Dalla carta-moneta al cellulare

Puntualmente il processo di eliminazione della carta-moneta sembra stia decollando definitivamente.

D’altronde c’era da aspettarselo; da mesi le banche italiane, attraverso il loro portavoce Corrado Fissola, reclamavano a più riprese l’utilizzo delle nuove tecnologie per consentire il transito di denaro, non solo per i titolari di partita IVA, ma anche per coloro che non ne sono in possesso.

Ebbene, le banche italiane hanno escogitato un metodo che, secondo le loro previsioni, potrebbe accelerare quella “smonetizzazione” da loro fortemente propagandata: questa rivoluzione avrà come protagonista l’oramai irrinunciabile cellulare. Nelle intenzioni delle suddette lo strumento di cui quotidianamente facciamo uso, in alcuni casi persino un abuso, dovrà abbattere il denaro contante, cambiando con decisione le abitudini dei cittadini per “agevolare” il pagamento dei beni di largo consumo (alimentari, abbigliamento, trasporti e tempo libero). Attualmente il progetto si trova ancora in una fase “embrionale”, ma nel frattempo gli istituti di credito italiani hanno affidato la sua elaborazione ai consulenti americani di Arthur D. Little.

Quest’ultimi, insieme con l’e-Committee (il comitato per l’e-banking dell’ABI), hanno posto in essere il primo “Studio sui mobile payment” in Italia. Leggendo il rapporto dell’associazione bancaria italiana ci sono alcuni passi estremamente significativi che vanno certamente sottolineati: “Lo sviluppo del mercato dei mobile payment " dice la nota " è strettamente connesso a quello della moneta elettronica e delle telecomunicazioni mobili”. I motivi di questa strategia trovano la loro ratio nella diffusione capillare ed incontrastata dei telefonini che hanno raggiunto la cifra record di oltre 75,4 milioni di cellulari secondo stime effettuate alla fine del 2006.

Il trend ovviamente è destinato a crescere vista la “sindrome tecnologica” che ha morbosamente contagiato gli italiani rincitrulliti dalla campagna pubblicitaria portata avanti dalle aziende telefoniche, spalleggiata per ragioni di opportunità dal mondo bancario. Contando su questo aspetto, le banche stanno avviando una vera e propria crociata da cui di certo pensano di trarre enormi vantaggi decretando da un lato una oramai imminente volatilizzazione del denaro contante e dall’altro un controllo sempre più marcato sulle tasche degli italiani pressochè ignari della gabbia finanziaria a cui verremo sottoposti.

Potremmo dire, in conclusione, che dalle intercettazioni telefoniche passeremo a quelle monetarie, sputtanando il povero cittadino sottoposto ad un Grande Fratello Finanziario che avrà la possibilità di spostare cifre, ovvero numeri, senza avere alcun ostacolo di fronte a sè e molto probabilmente senza alcun preavviso.

Gianluigi Mucciaccio