SUDAN / MISNA su Ladysilvia; Si accorciano le distanze - commerciali e di spostamento - tra il Sudan e l’Etiopia: il collegamento autostradale di oltre 150 chilometri a ridosso del confine dei due paesi è stato terminato, permettendo così di facilitare il percorso via terra di oltre 1.700 chilometri da Khartoum ad Addis Abeba.
Il ministro sudanese dei trasporti Omar Suleiman Adam ha comunicato che il tratto da Gadaref (sud-est della capitale) e la località frontaliera di Gallabat è stato completato e verrà aperto al traffico entro due mesi.
Secondo il giornale Sudan Tribune, i lavori sono costati circa 25 milioni di euro, finanziati al 90% dal Fondo arabo per lo sviluppo sociale ed economico.
La stessa fonte sottolinea che il nuovo collegamento rafforzerà gli scambi commerciali tra Sudan ed Etiopia, facilitando inoltre le attività agricole nelle regioni orientali del paese grazie alla consegna in tempi più rapidi di macchinari e materiali e - in direzione opposta - al trasporto dei prodotti agricoli verso la capitale. al di là del confine con l’Etiopia, il percorso - che non è più su autostrada - prosegue verso il Lago Tana (da cui ha origine il Nilo Blu, principale affluente del Nilo Bianco) e dopo altri 750 chilometri arriva nella capitale dell’Etiopia, Addis Abeba. [CO]
LA REDAZIONE
Ladysilvia it National Network
Ultimi Articoli
Milano: George Foreman, la sua storia arriva in libreria con DIO AL MIO ANGOLO
Arisa torna con Foto Mosse — il nuovo album esce il 17 aprile
GENTE DI FACILI COSTUMI al Teatro Manzoni di Milano
“È intelligente… ma non studia!”: ridere, ricordare, crescere
Italia–Giappone: Vincenza Palmieri porta lo Specialista della Famiglia al Paese del Sol Levante — la rete dei Diritti Umani si allarga
Bruno Mars accende Las Vegas — The Romantic Tour debutta con sold-out e la città gli intitola una strada
Gerry Scotti apre il Festival della TV di Dogliani — quindicesima edizione dal 29 al 31 maggio 2026
Triennale Milano — una settimana di performance, laboratori e incontri dal 13 al 19 aprile
NIST legge Project Hail Mary con l’occhio del laboratorio