Le misure del “Pacchetto fiscale”

Governo - Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto-Legge, dal 29 maggio sono in vigore le "Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie" approvate dal Consiglio dei Ministri del 21 maggio 2008:
. cancellazione dell’ICI sulla prima casa a partire da giugno 2008, con l’esclusione delle abitazioni principali di lusso;
. detassazione degli straordinari e dei premi di produttività relativi al periodo luglio-dicembre 2008 dei dipendenti nel settore privato con un reddito non superiore a 30mila euro;
. rinegoziazione dei mutui a tasso variabile stipulati per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell’abitazione principale, i cui criteri saranno stabiliti in un'apposita convenzione con l’ABI.

Il Governo - nella riunione del Consiglio dei ministri che si è tenuta il 21 maggio scorso a Napoli - ha approvato un decreto-legge (documento .pdf) contenente misure per alleggerire il carico fiscale delle famiglie.

Il provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 maggio 2008 è in vigore dal 29 maggio.

Cancellazione ICI prima casa

A decorrere dall’anno 2008 (quindi già dal prossimo giugno) non deve più essere pagata l’imposta comunale per l’abitazione principale. l’esclusione non riguarda le abitazioni principali di lusso (categoria A1, A8 e A9) per le quali continuano comunque ad applicarsi le detrazioni vigenti.
Il costo dell’operazione è 2.500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009, e 2010; a decorrere dall’anno 2011 si provvederà con la legge finanziaria.
Le ripartizioni ai singoli Comuni verranno decise in sede di Conferenza Stato-Città e applicate dal Ministro dell’Interno.
Detassazione straordinari

Al fine di incrementare la produttività del lavoro, nel secondo semestre 2008 a partire dalla busta paga di luglio, lo straordinario e i premi di produttività dei dipendenti nel settore privato sarà tassato del dieci per cento. La misura è valida per i redditi non superiori a 30 mila euro. Il provvedimento è stato emanato in via sperimentale e dura fino a dicembre 2008.

Tassi mutuo

Con una apposita convenzione con l’ABI vengono definiti i criteri di rinegoziazione dei mutui a tasso variabile, la cui rata su richiesta del cliente può scendere al tasso del 2006. La Convenzione diventa operativa entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto Legge varato dal Consiglio dei ministri il 21 maggio scorso.

Copertura finanziaria degli interventi

Le risorse per finanziare gli interventi previsti dal decreto fiscale - illustrati nell’art. 5 del decreto e nell’elenco allegato al decreto) provengono da riduzioni di spese autorizzate principalmente da tre leggi: le ultime due finanziarie (legge 244/2007, legge 296/2006) e il decreto milleproroghe (decreto legge 248/2007 convertito con modificazioni dalla legge 31/2008). Il risparmio complessivo dell’operazione di riduzione della spesa è pari a 1.010,5 per il 2008, 842,3 per il 2009 e 644,5 per il 2010.

In particolare, nel decreto milleproroghe sono state ridotte del 50% le autorizzazioni in favore dell’Istituto mediterraneo di ematologia (art.10) portando il finanziamento disposto da 6 a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2009, azzerato sia l’incremento al Fondo transitorio per le regioni con elevato disavanzo sanitario (14 milioni di euro previsti dall’art.8 ter), sia la dotazione del fondo per il finanziamento ordinario delle università (16 milioni di euro a partire dal 2008 previsti dall’art.13 bis), abrogata la dotazione assegnata per il piano di sviluppo per il porto di Gioia Tauro pari ad euro 600.000 per l’anno 2008 e ad euro 750.000 per l’anno 2009 (art. 22 sexties) ed, infine, per le Celebrazioni del sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, il cui stanziamento era di 1 milione di euro per l’anno 2008 è stato abrogato.

Mentre, per quanto riguarda i numerosi (sono oltre 60) interventi di riduzione effettuati sulla finanziaria 2008, segnaliamo, tra gli altri:
- viene azzerato lo stanziamento per il Fondo per la promozione e il sostegno dello sviluppo del trasporto pubblico locale (113 milioni di euro per l’anno 2008, di 130 milioni di euro per l’anno 2009 e di 110 milioni di euro per l’anno 2010) (art.1 comma 304);
- viene azzerata la quota di 12 milioni di euro a decorrere dall’anno 2008 per la riattivazione dei lavori di realizzazione di sistemi innovativi di trasporto in ambito urbano (art.1 comma 307);

- viene azzerato il contributo in conto interessi (10 milioni di euro annui a decorrere dal 2008) a favore di enti locali e titolari di edifici situati nei centri storici dei comuni con popolazione inferiore a 100.000 abitanti per il recupero e la conservazione degli edifici riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità o appartenenti al patrimonio culturale (art.1 commi 322,323,324);

- viene azzerato il Fondo di sviluppo delle isole minori, con una dotazione finanziaria pari a 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2008 (art.2 comma 41);

- viene azzerato lo stanziamento previsto per le aziende viticole siciliane colpite da "perenospora" (50 milioni di euro);

- viene azzerata la spesa di 77 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 per finanziare le autostrade del mare, tramite incentivi alle imprese di autotrasporto;

- - viene azzerata la spesa di 56 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 per l’ammodernamento dei collegamenti ferroviari tra Pescara e Roma, con vincolo di destinazione per la tratta Avezzano-Roma.


Rinegoziazione mutuo

In questi anni, per parecchie famiglie con un mutuo a tasso variabile, è accaduto che mentre lo stipendio restava fisso i mutui salivano. La convenzione tra Abi e ministero dell’Economia e delle finanze fa tornare le lancette dell’orologio indietro, al 2006.

In base alla convenzione, infatti, tutti quelli che hanno un mutuo a tasso variabile possono andare in banca, se vogliono, e cambiarlo in tasso fisso, rata fissa 2006. Ovviamente anche quelli che hanno stipulato un mutuo a tasso variabile un mese fa.

Questo provvedimento affianca lo strumento della portabilità del mutuo. Di conseguenza, si può optare per rimanere nella propria banca e farsi scendere la rata oppure cambiare banca e rinegoziare il mutuo.

l’iniziativa viene incontro a quelle famiglie che si sono trovate in difficoltà con il pagamento delle rate dopo i rialzi dei tassi di interesse decisi dalla Banca europea alla fine del 2005.

Sono circa 1.250.000 famiglie interessate al provvedimento. Considerando un mutuo ventennale di 80.000 euro, il minor esborso previsto ammonterebbe a circa 850 euro su base annua.

Ecco i punti principali della Convenzione:

* La rinegoziazione comporta la riduzione dell’importo delle rate del mutuo a cominciare da quelle che andranno a scadere dopo 90 giorni decorrenti dalla data della rinegoziazione. La nuova rata sarà calcolata applicando all’importo originario del mutuo il tasso di interesse contrattuale medio del 2006.
* La differenza tra l’importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e quello risultante dall’atto di rinegoziazione è addebitata su di un conto di finanziamento accessorio regolato al tasso IRS a dieci anni, riferito alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50 (dunque tasso fisso).
* Non ci sarà bisogno di ulteriori garanzie da parte del cliente oltre quelle già previste per il mutuo oggetto di rinegoziazione.
* Per chi accede alla rinegoziazione, dunque, il mutuo diventa a rata fissa;
* l’importo della rata (fissa) è quello pagato in media nel 2006;
* la durata resta inizialmente invariata e il suo eventuale allungamento dipenderà all’andamento dei tassi di interesse. (Fonte: MEF e ABI)


Linee di politica economica

l’azione di politica economica del governo sarà sviluppata in coerenza con gli impegni politici e giuridici assunti in sede europea e nel corso degli ultimi anni dal nostro Paese. l’azione non sarà episodica, ma organica e progressiva.

In particolare, la prossima Legge finanziaria sarà anticipata, prima dell’estate, nella sua parte sostanziale da un provvedimento legislativo che affiancherà e darà corpo al DPEF; questo provvedimento non sarà basato sulla tradizionale scissione tra parte programmatica, con proiezione pluriennale e parte attuativa (questa limitata al solo anno immediatamente successivo); ma sarà basato sulla integrale convergenza tra parte programmatica e parte attuativa, così da dare fin da subito, piena, organica e responsabile attuazione ai citati impegni europei.
l’effetto conseguente sarà che gli impegni assunti dall’Italia in Europa prenderanno da subito la forma organica di un piano triennale di stabilizzazione della nostra finanza pubblica.
Un piano coerente all’interno con gli obiettivi propri di un Governo di legislatura ed all’esterno con le strutture e gli standard di bilancio propri degli altri paesi europei.

Fonte: intervento ministro Tremonti (Incontro con le Parti sociali - 20 maggio 2008)


Federalismo fiscale

La stabilizzazione della finanza pubblica, con il pareggio del bilancio nel 2011, sarà raggiunta operando non sul lato delle entrate fiscali ma sul lato della spesa pubblica.

Il federalismo fiscale rappresenta uno strumento importante per introdurre nella finanza pubblica criteri essenziali di trasparenza, responsabilità , efficienza. Ciò in sostanziale attuazione dell’art. 119 della Costituzione.

La prossima sessione di bilancio in Parlamento sarà occasione per discutere sull’architettura da dare al federalismo fiscale e su una nuova e necessaria legge di bilancio (perché non ci può essere il federalismo fiscale, senza una nuova e ad esso coerente legge di bilancio. E viceversa).

Art.119 Costituzione: I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio. La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante... Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovergli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.

Fonte: intervento ministro Tremonti (Incontro con le Parti sociali - 20 maggio 2008)