Pelli intagliate a mille-lame e tinte in capo, camosci morbidi trattati a cera, agnelli spazzolati a mano uno ad uno da abili artigiani...il mondo di Manuel Bozzi non poteva che proiettarsi così in questa sua nuova esperienza con la calzatura.
Lo stilista ha riflesso sui crudi materiali la stessa sapienza con la quale forgia i metalli alla continua ricerca del contrasto alchemico. L’industrializzazione cede il passo ad un’incalzante artigianalità, dove l’unica chimica è quella dei sogni, dove il bronzo non è una verniciatura ma il metallo stesso! “Non ho esitato un attimo nello scegliere di realizzare a mano l’accessorio internamente al nostro laboratorio, non usiamo galvaniche, solo un’infinita varietà di sfumature adatte ad ogni colore, un’impresa difficile ma credo vincente“.
Dieci modelli legati tra loro da un fil-rouge, un continuo richiamo di tecniche e motivi che si ripetono e che si fissano nella fantasia di chi li osserva proprio come i gioielli ai quali l’artista pisano ci ha abituato. Ancora corde, ricami, sottili calambour alla Bozzi maniera, rivetti battuti al contrario, loghi impressi a caldo inside/out e le suole che sanno di vero, che profumano di cuoio. Manuel Bozzi tratta qualsiasi cosa come un gioiello.
Elegante ma deciso, femminile quanto basta, mai eccessivo se non nel suo messaggio: qualità. A completamento del tutto, a chiusura del cerchio...un giacchetto.
Modello unico, biker romantico, in tre colori, montato nello stesso pellame intagliato dell’anfibio che sarà la punta di diamante della collezione. “Un pellame di gran carattere che meritava impieghi diversi“ commenta lo stilista, a dimostrare ancora una volta la versatilità delle sue scelte.
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