Barry Buzan a Milano nel quinto anniversario dell’evento che ha cambiato le relazioni internazionali.
Il professore della London School of Economics spiega gli ultimi cinque anni e i prossimi venti
Barry Buzan, professore di relazioni internazionali alla London School of Economics e autore di Il gioco delle potenze. La politica mondiale nel XXI secolo (Università Bocconi editore, Milano, 2006, 344 pagine, 24 euro, con Presentazione di Angelo Panebianco), presenterà il suo libro
Lunedì 11 settembre, ore 18
Palazzo Clerici, via Clerici 5, Milano
nel corso dell’incontro; “Le relazioni internazionali 5 anni dopo l’11 settembre”
con la partecipazione di Alessandro Colombo (Università degli Studi, Milano), Vittorio Emanuele Parsi (Università Cattolica, Milano).
Nel volume Buzan sostiene che gli Stati Uniti, dopo l’11 settembre, sembrano avere abbandonato l’approccio multilaterale che, attraverso la costituzione e l’appoggio a organismi sovranazionali come l’Onu e la Nato, aveva contribuito a quell’affinità ideologica dell’Occidente, che legittimava la leadership americana.
Il crescente unilateralismo, il manicheismo con cui viene giudicato il comportamento dei partner internazionali e l’ossessione per la sicurezza che porta gli Stati Uniti a sovrareagire a ogni minaccia potrebbero contribuire alla loro delegittimazione, mentre il costo economico e umano di iniziative belliche unilaterali potrebbe spingere l’America a una riconsiderazione del proprio ruolo nel mondo.
Le distanze economiche e soprattutto militari sono, al momento, tali da rendere del tutto improbabile ogni spostamento dall’attuale assetto unipolare per almeno vent’anni. Dopo di allora, però, lo scenario alternativo considerato più probabile da Buzan non è un ritorno a un mondo bi o tripolare (con Unione Europea e Cina unici candidati realistici alla promozione al rango di superpotenza), bensì un annullamento del numero delle superpotenze, con il declassamento degli stessi Stati Uniti
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