LIBANO: Il presidente libanese Emile Lahoud (considerato vicino alla Siria) ha respinto oggi il decreto governativo per l’istituzione di un tribunale internazionale dell’Onu incaricato di individuare e processare i responsabili dell’assassinio dell’ex-primo ministro Rafik Hariri, ucciso in un attentato a Beirut il14 febbraio 2005. Lo ha reso noto oggi la presidenza con un comunicato. Il capo di Stato ha definito “nullo” il Consiglio dei ministri guidato da Fouad Siniora - espressione del blocco politico contrario a Damasco - che lo scorso 25 novembre aveva approvato un progetto di legge con lo statuto del Tribunale; in precedenza, una commissione d’inchiesta internazionale aveva accusato la Siria per il ruolo svolto nell’attentato contro Hariri. In una lettera al segretario generale dell’Onu Kofi Annan - citata oggi dall’agenzia di stampa libanese - Lahoud ritiene chiede che il provvedimento sia “privo di valore costituzionale e legale” poichè adottato da un governo “privo di legittimità ” per le recenti dimissioni di cinque membri di Hezbollah e di Amal e di un altro esponente greco-ortodosso.
Il provvedimento - secondo la Costituzione " potrebbe ora tornare in discussione al Parlamento, che ha comunque facoltà di approvarlo anche senza la ratifica del capo di Stato. La decisione di Lahoud rischia di esacerbare ulteriormente il già teso clima politico libanese, dove l’opposizione filo-siriana ha tra l’altro annunciato oggi un’altra manifestazione per domani, dopo l’avvio della mobilitazione lo scorso 1° dicembre. Ieri, parlando ai suoi sostenitori, il premier Siniora aveva accusato il capo di Hezbollah Hassan Nasrallah di preparare “un colpo di Stato”. [EB]
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