Martedì 9 aprile, la Regione Lazio ha approvato una legge che garantisce l’accesso scolastico ai bambini immunodepressi, ovvero quelli in cui sistema immunitario è depotenziato e che perciò non possono vaccinarsi o devono rimandare le vaccinazioni obbligatorie. La notizia è stata data dal “Corriere Roma”.
Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, esprimendo soddisfazione per questo risultato, ha citato il caso del piccolo Matteo, un bimbo romano di 8 anni che si trova a combattere contro l’immunodepressione dopo aver vinto la battaglia contro la leucemia e che non poteva tornare a scuola, perché alcuni suoi compagni non erano vaccinati (il termine per mettersi in regola scadeva il 10 marzo).
Permettere a bambini nella sua situazione di andare a scuola “è una questione di civiltà”, ha commentato Zingaretti. Ora, spiega il governatore regionale, la proposta di legge all’esame del Consiglio per l’approvazione definitiva”.
In collaborazione con la Asl, la Regione Lazio intende garantire su tutto il territorio la prevenzione, il contenimento e la riduzione dei rischi per la salute dei cittadini.
La proposta di legge prevede anche che nelle scuole dell’obbligo, se ci sono classi con più di due minori non vaccinati, le aziende sanitarie possano indicare misure provvisorie che implichino la temporanea sospensione dei non vaccinati in attesa della regolarizzazione (art. 2).
La Regione Lazio, secondo il ministero della Salute, vanta il primato nazionale per bambini dagli 0 ai 2 anni vaccinati (lo sono ben oltre la soglia del 95%). Inoltre più del 98% è stato sottoposto al vaccino anti-polio, anti - tetano, epatite B e pertosse, ed oltre il 97% contro il morbillo, la parotite e la rosolia. L’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, ha salutato questo risultato come “straordinario”, del quale ha ringraziato i centri vaccinali e grazie alla creazione nel Lazio dell’anagrafe vaccinale. Il lavoro, però, va ovviamente proseguito.
La Regione Lazio
Alessandra Boga
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