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COM’È FATTO IL VACCINO

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Di solito il virus influenzale compare ogni anno nel pieno dell’inverno, fra novembre e marzo. Alle persone viene raccomandato di vaccinarsi circa due mesi prima.

Ma quando viene preparato il vaccino e cosa contiene esattamente?

Il vaccino viene preparato a marzo e autorizzato a giugno. Dunque con grande anticipo.

Dato che ogni anno variano i ceppi di virus influenzali che conquistano la maggiore diffusione, abbiamo ogni anno un vaccino che è costituito da ceppi virali isolati negli anni precedenti.

Come tutti gli anni, quindi, milioni di persone vengono vaccinate per combattere virus che si sono presentati negli anni passati, ma che - al momento in cui il vaccino è prodotto - nessuno può sapere se saranno quelli più diffusi nella stagione in cui vengono somministrati.

Nell’articolo “Abbiamo sbagliato parola di ministro” (a pag. 20 del libro e anche qui di seguito) si vede bene come sia molto frequente che i virus utilizzati nei vaccini non corrispondono poi a quelli che effettivamente trasmettono l’influenza. Inoltre, come conferma autorevolmente Sabin, le influenze virali sono una minima parte dei disturbi a cui viene dato il nome di influenza.

Il governo del Giappone ha eliminato tutti i vaccini antinfluenzali perché non funzionano. I vaccini contro l’influenza sono prodotti con sostanze che possono provocare gravi reazioni allergiche e altri disturbi molto più gravi dell’influenza. I vaccini contro l’influenza non sono mai stati sperimentati in maniera scientifica né sottoposti a controlli.

CONTROINFORMAZIONE. ABBIAMO SBAGLIATO: PAROLA DI MINISTRO!

Negli ultimi anni non abbiamo indovinato i virus giusti.

Un articolo comparso sul Manifesto già nel dicembre del 1993 riportava la notizia che “i primi virus dell’influenza sono stati isolati dall’Istituto di Igiene dell’Università di Parma su campioni di sette pazienti. La “tipizzazione”, cioè l’identificazione del ceppo virale, è in corso”.

La notizia è stata resa nota ieri da Isabella Donatelli, responsabile del Centro nazionale per l’influenza dell’OMS.

Ciò fece e fa supporre che contrariamente ad ogni logica i virus sono identificati a dicembre, ma il vaccino venduto e somministrato è stato autorizzato e prodotto già in estate, se non prima ancora.

Una conferma di ciò venne in seguito da una relazione alle Direzioni delle USL, dell’allora Ministro della Sanità (Elio Guzzanti) che nell’analizzare la situazione epidemiologica influenzale nel periodo dal 1993 al 1995 rilevò che i virus influenzali circolanti nel periodo in esame erano diversi dagli antigeni inseriti nel vaccino approntato, e più precisamente che “La maggior parte degli isolamenti più recenti di virus influenzali A (H3N2) si sono dimostrati antigenicamente differenti dal ceppo A/Shandong/9/93, incluso nel vaccino raccomandato per la passata stagione; gli stipiti isolati sono risultati, nella maggior parte dei casi, simili al ceppo di riferimento A/Johannesburg/33/94.

Anche i virus isolati di recente sono risultati diversi dal ceppo B/Panama/45/90 incluso nel vaccino antinfluenzale utilizzato per la stagione 194-95, presentando caratteristiche simili a B/Beijing/184/93, B/Shangai/4/9 e B/Qingdoo/102/91”.

Da ciò si può dedurre che milioni di persone si sono vaccinate contro virus che non si sono presentati.

Una vaccinazione, pertanto, pressoché inutile quanto dannosa. Anzi, un’utilità vi è stata: le multinazionali dei farmaci si sono arricchite ugualmente in barba alla salute dei cittadini.

Nonostante i risultati presentati, il Ministro autorizzò comunque la realizzazione dei nuovi vaccini per la stagione successiva così come continua ad avvenire tutt’oggi.

I SUCCESSORI DI ELIO GUZZANTI NON HANNO MODIFICATO LA SITUAZIONE: Bindi, Veronesi, Sirchia.

libro eBook / Le Vaccinazioni Cosa fanno. / a cura dell'associazione SUM