti sindaci , anzichè chiedere ai rispettivi consigli comunali, “Pagatemi la metà della somma che si può ricevere”, pretendono, pretendono ! la cifra piena. Un sindaco onesto dovrebbe, dovrebbe, avere almeno il buon gusto di chiedere al proprio consiglio comunale che gli venga votata, perché la si vota in consiglio, una indennità proporzionale al numero di abitanti, ma chi lo fa? Io, che fui sindaco dal ’95 al 2000 lo feci, chiesi 800 mila lire mensili e poi utilizzavo quel denaro per comprare le bandiere nuove, per pagare le manifestazioni pubbliche con banda il IV Novembre, per organizzare concerti, da me pagati, usavo quei soldi per abbellire il comune, comprai quadri , tende, scrivanie nuove, ma mi sa che fui l’unico caso in Italia. Ora, la politica dovrebbe essere servizio, la si dovrebbe fare con lo stesso spirito con cui si fa volontariato, se si viene pagati profumatamente che servizio è? Se per i sindaci dei piccoli comuni fosse abolita l’indennità si conseguirebbero due obiettivi: si risparmierebbe del denaro e si avrebbe la certezza che chi si candida lo farebbe perché interessato al bene della comunità e non al bene del proprio conto in banca. In fin dei conti chi fa il sindaco in un piccolo comune riesce benissimo a conciliare il lavoro con l’esercizio del proprio mandato.
2) Le indennità dei sindaci dei comuni con più di 1000 abitanti dovrebbero essere riviste al ribasso, magari parificandole allo stipendio medio di un impiegato. Infatti, per fare un esempio limite, perché il sindaco di un comune di 25-30 mila abitanti deve prendere più di tre - quattro mila euro al mese? Ammesso e non concesso che per tutta la durata dal mandato abbandoni il lavoro per fare il sindaco a tempo pieno, perché deve percepire una retribuzione doppia o tripla rispetto a quella che prendeva lavorando? La politica, lo ripeto, deve essere servizio, non una rendita. 3) Dovrebbe essere abolita la tredicesima per sindaci ed assessori. Infatti, esempio, la Moratti, ma come lei tutti gli altri sindaci dei grossi comuni, prende uno stipendio pari a quelli di un deputato, ossia circa 15 mila euro al mese, forse qualcosa di più. C’è bisogno di pagarle pure la tredicesima? Già con questi tagli, che comunque nessuno farà , immaginate quanti soldi si risparmierebbero!
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